Cima Corte Lorenzo (1574 m)

25/10/2009

Luogo di partenza: Alpe Ompio

 

Difficoltà escursione: EE+

 

Dislivello: non quantificabile a causa dei numerosi saliscendi, circa 2000 m complessivi di cui 1000 in salita (alpe Ompio 975m – Monte Faiè 1352 m – Colma di Vercio 1254 m – Denti del Gigante 1384m – Cima di Carbunisc 1480 – Cima Sassarut 1512m – Cima di Corte Lorenzo 1574m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6-7 h totali senza considerare le soste ma può variare molto a seconda delle difficoltà e della destrezza dell’escursionista.

 

Raccomandazioni: Gita che si sviluppa sulla parte più facile e tracciate della bellissima cresta dei corni di Nibbio e che non presenta difficoltà di tipo alpinistico; i passaggi non superano il primo grado. Tuttavia è bene ricordare che presenta tratti esposti e poco tracciati, per cui è bene affrontare la gita in condizioni di bel tempo ed è necessario non soffrire di vertigini. Per gli escursionisti meno esperti è consigliato l’uso del kit da ferrata per aiutarsi nei passaggi più esposti, comunque protetti da catene.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si seguono le indicazioni per Bieno, quindi giunti a Santino si seguono le frecce per l’alpe Ompio. Dopo una salita di circa 10 Km si giunge alla meta, dove si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". cima Corte Lorenzo

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione:

Corte Lorenzo atto II. Più impavida che mai insieme alle body-guard Vittorio e Fabry mi preparo a riprendermi la rivincita con Corte Lorenzo.

Dopo una bella dormita e una colazione colossale ci si prepara per il via. Strada facendo, vedendo i due ometti tranquilli tranquilli ammetto di essermi sentita alquanto “cretina” ad essere così agitata, ma i Corni di Nibbio con la loro severa austerità mi hanno sempre trasmesso tanto timore. Così tra me e me mi dicevo “ma dai massimo ti fermi prima e ti godi un po’ di sole tanto non ci sarà in giro nessuno..”! E invece no. Arrivati al parcheggio il terrore: il CAI di Arona aveva avuto la nostra stessa idea! E il mio a volte eccessivo orgoglio si è smosso, non potevo tirarmi indietro di fronte a così tanti testimoni, dovevo farcela oppure attuare un travestimento credibile tipo capretta per passare inosservata.

Insomma pensieri a parte inizia la camminata. Il bosco come al solito mi calma e le foglie che ci accompagnano durante il cammino sembrano un oceano di colori e sfumature caldissime. Mi rilasso così tanto che sotto un insolito sole non manco di prendere due belle testate contro dei rami sotto lo sguardo allibito di Fabrizio. Dopo un’oretta scarsa si apre sotto di noi tutta la vallata dalla cima del monte Faiè.

 

 

In cima al monte Faiè.

 

 Si scende verso la colma di Vercio ancora completamente in ombra per poi risalire verso i Denti del Gigante. L’agitazione, nonostante le testate e i chiacchiericci degli ometti, inizia a farsi sentire ma la folla dietro di noi e lo sguardo imperturbabile del Rosa mi davano la faccia tosta di sembrare imperturbabile ad ogni tipo di strapiombo e burrone.

Dai Denti del Gigante si inizia ad assaporare un nuovo paesaggio più aspro e selvaggio e respiro a pieni polmoni questa boccata d’aria, lontana dalla civiltà e dagli impegni di ogni giorno.

Si scende per poi risalire a cima Sassarut dove mi sono fermata tre settimane fa. Imbraco in vita per ogni evenienza, un piccolo spuntino e un favoloso Fabrizio a fare il dottor Hooligan della situazione e si riparte. La discesa con qualche pezzo di catena inizia a diventare bella aerea e qua e là si insinuano piccole parti di sentiero da arrampicare, comunque facilmente data la grande quantità di appigli.

 

 

Che atleti!!!

 

Dopo circa cento metri si arriva ad una piccola sella che affaccia in modo molto panoramico sulla Val d’Ossola e sulla Val Grande. Si risale nuovamente un piccolo pendio per poi fare un traverso abbastanza esposto. Dai cui si inizia a intravedere la meta. Ci ritroviamo su una piccola crestina ad ammirare un 360°C da spezzare il fiato!

 

 

Dall’ultima cresta ammiriamo la meta!

 

Si riscende la crestina (e sottolineo crestina ina ina…) per poi ritrovarci su una seconda sella anch’essa abbastanza aerea e poi su un pratone. La cima ormai è vicina.

Dal pratone ancora un traverso e poi la parte più esposta del percorso dove ci si scopre innamorati persi delle catene tanto da non volerle lasciare per nessun motivo al mondo! In effetti sotto di noi a tratti il panorama diventa veramente vertiginoso!

Ma ormai siamo arrivati e a me sembra proprio di essere arrivata in cima al mondo!!!

 

 

 

Foto di vetta.

 

E finalmente mi sono sentita proprio felice (anche se poi ci ho messo un po’ a smaltire tutta l’adrenalina accumulata)!

Grazie a Fabry e Vic: senza di voi non sarei mai arrivata in cima ma mi sarei fermata a fare la capretta!!!

 

  

Escursionisti: Giada, Vittorio e Fabrizio

 

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