Fluchthorn (3795m)

24-25/04/2010

Luogo di partenza: Saas-Fee

 

Difficoltà escursione: F-PD

 

Dislivello: 2052m complessivi di cui 1026m in salita (Felskinn 2989m – Britannia Hutte 3030m – Hohlaubgletscher 2920m – Allalingletscher da 3000m circa – Fluchthorn 3795m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3,5 h di salita dalla Britannia Hutte. Per la discesa, se effettuata con ciaspole o ramponi, calcolare almeno 2,5 h

 

Raccomandazioni: Gita alpinistica e scialpinistica classica che non presenta difficoltà eccessive. E’ necessaria l’attrezzatura classica da ghiacciaio.

La difficoltà della gita, dal un punto di vista squisitamente tecnico, varia molto a seconda delle condizioni del ghiacciaio e del periodo dell’anno.

Data la quota è necessario un abbigliamento tecnico adeguato.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione. Dopo il passo del Sempione si prosegue scendendo verso Brig e quindi si seguono le indicazione per Visp. Qui si svolta a destra in direzione Saas-Fee e risalita la valle nella sua interezza si giunge al parcheggio di Saas-Fee, dove si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Fluchthorn

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione: è sabato e sono le otto di mattina. Sveglia blanda, zaino di duecento chili da caricare in macchina e purtroppo ancora loro… le ciaspole! Per tirarci su di morale ci concediamo brioche e cappuccino sognando presto di poter volare con gli sci ai piedi.

Inizia il viaggio in macchina. Prima tappa ad Arona per ritrovarsi con i compagni di avventura con tappa intermedia in un’altra pasticceria facendo scorta di salame al cioccolato (che maiali!). Sistemate le macchinate si parte in direzione Saas-Fee. Il viaggio è lunghetto ma avendo dormito tutto il tempo mi sono subito ritrovata ai piedi di questo favoloso paesino con l’erba svizzera che non si sa come mai ma è sempre più verde!

Ci avviamo verso la funivia e guardandomi intorno già me lo sento che questi due giorni saranno speciali. Sotto di noi le piste da sci ancora innevate e sopra di noi iniziano a stagliarsi maestose montagne e seracchi stupendi che sotto la luce accecante del sole mandano mille barlumi azzurri.

A 2500 metri circa si ferma il primo tratto di funivia. Ne approfittiamo per acclimatarci un po’ ma la sosta di due minuti diventa un po’ più lunga cercando di recuperare una bacchetta che sono riuscita a far cadere da una balconata. Missione compiuta e si risale per andare a quota 2990 a Felskinn. Ciaspole ai piedi (almeno per me e Vittorio) e iniziamo a percorrere la mezz’oretta di cammino che ci porterà alla Britannia Hutte.

 

 

La Britannia Hutte vista dalla cimetta che la sormonta

 

Arrivati al rifugio ci troviamo sommersi da altri duecento alpinisti che come noi nove, soggiorneranno per prepararsi alla grande gita del giorno dopo. Chi, come i nostri amici andrà allo Strahlhorn (a noi non possibile per tempi tecnici con le ciaspole), chi al Rimpfischorn, chi all’Allalinhorn… e pochi “eletti” come noi alla gita più corta ma non per questo meno affascinante: il Fluchthorn.

Fra tutte queste persone ovviamente eravamo gli unici ciaspolatori…cercavamo di passare inosservati ma le occhiatacce non sono mancate!

 

Finalmente le sette e arriva la cena. Dopo una minestrina poco nutriente e una insalatina  lo stomaco già iniziava a ribellarsi affamato che finalmente arriva un po’ di riso con carne. Il rifugio è bello e tenuto molto bene ma per il mangiare e per l’acqua sono mooolto braccine corte, anche solo lavarsi  i denti è un impresa fantozziana. È pensare che siamo circondati da un ghiacciaio!

Alle nove e mezza nanna fra un po’ di risate che Ornella e Marco non riescono a non strapparci e per la prima volta me la ronfo tutta la notte!

Sveglia alle cinque. Dopo una super colazione e la vestizione salutiamo i nostri compagni e facendo cordata fra noi due inizia la nostra salita.

La prima parte, fino a circa 3200 metri, è in comune con la salita allo Strahlhorn. Si scende dal rifugio circa 100 metri e, attraversato l’Hohlaubgletscher ci si ritrova sull’Allalingletscher, puntando nettamente in direzione dell’Adlerpass, tra i giganti Strahlhorn e Rimpfischorn.

 

 

Giada sull’Allalingletscher

 

Questa prima parte è abbastanza delicata avendo a che fare con ghiacciai molto crepacciati. Le condizioni della neve sono perfette, i crepacci chiusi e infatti molti non hanno nemmeno fatto le cordate ma insomma la prudenza non è mai troppa e io e Vittorio, come altri, ci siamo legati.

Dopo due ore sotto un cielo magnifico le strade si dividono e noi puntiamo alla nostra meta virando a sud-est, per costeggiare le rocce che affiorano dal centro del ghiacciaio. Una traccia ci guida lungo il percorso e dietro di noi un’altra decina di scialpinisti ci seguono. Affianchiamo la grande isola di roccia dopo di chè, superato un lieve pendio si intravede 200m sopra la vetta. Miriamo verso la cresta Nord seguendo le tracce. La neve però cambia e le ciaspole stridono… per la prima volta vedo sotto di me il ghiaccio vivo. Uno scivolo lungo più o meno settanta metri che conduce alle roccette sommatali. Le ciaspole mi abbandonano e piccozza e ramponi mi fanno sentire paurosa ma anche piena  di adrenalina. Non ho potuto fare a meno di pensare al libro che sto leggendo: “Aria Sottile”, lo so che non sto andando in cima all’Everest ma sto facendo una PD ma credetemi se vi dico che mi sono sentita una “ganza” in miniatura.

Finiti gli ultimi 100 metri cadendo in un buco con un piede e rischiando di auto ramponarmi siamo arrivati. Mi sono sentita felice e davanti a noi un panorama mozzafiato!

 

 

Autoscatto pieno di soddisfazione

 

E purtroppo da quel paradiso si scende… per evitare il ghiaccio vivo puntiamo in direzione del Fluchtpass, laddove ci sembra ci sia un po’ più di neve. In effetti le placche pelate di ghiaccio si riducono e sono facilmente aggirabili.

 

 

Sulla via del rientro…

 

Ci aspetta ora il lungo rientro, con un sole a picco che scalda il ghiacciaio come una fornace e fa schizzare la temperatura a livelli da tropici! Stanchi ma felici, per tornare alla Britanna Hutte ad aspettare gli intrepidi, quelli veri che oggi sono saliti allo Strahlhorn, bevendo nel frattempo una meritata birra fresca.

 

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