Corona Troggi (2230m)

15/03/2009

Luogo di partenza: Parcheggio Cologno dell’alpe Devero

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1434m complessivi di cui 717m in salita (parcheggio Cologno 1513m – alpe Fontane 1910m – Corona Troggi 2230m – alpe Sangiatto 2034m – alpe Corte d’Ardui 1760m – Alpe Devero 1631m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Una gita classica tra le invernali, sia come ciaspolata che come scialpinistica. L’unico punto delicato è in prossimità dell’alpe Fontane; tuttavia il canalino in questione scarica abbastanza in fretta in quanto esposto a Sud.

Per il resto la gita non presenta particolari difficoltà. Per escursionisti alle prime armi si consiglia il rientro dal percorso di salita, poiché il tratto fino all’alpe Sangiatto potrebbe non essere tracciato.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Gravellona Toce si segue la strada statale SS33 del Sempione, si seguono le indicazioni “Crodo-Val Formazza” e a Baceno si svolta a sinistra in direzione dell’alpe Devero. E’ conveniente parcheggiare l’auto in uno spiazzo, prima del parcheggio a pagamento.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". corona Troggi

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione: E’ un anno davvero atipico per lo scialpinismo e il ciaspoling, la troppa neve ancora instabile non ci permette di fare le nostre gite in val Formazza e così ecco che dopo il Cazzola sperimentiamo un’altra classica di Devero, per noi inedita: la corona Troggi.

La giornata è stupenda anche se un po’ fredda e ci mettiamo in cammino addentrandoci nella valletta verso un bel gruppo di baite, mentre il pizzo Diei ci osserva maestoso e le guglie del Cornera brillano tra sole e nuvole.

Dopo aver superato le baite semisommerse dalla neve, voltiamo a destra per cominciare a fare sul serio arrampicandoci in un canalino, così da tagliare verso l’alpe Fontane.

Il canalino ha già scaricato tutto quello che doveva ma facciamo comunque in fretta a passare dall’altra parte, non si sa mai…

 

 

Giada risale i pendii verso l’alpe Fontane

 

Finalmente ci ritroviamo al sole, che ci scalda abbondantemente mentre Giada mette a segno la sua prima macro con sfondo sfocato (erano mesi che ci provava) e io mi gingillo a fotografare il sole mettendo alla prova l’obiettivo in controluce.

La traccia è abbastanza evidente e in breve tempo raggiungiamo l’alpe Fontane.

Le baite sono completamente sommerse dalla neve tanto che una non la si vede neppure e il colpo d’occhio è davvero mozzafiato. Un bel balcone dal quale ammirare il gruppo Diei-Cistella e il Cornera che da qui sembra un esercito con le lance piantate verso il cielo e il Moro acuminato e imprendibile a fare da difensore all’alpe Veglia e alla sua quasi verginità invernale.

Alla nostra destra il canalino della Forcoletta ha scaricato tutto il possibile, tanto che è rimasta la terra nuda e marrone sul pendio. Malgrado la traccia battuta giri attorno al canalino noi decidiamo di infilarci dentro per risalirlo.

Lo scenario è surreale: ci sembra di ciaspolare nel bel mezzo di una pietraia, con tutti blocchi di neve indurita che sono venuti giù con la slavina.

L’alpe Fontane si abbassa sotto di noi, mentre salendo su pendenze piuttosto elevate, guadagniamo rapidamente quota.

 

 

L’alpe Fontane affogato nella neve

 

Nel canalino dovremmo piegare alla nostra destra, guadagnando la cresta da percorrere per giungere sulla vetta del Pizzo Troggi.

Invece ci teniamo in mezzo e all’uscita ci ritroviamo in un bel pratone candido, in fondo al quale si erge la sommità della cresta detta Corona Troggi.

Capiamo di aver sbagliato ma il ginocchio di Giada, in letargo da un po’, si risveglia iniziando a dare segni di insofferenza. Meglio non forzare anche perché il posto è bellissimo e la giornata stupenda.

Risalendo il lungo pendio passiamo sotto il pizzo Troggi, da qui inaccessibile, ed eccoci sulla cresta a picco sul lago di Agaro e a balcone sui monti che circondano l’alpe Pojala da una parte e sul Cistella dall’altra.

 

 

La diga di Agaro a picco sotto di noi

 

Peccato non potersi affacciare per bene dalla cresta ma il vento ha creato una cornice di neve che non sappiamo di quanto sporga, per cui rimaniamo abbastanza distanti dalla linea di cresta.

Facciamo un po’ di foto, un bello spuntino e ripartiamo verso l’alpe Sangiatto.

Quindi riprendiamo la testa del canalino della Forcoletta e guadagniamo la cresta, scendendo comodamente per pendii intonsi, passando sotto il pizzo Troggi e e il Sangiatto, per poi tagliare di netto verso il più basso dei laghi Sangiatto.

Da qui in poi è storia già sentita ma sempre affascinante. Scendiamo a Corte d’Ardui, bellissimo con la neve che arriva ai tetti delle belle baite e poi a Devero, che troviamo stranamente silenzioso a causa della strada chiusa per pericolo valanghe.

 

 

Vittorio e Giada sulla corona Troggi

 

                                                                            Alpe Devero