Homattupass (2867m)

25/04/2011

Luogo di partenza: Simplonpass

 

Difficoltà escursione: BS

 

Dislivello: 1740m complessivi di cui 870m in salita (Simplon Hospitz 1997 – Homattupass 2867m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 2,5 h di salita

 

Raccomandazioni: Gita da effettuare in condizioni di neve sicura in quanto presenta il passaggio chiave nell’insidioso traverso sotto la Nord dell’Hubschhorn, soggetto a scariche di neve e sassi.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione, seguendo sempre le indicazioni per il passo si passa la dogana italiana e dopo qualche chilometro quella svizzera, quindi si arriva al passo in prossimità dell’ospizio, dove si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Homattupass

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione: Inutile nascondere che la meta, quella vera, era il Breithorn ma, dopo una settimana di influenza per entrambi era un po’ presuntuoso cimentarsi nel superare i 1400 m di dislivello che dal passo del Sempione conducono in vetta e allora ne è venuta fuori una gita così. Un tentativo in verità piuttosto timido di conquistare con gli sci ai piedi il corno ampio che si erge sopra il Colle, appeso in cielo guardando verso Est dall’ospizio del Sempione.

Alla partenza siamo in tre compagni di gita, collaudati e affiatati: io, Giada ed Enzo.

All’ospizio non c’è neve ma ci bastano 5 minuti a piedi per far passare gli sci dallo zaino ai piedi.

Di lui lo sappiamo già che lo vedremo soltanto partire. E’ in eccellente forma fisica e non mezzo incatorciato come noi…

Ma per i primi metri di dislivello ci aspetta comunque e fino all’insidioso traverso proseguiamo più o meno compatti.

 

 

Appena partiti dal passo

 

Lo lasciamo andare, scalpitante e brillante come sempre, verso la porta che lo condurrà all’Homattupass e poi sul ghiacciaio, prima di risalire verso il colle e portare gli sci in cima.

Giada ha un attimo di esitazione prima di convincersi a passare sotto l’imponente nord dell’Hubschhorn, dopodichè saliamo i bei pendii in vista dell’Homattupass.

La gastroenterite che volge ormai al termine ma che mi ha bloccato per 8 giorni mi da un po’ di noie e mentre spingo in avanti gli sci sento rumori inquietanti nel pancino… Giada rallenta, affaticata anch’essa e infine si ferma a qualche centinaia di metri dal passo.

 

 

Giada contempla i monti

 

Io decido di provare e inizio a tirare, per quanto mi è possibile, come un dannato cercando di sbloccare influenza terminante con una bella sudata e in pochi minuti sono al passo.

Depello subito anche per tornare da Giada e scendere insieme ma ho comunque il tempo di volgere lo sguardo in lungo e in largo: verso la bella cresta Est dell’Hubschhorn che da qui si snoda come una lama affilatissima e tagliente fino in vetta e verso il colle del Breithorn dal quale gli scialpinisti stanno scendendo disegnando curve sinuose.

 

 

Vittorio all’Homattupass

 

Sono comunque contento anche se mi manca non aver visto il Leone. Lo immagino visto dal colle del Breithorn con le sue due creste che scendono sul ghiacciaio ma non è la stessa cosa. Trovarselo davanti ha sempre il suo fascino e mentre inizio la discesa guardo in su, verso il Breithorn e verso ciò che non vedo anche se ben presto mi lascio prendere dalla sciata, su un firn primaverile cotto a puntino che perdona qualunque errore.

Mi ricongiungo a Giada e tempo di fare due curve appare Enzo, in discesa dalla vetta conquistata. Lui si, che è uno scialpinista!

Ci divertiamo un mondo sulla neve compatta e facile da sciare, fino a ripassare sotto l’Hubschhorn e da lì a poco, tornare al passo.

Ora resta solo la tappa fissa: torta e birra per festeggiare!

Festeggiare cosa vi chiederete? Una bella giornata, sulla neve, in quota, sui monti, non sempre ha bisogno di una vetta per essere degna di essere festeggiata!

 

Scialpinisti: Vittorio, Giada ed Enzo

 

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