Corno Gries, cima N/E (2952m)

 

 

03/03/2013

Luogo di partenza: Riale

 

Difficoltà escursione: BS(A)

 

Dislivello: 1212m di salita, (Riale 1740m – Rifugio Maria Luisa 2154m – Passo di Valrossa 2800m – Corno Gries cima N/E 2952m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 ½ h di salita

 

Raccomandazioni: Gita lunga, circa 16 Km di sviluppo tra salita e discesa. Le difficoltà della gita sono molto mutevoli a seconda delle condizioni ma generalmente sono concentrate all’ingresso della Valrossa (dighetta) e verso la fine, dove il pendio diventa più ripido. La vetta è raggiungibile con piccozza e ramponi, stando molto attenti ad eventuali cornici (noi abbiamo rotto la cornice con la picca per vedere dove arrivava).

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Corno Gries

 

Album fotografico:

 

 

 

 

L’escursione:

Uno dei momenti più belli vissuti in montagna è stato quel giorno che io e Giada abbiamo salito per la prima volta il Corno Brunni, ed in particolare l'attimo in cui, arrivando sul filo della cresta sotto la cima, ci è apparso davanti agli occhi il Corno Gries con la sua austera bellezza.

Ricordo le nostre facce meravigliate, sembrava che ci fossimo trovati davanti il Nanga Parbat, mentre era solo il Corno Gries. Tuttavia, quest'oggi, è una grande soddisfazione essere salito lassù dove un giorno avevamo spinto solo i nostri occhi e la nostra fantasia.



A Riale siamo un numeroso gruppo, che comincia a salire silenzioso verso il Maria Luisa. Per me le tribolazioni cominciano subito o quasi, la neve è gelata e devo stare molto attento, concentrato per far aderire le pelli, cercando di ascoltare per capire il momento in cui perdono aderenza. Di proposito non cedo alla tentazione dei rampant, decidendo di tribolare il giusto, vista la assenza di pericoli e di conseguenza che una scivolata comporterebbe.

Al Maria Luisa sosta per compattare il gruppo, che però si divide, alcuni decidono di seguire verso la Punta d'Elgio, assottigliando il gruppo degli impavidi che tenteranno il Corno Gries.

 

 

La Valrossa

 

Siamo io, Enzo, Riccardo, Luca e Francesca. I pendii sono abbastanza carichi ma direi anche discretamente assestati e superiamo senza difficoltà il passaggio della dighetta, primo spauracchio della gita. Poi un lungo, lunghissimo traverso ci porta ad aggirare il Corno Mutt puntando al fondo della Valrossa, dove finalmente la traccia si impenna e si comnicia a salire decisamente.

Fino qui tutto bene, l'influenza che mi tiro dietro da giorni sembra essere scomparsa, in questa bellissima giornata di sole, senza vento e forse anche un po' troppo calda.

 

 

Saliamo verso il passo di Valrossa

 

Lasciamo alla nostra destra la punta di Valrossa, mentre siamo proprio dietro il Corno Brunni. Da qui, per salire il vero Corno Gries, dovremmo traversare sotto la cima N/E e raggiungere una selletta che conduce all'imbocco della cresta.

I pendii sono ripidicci e carichi, la cresta forse troppo sporca e chissà se corniciata! Decidiamo di salire la cima Nord Est, circa 20 m più bassa della vera cima, per cui con qualche ripida inversione saliamo il pendio puntando ad uno sperone roccioso, sotto il quale lasciamo gli sci.

Arrivo al deposito abbastanza stanco, forse l'influenza non è alle mie spalle, forse dovevo mangiare o bere qualcosa in più; nonostante questo sembro un bambino qppena calzo i ramponi e tiro fuori la picca! Arriva la parte divertente che aspettavo. Un bel traverso sotto la cima, molto sfondoso in cui i ramponi sono perfettamente inutili, e un canalino breve ma intenso si affaccia sulla cresta, a pochi metri dalla cima.
Vi è qualche traccia vecchia, di qualche giorno fa e dopo aver controllato eventuali cornici, percorro i pochi aerei metri della cresta fino alla vetta.

 

 

L’aerea cresta e la vera cima del Corno Gries

 

Mi raggiunge Enzo e celebriamo con una stretta di mano l'ennesima vetta conquistata insieme, poi anche Riccardo, Luca e Francesca.

Merendino al sole e per una volta senza vento, poi si scende. Prima nella polvere, poi polvere umida e infine trasformata. Una gran bella sciata, che purtroppo non riesco a godermi completamente a causa della stanchezza a tratti spossante.

Ma quando, attorno ad un tavolino, facciamo tintinnare i boccali di birra, la soddisfazione emerge e la stanchezza scompare per incanto. Davanti agli occhi però, porto ancora il ricordo del Corno Gries, così come lo avevamo visto dal passo Brunni, con le facce meravigliate e i cuori pieni di sogni.

Ski-alpers: Vittorio, Enzo, Luca, Francesca e Riccardo



                                                                                                                                                                                     Ski alp