La Cima (1810m)

06/12/2009

Luogo di partenza: strada per Piano di Sale

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 2000 m complessivi di cui 960 in salita (strada per Piano di Sale 850m – La Cima 1810m – Alpe Cortino 1477m – Malesco 764m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste.

 

Raccomandazioni: La gita non presenta particolari difficoltà a parte la cresta dalla cappella del Group che, essendo rasoiata, in base delle condizioni della neve può risultare difficoltosa.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla statale SS33 del Sempione di esce a Masera e si seguono le indicazioni per la Valle Vigezzo. Giunti a Malesco si segue la strada per Finero e poco prima di Pian di Sale si parcheggia l’auto a bordo della strada; il sentiero parte a destra della strada.

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione: finalmente la prima gita sulla neve è arrivata! Parcheggiata la macchina un po’ prima di Piano di Sale iniziamo a seguire le indicazioni per La Cima che ci porteranno alla meta ufficiale che, nonostante l’ora un po’ tarda, è la Testa del Mater. Inizia la salita fra giovani faggi e uno strato sottile sottile di neve. Il clima è ottimo e la giornata promette più che bene. Come al solito io, Vittorio e Davide facciamo le lumachine di turno con le nostre ciaspole mentre ormai anche Ornella è passata agli sci e ci ha abbandonato!!! Speriamo presto di poter sciare anche noi…

 

 

Luca ci fa strada.

 

La salita nel bosco è morbida e rilassante e davanti a noi delle tracce ci agevolano il percorso. Ha nevicato da poco e qua e là si sentono tonfi di neve che cade dai rami degli alberi. È tutto così natalizio che l’umore si distende del tutto.

Dopo circa 40 minuti di cammino arriviamo alla prima sosta  all’alpe Orsera. Il paesaggio si apre per un momento e tutto si fa bianco. L’alpeggio, ormai in decadenza, è spunto per ottime foto.

 

 

All’alpe Orsera.

 

Si continua a salire e da dietro le baite rispunta la traccia che si arrampica su un piccolo pendio molto ripido. Inizio un po’ a perdere fiato ma per fare la di più faccio finta di niente e continuo a zampettare. Intorno a noi inizia a delinearsi una cornice di cime finalmente imbiancate. Anche il cielo da spettacolo: nuvoloso sopra le nostre teste fino ad arrivare a sfumature rosa e azzurre dietro di noi. Sembra quasi surreale!

La salita ritorna di nuovo fra i faggi e dopo la zampettata iniziale si addolcisce un po’ e ci da un po’ di tregua. Mi guardo indietro di tanto in tanto e vedo Ornella alle prime armi con gli sci destreggiarsi benissimo fra voltamaria e altre piccole difficoltà, insomma una  vera “ganza”!

Dopo un’oretta abbondante eccoci alla cappella del Group.

Ci fermiamo per la pausa merenda e guardiamo davanti: ancora un tratto in piano, una piccola salita nel bosco e poi la cresta abbastanza rasoiata. La salita è ancora lunga e la neve fresca potrebbe rendere più diffide l’impresa.

 

 

La vista spazia su tragitto da percorrere.

 

Riprendiamo il cammino e purtroppo qui le tracce si fermano e il sentiero non è più battuto! La neve un po’ balorda fa sprofondare le ciaspole e rompe la sottile crosta di neve formatasi durante la notte.

Ci vuole un po’ ad arrivare all’attacco della cresta. I pendii a lato sono abbastanza ripidi e non è semplice battere la via. Stranamente però mi sento tranquilla, sarà che vicino a me pronto a vedere se combino guai c’è il Fabry… Passati tutti ci guardiamo avanti un po’ perplessi. Ormai  si vede La Cima ma il pendio non è banale: molto ripido e senza alcuna traccia. Valutiamo un po’ da dove poter salire e fra zig-zag per rendere la pendenza più umana decidiamo di dirigerci verso un piccolo canalino. Il dislivello da mangiare è di circa 100m  e visto l’ora tarda gli ultimi. Lasciamo l’idea di andare alla Testa del Mater decidendo di fermarci alla Cima.

Inizia la salita ma stranamente non accuso il colpo, oggi è una di quelle rare giornate in cui mi sento in gran forma. Pian piano vedo la fine del pendio che si avvicina fra uno zig zag e l’altro e qualche tonfo in qualche buco nascosto dalla neve. Ci siamo e dopo un’ultima piccola salitella siamo alla croce. Le nuvole alte ci permettono di spaziare su tante di quelle cime che è impossibile sentirsi soli!!!

Per la discesa optiamo per un percorso alternativo ma in realtà già intrapreso l'anno scorso: la discesa dall'alpe Cortino sperando di trovare un passaggio in autostop
 per poter raggiungere le macchine.
Ciaspolare sulla neve così soffice rende tutto più semplice e divertente e così fra qualche scivolone qua e là tagliamo allegramente per il bosco non perdendo mai di 
vista il sentiero. 
In poco tempo, poco più di un'ora, raggiungiamo la strada che ci porterà a Malesco. E qui è arrivata la parte più noiosa della gita un lungo tratto su strada, circa 5 
Km, che dalla Val Loana ci porterà in paese. Le ciaspole, come del resto gli sci, non ci accompagneranno per tutto il cammino data la scarsissima neve...e noi 
ciaspole in mano e sci in spalla ci avviamo verso la fine della gita (senza nessun passaggio in macchina).

 

Una gita bellissima merito soprattutto di una fantastica compagnia.

 

 

Gli escursionisti Francesca, Ornella, Giada, Vittorio, Fabrizio, Marco, Davide, e Luca

 

                                                                               Val Vigezzo