Lago di Cheggio (1496m)

10/05/2009

Luogo di partenza: Antronapiana

 

Difficoltà escursione: T

 

Dislivello: 1172m complessivi di cui 584m in salita (Antronapiana 908m – Alpi di Campo 1258m – Lago di Cheggio 1496m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: In inverno il sentiero potrebbe essere coperto da neve. A parte questa, probabile difficoltà aggiuntiva, non vi sono particolari accorgimenti da adottare per effettuare la gita.

 

Raggiungere il luogo di partenza: percorrendo la strada statale SS33 del Sempione si esce a Villadossola e si seguono numerose indicazioni per Antronapiana. Quindi, risalendo la valle, si raggiunge Antronapiana, dove si lascia l’auto.

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Quest’anno un meteo poco benevolo ci ha costretto a rimandare la prima gita dell’alpinismo giovanile, sezione CAI Verbano, per poi annullarla dopo il secondo tentativo, cosicché questa inersezionale dell’Est Monte Rosa è a tutti gli effetti, per noi della sezione, la prima gita del corso di Alpinismo giovanile, nome pomposo quanto errato in quanto di alpinistico non ha proprio nulla.

In questa bella serie di uscita con i ragazzini si cerca di infondere loro l’amore per la montagna; amore che tutti gli escursionisti sentono in modo ardente e prepotente, tanto da spingerci fuori dal letto alla domenica per andare, ahimé, a faticare sui monti tornando a casa stanchi ma vuoti, felici.

Non si può certo dire che la gita, per noi del CAI Verbano, sia stata un successone. Il pubblico è davvero ristretto e ci ritroviamo a Granellose con due soli bambini, che porteremo a far compagnia ai quasi cento che si sono riuniti quest’oggi all’alpe Cheggio, provenienti dal tutte le sezioni del circondario Est Monte Rosa.

I bambini sono pochi, questo è vero. Ma sono buoni e così nel viaggio fino ad Antronapiana scambiamo quattro chiacchiere per conoscere i nostri alpinisti in erba: Sara e Andrea.

Arrivati al punto di partenza della gita ci uniamo alla numerosa fila di accompagnatori e baby-alpinisti e ci infiliamo in un bel sentiero ampio e piacevole che si innalza a tratti in modo brusco tagliando la strada asfaltata che sale a Cheggio.

I nostri baby-alpinisti si comportano bene e percorrono la salita con calma e dedizione, guardandosi attorno, scoprendo il paesaggio austero e fascinoso dell’alta valle Antrona.

 

 

Pecore all’alpe Campo ci guardano incoriosite

 

Raggiungiamo l’alpe Campo dove incontriamo un piccolo gregge di pecore che allieta i bambini nella piccola sosta necessaria a riprendere le forze per continuare la salita.

A Cheggio ci fermiamo a mangiare qualcosa, sotto il Fornalino che ci osserva mentre la Weissmies resta coperta dalle nuvole, sotto un cielo indefinito che a tratti si apre e a tratti promette acqua.

Riprendiamo la salita verso la diga, che i bambini vogliono vedere a tutti i costi e che raggiungiamo in breve tempo, attraversando una piccola slavina nel tratto finale.

 

 

Il lago di Cheggio

 

Lo specchio d’acqua è ancora parzialmente gelato e i bambini sono in festa, lanciano sassi dalla diga cercando di rompere il sottile strato di ghiaccio, ultimo rimasuglio di un freddo inverno.

Il lago, artificiale, è noto come lago dei Cavalli in quanto nei pascoli che vi erano prima che la fame di energia spingesse allo sfruttamento dell’energia idroelettrica, servivano da sanatoria per i cavalli malati i quali venivano condotti lì, negli alti pascoli, per curarsi con l’aria buona e il pascolo fertile del luogo.

Dopo una sosta festosa sulla diga torniamo a Cheggio dove iniziano i giochi.

 

 

Solidarietà

 

Mangiamo e giochiamo nei prati antistanti il rifugio del CAI di Novara; lo stesso fabbricato che servì come mensa per gli operai impegnati nella costruzione della diga e per gli operatori della centrale idroelettrica poi.

Dopo un pomeriggio di giochi e di festa arriva il rientro a valle, nella civiltà. Una civiltà che qui a Cheggio, sembra non essere mai arrivata o comunque in modo molto marginale, quando il paesino vede riempire le case vacanze dalle persone che, stanche dello stress cittadino, vengono qui per ricaricare le batterie.

 

                                                                                               Valle Antrona