Chli Spannort (3003m)

 

26/02/2017

Luogo di partenza: Meiental (strada per Sustenpass)

 

Difficoltà complessiva: BSA

 

Tempo di percorrenza: 4 h per la salita.

 

Dislivelli: 1550m di salita circa

 

Raccomandazioni: Da effettuare in condizioni di neve sicure. Per il finale alpinistico consigliati piccozza e ramponi.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Chli Spannort

 

Album fotografico:

 

 

 

 

La gita: Dopo un paio di gite poco remunerative arrivano le condizioni, finalmente, per fare qualcosa di decente e quando il pericolo valanghe scende e lo scialpinismo chiama, i tutelli rispondono.

Assonati carichiamo la macchina e partiamo per la Meiental, siamo io, Enzo e Marco. Diciamo che siamo in versione semitutelli, appesantiti un po’ dai ramponi e dalla picca ma comunque abbastanza orientati alla velocità, si far per dire.

Partiamo con un lungo tratto di scorrimento di quasi due chilometri che fa quasi rimpiangere di non aver portato gli sci stretti, su traccia liscia e gelatina per inoltrarci nella vallata, poi le pendenze attaccano dure e non molleranno quasi mai, eccezion fatta per qualche breve tratto utile per rifiatare.

Il clima è direi perfetto: assenza di vento e di sole diretto, la temperatura quella giusta e la gambe per ora rispondono bene ma non voglio esagerare, così mentre tutello Enzo batte forte il ritmo e tutello Marco lo segue io me ne sto dietro a fare servizio scopa, fare qualche foto e fare tutte le inversioni con calma serafica.

 

 

Enzo e Marco

 

Il ripido pendio mi obbliga a concentrarmi visto che le ultime inversioni risalgono all’anno scorso, per cui mi impongo zero fretta mentre affrontiamo un ripido e scenico canalino in cui scorre un torrentello, reso elegante dalla neve ed ingentilito nelle forme.

Fine del canalino, breve tratto in falsopiano utile per rifiatare e fare scorrere gli sci e siamo al bivio per lo Zwӓchten che si erge maestoso come un castello. La traccia sembra in ottime condizioni così come il canalino alla destra della cime, però un paio di considerazioni tipo non ci va nessuno e abbiamo la traccia GPS del Chli Spannort ci spingono a rimandare l’assalto allo Zwӓchten alla prossima volta, puntando appunto la cima sciistica del Chli Spannort che ci appare lontana ed aguzza come una torre.

Già a vedere da lontano il canalino mi viene l’acquolina in bocca e dopo una breve pausa mangereccia mi metto in testa al gruppo, deciso a fare un po’ di ritmo.

L’intento ovviamente viene meno appena le pendenze aumentano e l’altimetro mi avverte che manca ancora un po’, per cui ne approfitto per fare un paio di foto e lasciar passare Enzo che mi sta sulle code.

Traverso inversione traverso inversione, ecco il ritornello che mi accompagnerà per un po’, mentre metro dopo metro saliamo su una traccia per fortuna in ottime condizioni e con il sole che ci scalda anche se in modo non eccessivo. Un ultimo ripido traversone e un breve pendio sostenuto ed ecco che appare il deposito sci e il canalino da affrontare.

Tutelli in azione, spazzati dal vento ci muoviamo all’unisono: togli zaino togli sci giacca a vento, spella, fuori la picca, fuori i ramponi e porca miseria mi accorgo che ho preso quelli di Giada!

Li regolo alla bell’e meglio tra neve accumulata e vento patagonico, con le dita che iniziamo a reclamare per il freddo.

Via, sono pronto, ramponato e carico inizio a salire il canale e mi rendo conto che si trova in ottime condizioni: neve compatta ma non gelata, scalinato alla quasi perfezioni da chi è stato più svelto e mattiniero di noi, insomma una goduria!

Però, penso, non è mica poi tanto corto, e sbuco sulla cresta, mentre Marco è a metà canale che sale deciso ed Enzo segue a ruota.

Ecco la cima, bella, elegante, mancano solo pochi passi di cresta, pochi e ben tracciati, senza cornice.

 

 

Marco ed Enzo in cresta

 

Li percorro con calma e concentrazione, qui mettere un piede in fallo potrebbe essere molto pericoloso, ed qualche secondo dopo sono in vetta, nel vento ulula.

“Ciao Sergio, mi manca la tua risatona grossa e contagiosa”, ecco Marco che sbuca dal canale e con sorprendente facilità percorre la crestina e mi raggiunge in vetta, e meno male che soffre l’esposizione!

Arriva anche Enzo e si ride e si scherza come al solito, ci facciamo un selfie in tre visto che la cima è solo per noi e via giù a retromarcia fino al deposito sci.

Riecco i tutelli on action, veloci come il vento che ci sferza la faccia siamo in assetto da discesa e via!

 

 

Marco, Enzo, Vittorio

 

Via, si far dire, se Marco sfreccia e Enzo pure, io abbozzo due curve subito richiamato all’ordine dai miei quadricipiti in fiamme, non di certo aiutati dalla neve pesante e dalla pendenza in cui è meglio non fare cazzate!

La situazione mi si mette male, ci ho messo dieci minuti a perdere cento metri di dislivello, se va avanti così dovrò fermarmi ogni due curve per raccattare le gambe, fino a che c’è luce, e poi chiamare una barella… Marco se ne accorge e cerca di rassicurarmi dicendomi beh sai non è una neve facile ed è normale che fai fatica ma gli leggo in faccia l’espressione tipo “speriamo che si muova sennò ci tocca scavare una truna e dormire qui”.

Piccola sosta per mangiare, in assenza di vento e poi il miracolo: la neve cambia e io riesco a sciare e a tratti persino a divertirmi su quei 20 centimetri di farinella su fondo ghiacciato.

Bellissima discesa fino a che troviamo i resti di una valanga costellata di blocchi di ghiaccio che ci mettono un attimo a ribaltarti se ci vai contro e così ricomincia il cinema: Maro pennella le curve, io arranco ed Enzo mi aspetta.

Ma per fortuna siamo quasi a valle e mi mancano solo quei due chilometri di sci di fondo per arrivare alla macchina. Talmente mi calo nella parte che mentre spingo di braccia mi dimentico di non avere gli sci stretti e di istinto mi parte un accenno di passo spinta, che non avendo il tallone mobile si traduce in una acrobazia per riuscire a stare in piedi ed una seria presa di coscienza di avere gli scarponi di skialp e gli attacchi bloccati!

Che dire, come meglio si può chiudere una giornata così? Ovviamente ci ha pensato tutello Enzo con i biscottini e due birre che mettiamo in fresco nella neve e ci beviamo brindando alla gita, ai tutelli e facendo gli scemi come al solito.

Grazie tutelli! Siete fantastici e pazienti in discesa.

 

Tutelli: Vittorio, Marco ed Enzo   

 

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