Monte Faierone (1715m) Monte Giove (1298)

30/10/2011

 

Luogo di partenza: Sant’Agata (Cannobio)

 

Difficoltà escursione: E  

 

Dislivello: 2750m totali di cui 1375m in salita. Socragno 472m – Prati d’Agro 1029m – Faierone 1715m – Scirzdell 1434m – Rombiago 1266m – Monte Giove 1298m – Monti Pié 814m – Socragno 472m

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 5-6 h totali.

 

Raccomandazioni: Gite che non presenta nessuna difficoltà tecnica ad eccezione di qualche passaggio leggermente esposto appena sotto la cima del Faierone, comunque protetto con catene.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Cannobio una strada indica la frazione di Sant’Agata. Giunti al paese seguire le indicazioni per l’agriturismo (strada a destra) e in breve si raggiunge un posteggio come comincia la gita.

Il sentiero da noi percorso, da Monti Pié a Sant’Agata, non esiste quasi più e il nostro rientro ha assomigliato molto più ad un free ride nel bosco. Per questo non pubblichiamo la traccia GPS della gita.

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione:

Sarà l’autunno con i suoi colori o sarà che ultimamente il livello delle gite è un po’ alticcio ma avevo proprio voglia di una gita per ammirare i boschi, il lago e i prati facendo belle fotografie.

Le belle foto non sono arrivate, complice un obiettivo che proprio non riesco a far lavorare come vorrei e la foschia che ci ha guastato il panorama ma tutto il resto sì; ci voleva questa sgambata atecnica e rilassante, sui monti di casuccia a piombo sul lago che ci ha visto crescere.

Alla partenza facciamo un po’ di fatica a trovare il sentiero ma in breve ci siamo e cominciamo a salire nel bellissimo bosco dai colori fantastici.

 

 

I colori dell’autunno

 

Qualche alpeggio abbandonato, qualche segno della presenza dell’uomo qua e la ma, eccetto qualche omino al lavoro nella propria baita e due skirunners alle prese con le prove della Mozzafiato Skyrace non vedremo anima viva su questi bei monti a noi sconosciuti.

Il sentiero è sempre comodo e sempre facile, così abbiamo tutto il tempo di gustarci la gita malgrado la temperatura non proprio autunnale (siamo a maniche corte!!!) ci faccia faticare più del previsto.

Qualche spiazzo in cui il panorama si apre e ci mostra il Faierone e il Giove, poi ci rituffiamo nel bosco via via più rado prima di guadagnare la cresta erbosa e ammirare finalmente anche una vecchia conoscenza: il Limidario.

Il lago sotto di noi si allarga e si allunga, fino a dominare tutta la scena man mano che ci avviciniamo alla cima su percorso bello, panoramico e facile.

 

 

Il lago Maggiore

 

Peccato la foschia e le nubi all’orizzonte ma quando sbuchiamo sulla vetta del Faierone ci accorgiamo con gioia che verso Ovest l’aria è molto più nitida e ci lascia ammirare la sfilata di 4000, 3000 e compagnia che formano il noto orizzonte delle alpi.

Inutile citare una ad una le vette che si vedono ma è sempre bello sceglierne una e dire, ammirandola da lontano “vorrei andare lì”. Giada anche stavolta fa la sua scelta e chissà che un giorno non cercheremo il Faierone, ricordandoci di questa gita facilotta, tra tutte le infinite cime che vedremo da lassù…. Chi vivrà vedrà…

 

 

Giada e Vittorio in vetta al Faierone

 

Dalla vetta scendiamo verso Scierz e una bella traccia di sentiero ci accompagna ad una carrabile e quindi sotto il Monte Giove, che salgo in solitaria lasciando la moglie ad aspettarmi, già appagata di vette.

Pochi minuti e sono su ma effettivamente la foschia non lascia vedere nulla o quasi dello splendido panorama sul lago.

Da qui si scende su una scaletta infida ed umida fino a ricongiungersi con la carrabile che ci accompagnerebbe a Sant’Agata ma… decidiamo di fare un taglio e, ingannati da una vecchia cartina ci troviamo a ravanare nel bosco sotto Monti Pié.

Poche centinaia di metri ma, per perderle così in free ride ci metteremo un po’… almeno abbiamo messo alla prova il nostro orientamento (aiutati dal GPS).

 

Escursionisti: Giada e Vittorio

 

 

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