Harlem – Monte Garzo

 

25/05/2013

Luogo di partenza: Ponte Brolla

 

Tempo di percorrenza della via: 2-3 h di salita, 1 h per le doppie

 

Raccomandazioni: Le lunghezze sono da 30m, per cui è utile fare la via con due corde da 60m (soprattutto per la discesa in doppia).

Chiodatura su spit e soste attrezzate da collegare con cordini.

Chiodatura un po’ parsimoniosa.

 

 

L’escursione:

L1: 4b

L2: 5b

L3: 5a

L4: 5a

L5:4b

 

Prima uscita con il corso di alpinismo della Scuola di Arona. La mattina non comincia nel milgiore dei modi, infatti la nostra cordata si perde nei boschi e al posto di impiegare 20 minuti per l'avvicinamento ci mettiamo circa 2 ore e mezza!

La guida di Versante Sud è palesemente sbagliata, per cui diciamo che la colpa non è stata proprio tutta nostra.

Dopo avventure nei boschi con difficoltà decisamente maggiori di quelle che andremo ad affrontare in parete, arriviamo alla placca ed attachiamo Harlem.

Con me ci sono Luca, istruttore della scuola e Francesco, aspirante istruttore.

A Ponte Brolla non mi sono mai trovato a mio agio ad arrampicare; la roccia non mi piace granché, non è granito solito e poroso bensì liscio e a tratti sporchino. Inoltre i gradi, sono secondo me un po' stretti, soprattutto quelli bassi e generalmente la chiodatura è un po' parsimoniosa.

In ogni caso la via scelta è a tra quelle chiodate meglio, con soste già attrezzate ad anelli di calata ad ogni sosta.

Parte Francesco, che velocemente chiude il primo tiro con stile ed eleganza, che bello vedere arrampicare la gente che sa farlo! Io e Luca lo raggiungiamo in sosta e ripartiamo.

Già mentre faccio sicurezza a Francesco capisco che il secondo tiro non è banale; Francesco procede molto più lentamente del primo tiro e lo osservo cercare le prese e l'equilibrio giusto. Infatti quando tocca a me mi ritrovo un po' in difficoltà, il 5a di Ponte Brolla è piuttosto strano e per nulla banale. Un bel tiro ma molto delicato, in cui bisogna adottare un'arrampicata di equilibrio, usando bene i piedi e fidandosi della roccia. Cosa che mi riesce fino ad un certo punto...

 

 

Manovre di recupero in sosta

 

 

 

Altre cordate salgono

 

Un altro tiro delicatino sul quale Francesco procede sempre sicuro.

Poi la roccia cambia, più prese, la maggior parte inverse, rendono il quarto tiro più vario ed interessante, soprattutto perché bisogna continuare a cercare i punti più facili, traversando spesso a destra e a sinistra degli spit.

L'ultima lunghezza è decisamente più facile.

Discesa in doppie, veloce panino e ripartiamo su Pation, di cui però faremo solo i primi due tiri, che sono i più duri (5c+, 6a), e che mi metteranno parecchio in crisi, facendomi sentire come un geco spiattellato alla roccia, mentre con la mani cerco prese che non esistono e sento i piedi che da un momento all'altro devono scivolare giù.

 

 

Francesco

 

Discesa in doppie, veloce panino e ripartiamo su Pation, di cui però faremo solo i primi due tiri, che sono i più duri (5c+, 6a), e che mi metteranno parecchio in crisi, facendomi sentire come un geco spiattellato alla roccia, mentre con la mani cerco prese che non esistono e sento i piedi che da un momento all'altro devono scivolare giù.

Però alla fine, piano piano, le prese appaiono e i piedi tengono e la sosta arriva.

Nel complesso una via piuttosto anonima, una prima uscita un po' in sordina, complice il brutto tempo e la neve sulle Alpi. Speriamo nelle prossime uscite e soprattutto in un meteo favorevole.

 

Ringrazio Luca e Francesco, oltre alla scuola di Alpinismo di Arona.

 

Vittorio

 

Alpinismo