Verso il Galehorn (2457m)

 

06/04/2008

 

Luogo di partenza: Engeloch

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1264m complessivi di cui 632m in salita senza contare i numerosi seppur piccoli saliscendi (Engeloch 1825m – verso il Galehorn 2457m – Hopsche 2017m – Simplon Pass 1997m – Engeloch 1825m)

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione abbastanza lunga ma non molto impegnativa, che permette di osservare scorci panoramici notevoli. A parte alcuni traversi, odiosi da fare con le ciaspole, la gita non presenta difficoltà. Per i più allenati è possibile, partendo da Engeloch, andare al Galehorn con le racchette da neve, seguendo però un percorso diverso.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione, si attraversano quindi le dogane italiana e svizzera. Tra Simplon e il passo si trova la piccola frazione di Engeloch, si lascia l’auto in un parcheggio sulla destra.

 

L’escursione: A Engeloch ci ritroviamo in diciassette, amici del CAI Verbano, nevica in modo piuttosto copioso e i meno audaci, scoraggiati, risalgono in macchina per vagare altrove, speranzosi in un clima più clemente. Gli audaci, si fa per dire, si rifugiano nel bar del passo dove quasi tutti optano per una seconda colazione a base di dolciumi.

Dopo una mezz’ora il tempo non accenna a migliorare ma, impazienti, decidiamo di partire comunque. Quindi, riportatici a Engeloch con le macchine, cominciamo a salire in direzione del Galehorn mentre i fiocchi di neve continuano a volteggiare magnificamente. Malgrado il maltempo la giornata è piacevole e il paesaggio mi regala comunque angoli dove esprimere il mio estro fotografico.

La colonna dei magnifici 13, capitanati da Sir. Franco Rossi mi stacca e mi lascia da solo in mezzo alla neve, immerso nel silenzio.

Ed è così che tenendomi a distanza dal gruppo riesco a fare delle foto carine.

 

 

Piccolo laghetto ghiacciato nei pressi di Engeloch

 

Messa via la fotocamera mi lancio all’inseguimento del gruppo, che comunque procede di passo calmo, ed ecco la sorpresa: il cielo si apre in squarci azzurri sempre più ampi e ovviamente smette di nevicare.

 

 

…e Sole fu… un premio per gli impavidi 13

 

Un poco per volta fanno capolino le vette, anche se mai tutte insieme. Sembra proprio che si diano il cambio a scacciare le nuvole che, cocciute e caparbie continuano a voler rimanere in zona. Come una divisione dell’esercito che ha perso la postazione primaria rimangono in zona assaltando qua e là vette minori, giusto per tenerci con il naso all’insù a cercare di indovinare il tempo e i suoi mutamenti.

Ci dirigiamo con animo sereno verso Ovest, puntando il Galehorn e risalito un bel canalone arriviamo a una piccola bocchetta. Questo è il punto più alto della gita e decidiamo di scattare una bella foto ricordo. Non è proprio il genere di foto che mi piace fare ma dato il bel paesaggio mi sembra che il risultato non sia malaccio.

 

 

Gruppo CAI Verbano, sottosezione “sfidanti della tempesta”

 

Dopo una breve pausa pieghiamo decisamente verso Nord scartando il Galehorn. Assecondiamo quindi le infinite pieghe della montagna che coperta di neve soffice e fresca ci sembra fatta di zucchero a velo.

Giungiamo quindi in vista del vecchio ospizio e del passo, di fronte a noi il sentiero che dal passo sale verso lo Spitzhorli.

Franco capobranco decide che è il momento del pranzo, che consumiamo seduti su delle roccette dalle quali il vento ha spazzato via la neve.

Per me è giunto il momento atteso di cercare l’ispirazione, quindi mi allontano dal gruppo e con calma cerco lo scatto giusto. Lo trovo, ma le nuvole coprono il Breithorn di fronte a me. Non mi resta che attendere qualche minuto a tac; la vetta buca le nubi. Un po’ di pressione sull’otturatore e lo scatto è fatto.

 

 

Il Breithorn, imponente, buca le nuvole

 

Dopo la pausa facciamo un bel traverso tutt’altro che banale che preferisco percorrere senza ciaspole per portarci sul sentiero che sale allo Spitzhorli. Scendiamo quindi a Hopsche e costeggiando la strada asfaltata su dossi e cunette di neve raggiungiamo con non poca fatica il vecchio ospizio.

Il capo Franco ha una memoria di ferro e si ricorda ogni passaggino nel modo più dettagliato, ma non credo che avesse previsto uno scivolo da parco giochi; di cui io e non solo, ne approfitto.

 

 

…scusate il mosso…

 

Dal vecchio ospizio in breve ci riportiamo a Engeloch e quindi alle macchine, dove tra una chiacchiera e l’altra girano dolcini e torte di pane…

 

 

Il vecchio ospizio

 

Grazie agli amici del CAI Verbano e soprattutto al capogita Franco.

 

                                                                               Sempione