18/08/2010
Luogo di partenza: Passo del Sempione
Difficoltà escursione: EE
Dislivello: 2392 m complessivi di cui 1196 m in salita
Tempo di percorrenza dell’escursione: 5 h totali senza considerare le soste.
Raccomandazioni: Gita non banale e poco frequentata. Malgrado sia classificata come escursionistica è bene informarsi sulle condizioni della roccia in quanto in presenza di neve estiva o di verglass le difficoltà salgono in modo drastico e quella che in condizioni ideali è una progressione molto divertente su facili rocce diventa un terreno insidioso di difficoltà alpinistica
Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione, seguendo sempre le indicazioni per il passo si passa la dogana italiana e dopo qualche chilometro quella svizzera, quindi si arriva al passo in prossimità dell’ospizio, dove si lascia l’auto.
Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Hubschhorn.
Album fotografico:
L’escursione:
Che Agosto non fosse il periodo migliore per andare in montagna lo sapevamo già, ma le ferie cadono in questo periodo e così io ed Eugenio ci accordiamo all’ultimo momento per una gita infrasettimanale.
Eravamo in dubbio tra l’Hubschhorn e La Scheggia e alla fine abbiamo deciso per il primo.

La cima vista dal passo del Sempione
Doveva essere una passeggiatina di salute; una gita allenante e niente di più e invece ci siamo inchiodati a quota 3000 m, a pochi minuti da una vetta che la neve inaspettata ha reso inaccessibile per noi, avventurati senza attrezzatura alpinistica a mangiare un panino che non è comunque amaro perché lo stiamo mangiando in montagna, sui sassi, sui nostri monti e ancora una volta, malgrado il fallimento, stiamo bene.
La gita è cominciata con delle strane sensazioni, per me. E’ la prima volta che, partendo dal passo del Sempione, non penso ad una altra gita, non penso al Leone.
L’ho appena salito e posso concentrarmi sulla gita odierna, cercando di assaporare le sensazioni che ne derivano in modo pieno, totale.
Dal passo risaliamo nei pressi del laghetto e quindi puntando il traliccio dell’alta tensione ricerchiamo una traccia, in verità abbastanza esile, che risale a zig-zag l’erto pendio, facendoci guadagnare rapidamente quota.
In breve siamo al traliccio e proseguiamo seguendo le tracce e qualche segno di vernice blu sui sassi piuttosto stinto ma abbastanza frequente.
Eugenio dice di essere fuori allenamento e che deve fare gamba ma intanto imprime un ritmo abbastanza serrato; e bravo Eugenio!

La nostra salita…
Verso i 2500 m cominciano le prime avvisaglie che ci dicono che la gita non sarà semplice; qualche chiazza nevosa qua e la tra i sassi che metro dopo metro si infittisce, fino a diventare una coltre quasi continua di neve ghiacciata, data anche la bassa temperatura di oggi.
Arriviamo ad affacciarci sul Breithorn e vediamo la cima alla quale siamo diretti, con la cresta che la collega a noi.
Aggrediamo la cresta superando qualche balza rocciosa che in condizioni ottimali sarebbe stata divertente e simpatica ma che oggi, in queste condizioni, è diventata un incubo.

Eugenio in azione
Pochi metri guadagnati, tanta fatica fatta e quando ci rendiamo conto che comincia il rischio decidiamo di fermarci.
Meglio tornare la prossima volta per percorrere questi ultimi metri che ci mancano alla cima e quest’oggi andare da Arnold a mangiare dolci.