13/11/2011
Luogo di partenza: Monteossolano (Domodossola)
Difficoltà escursione: E
Dislivello: 2700m totali di cui 1350m in salita. Monteossolona 794m – Alpe Reso 1221m – Alpe Spino 1550m – Alpe Campo 1860m – Cima Lariè 2144m
Tempo di percorrenza dell’escursione: 3- 3,5 h di salita
Raccomandazioni: Gite che non presenta nessuna difficoltà tecnica ma che richiede discreto allenamento fisico, dato il notevole dislivello.
Raggiungere il luogo di partenza: da Domodossola una graziosa e panoramica strada sale verso la frazione Monteossolano. Uscendo dalla statale SS33 seguire inizialmente le indicazioni per Bognanco.
Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Lariè
Album fotografico:
L’escursione:
I colori autunnali ci invogliano a fare una gita panoramica e fotografica, per cui scegliamo questa ignorata cima ossolana.
Dico ignorata perché è frequentata pochissimo da escursionisti, anche se, a dirla tutta, si tratta di una passeggiata completa che alterna bosco a spazi aperti e che in vetta consente di ammirare un grandioso panorama.

Contrasti di ruGiada
Alla partenza superiamo il grazioso paesino di Monteossolana e ci immergiamo subito in un bel querceto tinto di mille colori autunnali, poi tra una foto e l’altra si esce allo scoperto tra erbe piuttosto invasive, mentre il panorama sulla val Bognanco diviene via via più completo e ahimè, ci rendiamo conto che su in cima, troveremo neve…
Poi è la volta di begli alpeggi, curati e panoramici, come l’alpe Reso che è il primo che incontriamo prima di reimmergerci nella faggeta.

Colori d’autunno
Nonostante la scarsa frequentazione escursionistica il sentiero è ben segnalato e costituisce un esempio quasi impeccabile tanto che malgrado la spessa copertura di fogliame non avremo mai problemi ad individuarlo.
Dopo l’alpe Spino ci concediamo una sosta mangereccia all’ombra dei coloratissimi larici, che neanche a dirlo, immortaliamo con mille fotografie, prima di ripartire alla volta dell’alpe Campo.
A questo punto ci appare la vetta, bianca come una sposa!
Giada, un po’ provata dalla salita e in giornata decisamente no, decide di fermarsi e allora mi tocca partire alla conquista della vetta in solitaria.
Opto per la direttissima, tra chiazze di neve, sassi e rododendri raggiungendo la cresta panoramica proprio nel momento in cui il manto nevoso diventava continuo.
Trovo delle tracce di umani, dirette alla vetta e le seguo su una cresta a volte non elementare (in queste condizioni) mentre ammiro il lago d’Andromia sprofondando un buon 20cm nella neve crostosa.
Le tracce si esauriscono sull’anticima, proprio quando appare l’omettone di vetta.
Indeciso se fermarmi a due passi dalla meta, scatto qualche foto e poi decido di ripartire tracciando la cresta.

La cresta della Lariè
Malgrado mi tocchi stare piuttosto attento a dove metto le zampe, lo sguardo vaga tutt’attorno, per ammirare la meraviglia di colori tardo autunnali che mi circondano e mi sento un po’ come se fossi sulla cresta di un 8000, incontaminata e pura.
E’ bellissimo tracciare il tutto malgrado sia faticoso ma pochi minuti dopo sono sulla piatta cima della Lariè.
Qualche foto di rito e via di corsa o quasi viste le condizioni critiche della cresta, via verso l’alpe Campo dove Giada mi sta aspettando e poi insieme verso valle, chiudendo una gita bellissima e rilassante, in cui ci siamo concessi tutto il tempo per fotografare e ammirare il panorama.