Fibbia (2739m)

08/05/2011

Luogo di partenza: Passo del S.Gottardo

 

Difficoltà escursione: MS

 

Dislivello: 1266m complessivi di cui 633m in salita (Passo del San Gottardo 2106m – Valletta di San Gottardo 2350 m – Fibbia 2739m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 2 h di salita

 

Raccomandazioni: Gita facile e breve, dal dislivello contenuto. In genere è considerata un ripiego della classica al Pizzo Lucendro; ascensione decisamente più impegnativa.

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione: il sole ci attende insieme ad altre tantissime persone che come noi, all’apertura del passo del Gottardo, si sono fiondate in esplorazione. La neve c’è e non c’è e si sente nell’aria il profumo della primavera. La nostra gita verso il Fibbia però è ben preservata e si parte subito sci ai piedi. La compagnia è stupenda, oltre io, Vittorio e Sergino ci sono anche Tino e Carla Micotti.

Certo, dall’alto della loro esperienza la nostra sciata (anzi dai la mia sciata tipo robotino) poco convinta non è il massimo del curriculum!

 

La gita inizia. Dopo un po’ di saliscendi inizia la salita vera e propria. Si tratta sempre di pendii dolci e la traccia è ben battuta. Sulla destra ci lasciamo tre laghetti quasi in disgelo di un colore azzurro intenso.

Ogni tanto Tino, che fa da capo fila, si gira per lanciarci occhiate furtive ma tutto sembra andare per il meglio.

 

 

Vittorio racconta le ultime imprese…

 

Passano circa 40 minuti e si inizia a seguire un traverso che punta verso la valletta di San Gottardo. Il ritmo è molto regolare, cosa inusuale, e guardando Carla e Tino mi rendo conto di come i miei passi siano molto meno armonici e scivolati (se ne accorge anche Tino che approfitta di una pausa per farci un po’ di lezione).

Dopo poco ci ritroviamo a percorrere un altro semplice traverso per salire verso un colle. Da qui si diramano due tracce: a sinistra per il Fibbia e a destra per il Lucendro. Puntiamo a sinistra e con il vento che inizia a soffiare e il sole che scompare e riappare fra nuvole minacciose arriviamo alla cima.

 

 

Attacco alla cima

 

Come previsto in cima c’è una piccola folla oltre che un vento freddino. Togliamo direttamente le pelli per scendere e fermarci in un posto un po’ riparato.

Appena rimessi su gli sci mi prende un po’ di panico. Mi sembrava di non sciare da una vita e le gambe non sapevano bene cosa dovessero fare. Per fortuna però i pendii regalavano pendenze più o meno lievi e sono riuscita a divertirmi un anche io fra una culata e l’altra.

Vittorio e Sergino se la sono cavata decisamente meglio di me…ma qualche culate se le sono prese anche loro!!!

 

 

In cima Tino è sfuggito alla foto di gruppo!!!

 

Scialpinisti protagonisti: Tino, Carla, Vittorio, Giada e Sergio

 

 

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