Il Solitaire – Fort Apache

 

12/05/2013

Luogo di partenza: Montecrestese – Fort Apache

 

Lunghezza via: 9 tiri di corda da circa 40m

 

Tempo di percorrenza della via: 3-4 h di salita, 1-2 h per le doppie

 

Raccomandazioni: Le lunghezze sono da 30-35m, per cui è utile fare la via con due corde da 70m (soprattutto per la discesa in doppia).

La chiodatura plaisir la rende adatta a principianti con un minimo di esperienza sull’aderenza e nelle manovre.

Le difficoltà sono quasi sempre azzerabili.

Necessari 13-14 rinvii.

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione:

L1 - 5a

L2 - 4a

L3 - 4a

L4 - 5a

L5 - 4a

L6 - 5a

L7 - 4a

L8 - 4a

L9 - 3a

L10 - 4c

L11 - 4c

L12 - 5a

L13 - 5b in A0

 

Dopo un paio di arrampicate in falesia, giusto per riabituarmi all'uso delle scarpette, ecco che arriva la prima via lunga della stagione e come banco di prova scegliamo la parete di Fort Apache, sopra Montecrestese.

La via è Il Solitaire, piuttosto facile ma decisamente lunghetta con i suoi 13 tiri da circa 30-35m. Per fortuna le difficoltà non sono mai eccessive e gran parte della via si sviluppa su un IV grado in aderenza, con qualche tiro sul III e qualche passo di 5a-5b che la rendono un po' più pepata delle placche di Tegna.

A complicare le cose, dando un filo di brivido, ci ha pensato l'acqua. Acqua che scorre sulla via rendendo qualche tratto bagnato e scivoloso; per dare alle scarpette quel tanto che basta di brivido e a noi la sensazione di arrampicare sulle uova.

 

 

Francesca in sosta

 

Dopo un brevissimo avvicinamento attacchiamo piuttosto tardino. Il sole splende e una bava di vento ci rinfresca durante l'azione. Il clima ideale per una bella via in compagnia.

Siamo due cordate atipiche: Lorenzo e Davide da una parte e io, Francesca e Luca dall'altra.

Arrampichiamo con due corde e purtroppo per Francesca che è legata ad entrambre sono due intere! Povera lei che deve tirarsi su tutto il peso... e proprio per questo decide di aprire le danze sul primo tiro, che presenta subito il primo passo delicatino in aderenza.

Sosta e parte Luca, a suo agio su questa bella roccia porosa e ideale per l'aderenza. Quindi si sbuca su una cengia e traversiamo in sicurezza verso destra, dove mi aspetta un tiro dalla partenza di movimento per poi continuare su placca piuttosto agevolmente.

Tocca di nuovo a Francesca che si becca un tettino non banale, poi di nuovo Luca su placca appoggiata e io mi cucco un tiro bagnato un tantino delicato.

Procediamo spediti e nonostante la cordata svantaggiosa in tre riusciamo a tenere botta agli altri due baldi giovani che proseguono alternati.

 

 

Lorenzo su un umido traverso

 

Le difficoltà sono sempre ragionevoli e il clima, a parte il vento a tratti fastidioso, è quasi perfetto.

Peccato che il panorama sia molto chiuso e solo il grandioso Cistella svetta di fronte a noi.

Di nuovo Francesca che si becca un altro tettino, neanche a farlo a posta, e un passaggio di movimento davvero carino, poi va Luca su placca e di nuovo io che giusto per fare lo spavaldo provo a collegare due tiri in uno. Il risultato: un mezzo disastro! Prima mi inchiodo su erba bagnata prima un passaggio delicato, quindi chi se la sente con le scarpe fradice? Staffa e via! Poi mi mancano 2 metri di corda per arrivare alla sosta successiva e così mi invento una sosta collegando due spit vicini con dei lunghi cordini...

A questo punto Luca chiude un bel tiro piuttosto liscio, poi di nuovo Francesca, che è la più sfigata di tutti, fa un po' di sci d'acqua tra erba, muschio, roccia bagnata e tutto ciò che di viscido si può immaginare, per arrivare all'attacco cell'ultimo tiro della via.

Si tratta di un tiro dato come 5b, che presenta il suo passaggio chiave proprio all'uscita.

Il tiro è bellissimo, prima placca con una fessura, poi gira sulla destra sotto una bella crepa e poi con un passo atletico che non ci penso due volte ad azzerare, si sbuca fuori da un caminetto, proprio davanti al piccolo trespolo con il libro di via!

 

 

Comitiva a fine via

 

Piccola sosta tra strette di mano e panini che sbucano dagli zaini, poi cominicia il delirio puro per le doppie.

I tiri infatti sono da circa 30-35m e con delle corde da 60 non sarà agevole scendere in 5... ma con un po' di creatività e qualche imprecazione ce la faremo quasi sempre ad unire due tiri in uno, anche se a volte la fantasia da utilizzare è stata davvero tanta!!!

Dalla cengia in poi, risparmiamo l'ultima doppia scendendo un canale fangoso a sinistra della via e raggiungiamo l'attacco della via e quindi la macchina, dove Francesca tire fuori un pacchetto di biscotti che divoriamo come lupacchiotti affamati. Peccato non aver portato una bella bottiglia di prosecco, ma forse con le temperature di oggi sarebbe diventata troppo calda. Bisognerà attrezzarci meglio... la prossima volta.

 

Climbers: Vittorio, Luca, Francesca, Davide e Lorenzo

 

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