Chli Bielenhorn (2940m)

 

23/02/2014

Luogo di partenza: Realp

 

Difficoltà complessiva: BSA

 

Tempo di percorrenza: 3 ½ - 4  h di salita

 

Dislivelli: 1402m positivi e negativi, – Realp 1538m – Galenstock 1995m – Chaeinnst 2400m – Chli Bielenhorn 2940m

 

Raccomandazioni: Gita relativamente facile anche se classificata BSA. La B la merita per la lunghezza e il dislivello, mentre la A la guadagna per l’attraversamento e la risalita del ghiacciaio.

Malgrado questo la gita si svolge su pendii mai ripidi e di relativa facile sciabilità. Per raggiungere la cima dal deposito sci ci sono una decina di metri di arrampicata, di cui i più ostici protetti con una catena. A seconda delle condizioni possono essere utili i ramponi.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome:  Chli Bielenhorn

 

Album fotografico:

 

 

 

 

L’escursione:

Le gambe si piantano. E' finita la benzina, come si suol dire.

Mi ritrovo decisamente in affanno a spingere avanti uno gli, poi l'altro, poi l'altro ancora, ma uno sguardo all'altimetro che per mia fortuna mi dice che manca poco e l'esperienza da runner mi consentono di impostare un passo cauto ma costante, guadagnando faticosamente una alla volta i pochi metri che mi separano dalla cima che sbuca all'improvviso, inaspettata, dietro l'ennesimo angolo.

Manca poco alla vetta di questa splendida gita in uno splendido ambiente, ma soprattutto, il meglio deve ancora venire, e il meglio sarà la parte della gita senza pelli...

 

Uscendo dalla galleria del San Gottardo osserviamo il termometro scendere repentinamente dai 28°C della galleria ai -11°C di Realp. L'aria ci colpisce come uno schiaffo appena scesi dalla macchina, i nostri amici ci hanno preceduto e sono già partiti.

Io ed Enzo ci prepariamo alla fast and furious, spinti da due ottime motivazioni: la prima è il freddo pungente e la seconda, ovvia per due runner, è quella di andare a riprendere il resto del gruppo che, calcoliamo, avrà circa 20 minuti di vantaggio.

Impostiamo da subito un passo deciso, salendo verso i tornanti della strada che sale all'hotel Galenstock, seguendo la traccia che sale regolare tra un tornante e l'altro. Per fortuna arriviamo subito il zona soleggiata e ci spogliamo degli strati più pesanti. Malgrado il freddo non tira un alito di vento e restando in movimento si sta più che bene; direi che ci sono le condizioni ottimali: niente vento, sole e aria fredda.

 

 

Dormicchiare sepolti nella neve

 

In breve arriviamo nei pressi dell'hotel Galenstock, dove recuperiamo l'altra parte del gruppetto, ovvero Marco, Alessandra, Davide e Monica. Preferisco non fermarmi troppo a disquisire ma proseguire ad un ritmo costante, anche per restare in temperatura.

Il paesaggio è davvero sublime, la valle di Realp, lo Stotzingen Firsten e tante altre cime da fare prima o poi. Non c'è che dire, sono le gite che preferisco, ampi pendii, ampi spazi e senso di libertà tipico dello scialpinismo.

Verso quota 2400m l'orizzonte cambia e appare la nostra cima, il ghiacciaio del Gross Bielenhorn e il Galenstock. Che chiedere di meglio? Adesso ci tocca quasi un'oretta tra saliscendi e piano, per compiere un lungo semicerchio che ci porterà alla base del ghiacciaio che scende dal Gross Bielenhorn. Abbiamo tutto il tempo di tirare il fiato e di fare fotografie, in un anfiteatro di vette, guglie, pareti e contrasti davvero suggestivo.

Una sosta mangereccia alla base dell'ultimo ampio canale e si riparte.

Certo che se avessi saputo che era così lunga... portavo gli sci da fondo!

 

 

Il ghiacciaio che scende dal Gross Bielenhorn

 

Come al solito preferisco fermarmi poco e vado avanti piano piano, cominciando a salire la bella traccia nel canale, elegante e sinuoso che scende dalla bocchetta.

Alle nostre spalle lo spettacolo diventa sempre più bello, con il Galenstock a dominare la scena e un dedalo di guglie rocciose sulle quali li spinge la mia fantasia.

Mi viene in mente Rebuffat con la sua massima "l'alpinista è un uomo che spinge il proprio corpo dove un giorno ha spinto la sua fantasia" e provo a seguire il suo esempio. Spingo la fantasia, su quelle guglie, creste, pendii, e chissà magari un giorno... ma per ora godiamoci questa salita. Qui e ora.

Salgo lento, la stanchezza si fa sentire, le gambe si appesantiscono e il passo rallenta ma va bene così perché manca poco.

Ecco la croce che appare, ancora un centinaio di metri scarsi e sono al deposito sci, con un panorama mozzafiato e non una nuvola su tutte la Alpi.

Da buon alpinista parcheggio le tavole e vado in cima, quella vera, percorrendo un breve tratto di roccette, aiutato ampiamente dalle condizioni della neve e per fortuna visto che non ho dietro i ramponi!

Pochi metri ed ecco la mano di Enzo che stringe la mia. Foto di rito e via a spellare, mangiare, bere, chiacchierare e pregustarci la discesa.

 

 

Amici in vetta

 

Alla spicciolata, da lì a poco, arrivano gli altri.

Per fortuna, essendo arrivato su un attimo prima, ho tempo di recuperare le gambette prima di mettermi in assetto da guerra per la discesa.

Bastano due curve, per capire di che discesa si tratterà... semplicemente da sballo. Al limite della perfezione per meteo e condizioni nivologiche, aggiungiamo anche che le pendenze non sono mai eccessive e ne viene fuori una sciata godibilissima e divertente, in una powder leggera e silenziosa.

Unica pecca della gita, se proprio vogliamo trovarne una, sono i pezzi di piano, in cui bisogna stare in traccia e far correre le tavole per non dover spingere.

Per evitare una risalita stiamo a destra e scendiamo verso l'hotel Tiefenbach, dove sorpresona... strada di rientro chiusa per pericolo valanghe. Sarebbe consigliato il ripello per evitare un traverso ma la stanchezza, la tarda ora e un veloce consulto ci fanno optare per passare lo stesso.

I pendii non ci sembrano carichi, la neve assestata e allora via... giù a tutta superando i residui delle slavinette dei ieri... abbiamo fatto la cosa giusta? Non lo saprei dire... finché si possono raccontare...

A parte gli scherzi, ci è sembrato che le condizioni non fossero malaccio e che ciò che doveva scaricare avesse già scaricato.

Poi neve un po' pesantina fino alla macchina ma stando all'ombra... ancora powder quasi fino al parcheggio!

Che dire? Una gita bellissima, un ambiente superbo, una neve da sogno... che si vuole di più dalla vita? Una birra fresca! Che purtroppo all'autogrill in svizzera hanno solo analcolica... e vabbé!

 

Scialpinisti: Vittorio, Enzo, Davide, Monica, Marco e Alessandra.

 

 

Ski alp