Punta dElgio 2837m

25/03/2012

 

Luogo di partenza: Riale (Formazza)

 

Difficoltà escursione: MS

 

Dislivello: 1105 m di salita (Riale 1732m – Rif. Maria Luisa 2159m – Lago Toggia 2215m – Punta d’Elgio 2837m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 ½ - 4 ore di salita

 

Raccomandazioni: Gita sci alpinistica facile ma di grande sviluppo, soprattutto se si opta per la soluzione più lunga (lago Toggia e cresta NE)

 

Raggiungere il luogo di partenza: si segue la statale SS33 del Sempione uscendo a Crodo. Superato Crodo si giunge quindi a Baceno a da qui si seguono le indicazioni per la Val Formazza. Superata la cascata del Toce si giunge a Riale, dove si parcheggia l’auto

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Elgio

 

Album fotografico:

 

L’escursione:

Ci sono gite e cime che, pur essendo relativamente facili, si rivelano particolarmente ribelli ai nostri tentativi di salita.

Per me era il caso della Punta d’Elgio, che quest’oggi mi accingo a salire per la quinta volta e che alla fine si concederà, finalmente, ai miei sci ma non senza sforzo.

Alla partenza da Riale capiamo subito che l’annunciato zero termico basso è in realtà l’ennesima toppata delle previsioni meteo in questa stagione ballerina e avara di neve.

Il sole ci scalda generoso anche se la neve ghiacciata ci fa faticare e tribulare quasi fino al Maria Luisa, per cui optiamo per seguire qualche tornante della noiosa carrabile strabattuta dalle motoslitte.

 

 

Verso il Maria Luisa

 

 

Alla diga del Toggia la neve migliora e ci inoltriamo nella intonsità pura, nessuna traccia verso l’Elgio e solo le nostre pelli a batter traccia in un favoloso scenario in cui dossi, pendii e scorci dolci e morbidi si susseguono all’infinito.

Si prende quota lentamente, anzi lentissimamente, su lunghi traversi e risalendo piccoli colli di neve.

 

 

Qualcuno cammina sul Toggia

 

Appare l’Elgio lontanissimo, mentre il sole e il caldo mi stanno diventando quasi insopportabili.

Guardo il GPS mi rendo conto di quanto poco siamo saliti in confronto allo sviluppo fatto.

E’ una gita da vivere così, come uno ski-tour in incontaminate valli e vallette, sempre cercando di intuire la linea migliore di salita, quella che ti evita di ridiscendere al dosso successivo.

Un lungo traverso ci porta ad incrociare la traccia che sale dalla Val Bedretto ed ecco che si profila davanti a noi l’ultimo pendio da salire.

Finalmente un po’ di ripido! Qualche inversione e sbuchiamo al colletto dal quale osserviamo la vera cima.

 

 

Foto di rito

 

Mi sento davvero bollito dal sole e dal caldo e i 30Km di corsa fatti ieri di certo non mi fanno sentire le gambe leggere ma, ormai ci siamo e quindi tengo duro gli ultimi metri, fino al deposito sci, appena sotto la vera cima, che saliamo a piedi.

Un’altra vetta e un’altra stretta di mano tra me ed Enzo, pacca sulle spalle, foto di rito e spellaggio degli sci.

Dopo un boccone e un sorso di te mi preparo alla parte più ostica: la discesa.

Le mie paure svaniscono presto: un firn meravigliosamente cotto a puntino ci accompagnerà lungo tutti i 1100 m da perdere fino alla macchina!

Che sciata spettacolare! Forse sarà l’emozione di firmare pendii sui quali nessuno è passato, forse sarà che stiamo un po’ migliorando la tecnica ma sta di fatto che ci divertiamo tutti e tre un mondo, felici della bella gita.

Un complimento particolare a Giada che migliora a vista d’occhio sulle tavole, delle quali sta diventando padrona non solo perché le ha comprate…

A Riale panino e birra che per me ha un sapore particolare: finalmente l’Helgenhorn  o Punta d’Elgio si è concessa!!!

 

Skialpers: Vittorio, Giada e Enzo

 

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