M.Giove (3009m), laghi di Creil (2579m)

15/09/2007

Luogo di partenza: Canza

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 3547m complessivi di cui 1787m in salita. (Canza 1412m –  Alpe Sagersboden 1810m – Lago Vannino (Rifugio Margaroli) 2194m – Passo del Busin 2493m – Lago Busin inferiore 2398m – M.Giove 3009m – Laghi di Creil 2579m – Alpe alla Scala 1788m – Lago di Altillone 1249m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 10 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione piuttosto impegnativa e lunga, tanto che è stata eseguita in due giorni (pernottando presso il rifugio Margaroli) in caso di nebbia può risultare può risultare trovare la via di ascesa per la vetta del M.Giove, soprattutto se non si conosce la zona. La discesa dal Giove ai laghi di Creil è consigliata solo ad esperti che conoscano la zona in quanto non vi è traccia di sentiero ed a tratti richiede passaggi piuttosto esposti.

E’ richiesto l’uso di scarponi da montagna e abbigliamento adeguato, ricordarsi che il punto più alto dell’escursione è a 3000m.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si prende la superstrada SS33 in direzione Domodossola e si  esce a Crodo, si prosegue seguendo le indicazioni per la cascata del Toce. Dopo aver risalito quasi tutta la val Formazza s passa Fondovalle per giungere a Canza. Qui, dalla strada statale si scende verso il fiume Toce e lo si attraversa su di un ponte, passato il ponte si lascia l’auto in un parcheggio sulla sinistra. Il sentiero comincia tra le case sulla destra ed è ben segnalato.

 

L’escursione: Da Canza vediamo i cartelli indicatori che danno 3 ore e mezza per il lago Vannino, non spaventatevi, neanche facendolo in ginocchio sui ceci ci mettereste tanto tempo. Iniziamo a salire su una gippabile che si snoda in comodi tornanti, tuttavia iniziamo subito a prendere quota ed osserviamo Canza che si allontana, poi la carrabile piega abbastanza nettamente spostandosi verso Sud ed in circa un’oretta raggiungiamo l’alpe Sagersboden, stazione superiore della funivia, oggi purtroppo chiusa.

E’ possibile, nel periodo estivo, in cui funziona la seggiovia del Sagersboden, lasciare l’auto a Valdo ed in seggiovia giungere a Sagersboden. Da qui in 5 ore di salita si è al M.Giove.

Dall’alpe Sagersboden ci innalziamo ancora un poco fino ad entrare nella valle del Vannino. Il sole sta tramontando e l’Arbola ci appare in controluce più bella che mai, sgombra da nubi.

 

 

La punta d’Arbola domina la valle del Vannino

 

Proseguiamo in piano o in lievi pendenze fino ad arrivare sotto il rifugio Margaroli, e con un ultimo strappo eccoci giunti a destinazione. Sopra di noi, in direzione dell’Arbola, la diga del lago Sruer.

Al rifugio Margaroli ci troviamo con degli amici, in verità molto più esperti di noi, che partendo da Sotto Frua, sono passati dal passo del Gallo per giungere al Vannino, l’indomani andremo tutti insieme a conquistare l’agognata vetta del Giove…

Dopo una buona cena andiamo tutti a letto sotto il cielo che ci regala una stellata fantastica.

Di buon ora partiamo costeggiando il lago Vannino, purtroppo sotto un cielo nebbioso, percorriamo la sponda del lago in tutta la sua lunghezza e quasi in fondo iniziamo a salire verso il passo del Busin.

L’ascesa non è mai ripida e il sentiero sempre comodo.

 

 

Il lago Vannino immerso in una cornice nuvolosa che speriamo si dissolva presto

 

Dopo un’oretta di cammino arriviamo al passo del Busin. Qui il sentiero scende di circa 100 metri fino ad arrivare al lago del Busin inferiore che ci appare, per così dire, immerso nella nebbia. Non ci scoraggiamo e continuiamo l’ascesa costeggiando la sponda sinistra del lago fino al muraglione della diga. Da qui iniziamo a prendere finalmente quota voltando a sinistra salendo prima su protoni e poi su una sassaia.

Il percorso è contrassegnato da segni rossi di vernice e ometti.

Dopo un’oretta e mezza dal lago Busin arriviamo alla cima del Giove, uno dei punti più panoramici della zona. Noi però di panorama abbiamo visto solo la nebbia…

 

 

Foto di gruppo in vetta.

 

Da questo punto in poi l’escursione diventa più impegnativa, consigliata solo ad escursionisti esperti. Dalla vetta del Giove scendiamo verso sud seguendo la cresta. Alcuni passaggi sono piuttosto esposti anche se la nebbia non ci permette di vedere ciò che ci circonda. Può essere difficile trovare il passaggio giusto se non si conosce benissimo la zona. Per fortuna ci affidiamo a persone in gamba che ci guidano attraverso i sassi!

Sempre sulla cresta pieghiamo a sinistra aggirando tutto l’anfiteatro roccioso perdendo lentamente quota. Sotto di noi si dirada la nebbia permettendoci di ammirare i laghi di Creil.

 

 

 

I laghi di Creil combattono contro le nuvole.

 

Perdiamo decisamente quota e inventandoci un percorso ellittico raggiungiamo i laghi. Qui ci fermiamo a mangiare vicino alla foto di Giuseppe, che i suoi amici hanno posto qui; laddove egli non era mai giunto.

Finita la pausa si ritorna a scendere per ripidi pratoni sempre in direzione sud. Il sentiero è praticamente inesistente e la discesa risulta a tratti piuttosto pericolosa. E’ bene non calare la concentrazione in quanto una distrazione potrebbe essere pagata a caro prezzo.

Finalmente raggiungiamo l’alpe della Scala, dove il sentiero diventa piuttosto evidente e abbastanza ben segnalato.

Adesso la nebbia, onnipresente, sta sopra di noi, permettendoci di ammirare notevoli scorci panoramici.

 

 

L’alpe della Scala

 

Si scende su sentiero immersi in una pineta decimata dai fulmini e piuttosto selvaggia caratterizzata da un aspro fascino. Nonostante non sia esposto il sentiero è comunque impegnativo in quanto si snoda su un letto di aghi di pino, secchi e scivolosi.

Sotto di noi appare il lago di Antillone e compiendo un lungo traversone verso Sud continuiamo a perdere quota fino a che il sentiero giunge al fondo della vallata, da qui con un ultimo pezzettino pianeggiante raggiungiamo il lago di Antillone, splendidamente immerso nella sua cornice riflessiva e pensierosa.

 

 

Il lago di Antillone attende l’autunno che tarda ad arrivare

 

Da qui costeggiamo il lago e dopo venti minuti raggiungiamo finalmente la strada statale, dove abbiamo lasciato un auto, che ci riporta a Canza.

 

Un ringraziamento a tutte le persone che hanno reso possibile questa bellissima escursione.

 

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