Chilchalphorn (3040m)

 

27/01/2013

 

Luogo di partenza: Hinterrhein

 

Difficoltà escursione: MSA

 

Dislivello: 1420m di salita, (Hinterrhein 1620m – Chilchalp 2082m – Chilchalpgletscher 2740m – Chilchalphorn 3040m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 - 4 h di salita

 

Raccomandazioni: Grandiosa gita in ampi ambienti e panorami. La salita, molto graduale, non richiede grandissime capacità sci alpinistiche ad eccezione dell’ultimo tratto, piuttosto esposto e da valutare a seconda delle condizioni; potrebbero essere utili i ramponi.

La discesa, molto divertente, offre la possibilità di ricercare dossi e vallette mai troppo ripide.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Chilchalphorn

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione:


Non tira un filo di vento, i miei sci, a piccoli passi, affrontano un traverso che apre le porte alla cresta sommitale del Chilchalphorn. L'altimetro segna 3020m, la traccia un po' ravanata mi costringe alla prudenza, mentre davanti a me si apre il baratro che scende dalla cresta Est.

Non ci penso mezza volta di troppo; punto bene il bastoncino a valle e uso quello a monte per sganciare uno sci. Punto bene il piedi libero e sgancio anche l'altro sci. Li lascio qui, per percorrere a piedi gli ultimi metri di dislivello sulla cresta che, in ottime condizioni, viene salita sci ai piedi dalla maggior parte degli scialpinisti in questa serena giornata invernale.

Non fa per me, meglio raccontarla, mi dico. Sto diventando vecchio? Oppure semplicemente più prudente? Non lo so, sta di fatto che gli ultimi metri li faccio a piedi, mentre Enzo alle mie spalle ha già superato il punto delicato e sale tranquillamente. La vetta si avvicina, e un'altra ascesa sta per concludersi con una sincera stretta di mano.



Alla partenza i nostri occhi sono sul termometro della macchina che, usciti dal tunnel dal San Bernardino, continua la sua picchiata verso temperature sempre più basse. Ci saranno circa 12°C sotto zero quando vestiti come foche mettiamo gli sci ai piedi e cominciamo la lunga salita da Hinterrhein. La nostra meta si vede già, appesa in cielo, 1400m sopra le nostre teste. All'ombra fa freddo e patisco, stranamente, i primi 200-300m di dislivello, mentre le gambe si rifiutano di avanzare. Di solito non soffro così tanto il freddo ma quest'oggi, sarà il ritmo elevato imposto da Enzo o non so, sta di fatto che mi vedo obbligato a rallentarem, cercando il mio ritmo, quello che consente di procedere senza affanni, come solo un podista può fare.
Sbuchiamo al sole, caldo, e ci spogliamo di qualche strato. Mi sento subito meglio e anche i quadricipiti ringraziano vivamente il sole che mi infonde letteralmente energia vitale.

Non c'è vento, il cielo è sereno e i pendii morbidi.

 

 

Dolci curve

 

Mi riscopro in ottima forma e raggiunto Enzo lo supero e procedo di passo regolare, senza tante soste, tra vallette e dossetti, ammirando lo stupendo panorama che si apre sempre più alle nostre spalle.
Le sensazioni sono eccellenti, la gita mi piace moltissimo e la neve sembra ottima. Che chiedere di più? Metro dopo metro guadagnamo rapidamente quota e ci concediamo una sosta merendeccia prima di affrontare la salita alla cima.

 

 

La lunga marcia

 

Enzo è provato dal lungo di ieri, le sue gamba sono pesanti ma un maratoneta esperto come lui sa come non mollare mai, come trovare il suo passo e non c'è nulla che si possa fare per fermarlo.
Rallentiamo un poco, anche perché l'ultimo pezzo richiede attenzione ad un principiante come me, poi nei pressi della cresta parcheggio gli sci e insieme, io a piedi ed Enzo con gli sci, arriviamo in vetta.
Stretta di mano sincera, complimenti sinceri, aria di vetta e pace di vetta. Malgrado ci sia un po' di gente, non molta in verità, la pace di cui parlo è una pace interiore, profonda, che nulla e nessuno può portarci via. solo chi va per monti potrà capire di cosa parlo.

 

 

L’omettone di vetta

 

Panozzo, tè caldo e cambio di assetto. La pace di vetta comincia a permanere anche in discesa; starò migliorando un po'? Non so, di solito mi ritrovo ansioso, preoccupato per la discesa, assillato da dubbi e domande sulla qualità della neve, sulla ripidità dei pendii. Quest'oggi nulla di tutto questo, un reset mentale completo mi permette di godere della polvere che troviamo nella prima parte della discesa.
Purtroppo la neve diventa via via più pesante ma sempre sciabile. Peccato che le mie gambe non la pensano allo stesso modo e urlano vendetta, costrette a questo inaspettato lavoro supplementare.
Dobbiamo fermarci ogni 10 curve al massimo, per rifiatare ed evitare i crampi imminenti ma tra una valletta e l'altra ecco che appare Hinterrhein ed in breve siamo alla macchina, per togliere gli sci.
Birra e panozzo a San Bernardino, neanche a dirlo, per festeggiare questa bella gita e questa bella giornata, eseguita con un tempismo perfetto visto che all'uscita dal bar, le nuvole si sono addensate nel cielo.

Scialpinisti: Vittorio ed Enzo

 

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