Monte Capio (2172m)

26/07/2008

Luogo di partenza: Campello Monti

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 1734m complessivi di cui 867 m in salita (Campello Monti 1305m – La Balma 1671m – Passo dei Rossi 2056m – Monte Capio 2172m – Bocchetta di Rimella 1924m – Campello Monti 1305m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 5 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: La salita al monte Capio non presenta in sé particolari difficoltà ed è adatta anche ad escursionisti non esperti. La discesa dall’anticima del Capio è invece un tratto attrezzato con catene, in gran parte instabili e buona parte dei tasselli sono divelti dalla roccia. E’ quindi da effettuare solo in condizioni asciutte e prestando la massima attenzione.

Se il rientro viene invece effettuato per la via da me percorsa in salita non ci sono particolari raccomandazioni.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Omegna si seguono le incitazioni per la Valle Strona, si percorre la strada fino in fondo e dopo circa 20Km si arriva a Campello Monti, dove si lascia l’auto.

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Non è che ci sia proprio il sole, ma finché le nuvole stanno su possiamo dirci contenti. Da Campello Monti superiamo un ponticello alla nostra sinistra seguendo le indicazioni per il Monte Capio. Un’ampia strada agro-silvo-pastorale sale verso l’alpe Pennino e noi la seguiamo fino a che si restringe in un sentiero comodo e sempre ben segnalato che aggira la montagna e ci conduce all’alpe La Balma.

La salita avviene su pendenze sempre costanti mai eccessive. Saliamo in un bel bosco fitto che a tratti ci regala dei bei scorci sulla valle.

Adesso il paesaggio si apre su una bellissima conca glaciale; in fondo c’è il Passo dei Rossi e alla sua destra il Capio.

 

 

La conca glaciale, in fondo il Passo dei Rossi, a destra il Capio

 

Superato l’alpe La Balma la salita si fa dura e seguiamo le tracce del sentiero indicato dalla vernice sui sassi. Saliamo quindi verso una palina indicatrice: a destra la bocchetta del Crak (si può fare un anello scendendo a Campello Monti) e a sinistra il passo dei Rossi.

Un bel traverso a volte anche un poco esposto ci porta al passo dei Rossi, da cui godiamo un bel panorama sulle nebbie dell’alta Val Sesia.

Alla nostra destra il Capio; per salire il sentiero descrive un ampio semicerchio in senso orario e così dopo gli ultimi metri su pendenze prataiole anche piuttosto importanti ci ritroviamo in vetta, o meglio sulla prima vetta.

 

 

Prima vetta del Capio: Fulvio e Vittorio

 

Da qui dopo le foto di rito e la frase patetica lasciata dal sottoscritto sul libro di vetta ci spostiamo sulla seconda vetta del Capio dove sempre il sottoscritto rompe le balle con le foto e miracolo: riesce a lasciare una nuova patetica frase sull’altro libro di vetta! Me ne meraviglio anch’io, due in cinque minuti non è facile partorirle!

 

 

L’alta Val Sesia dalla vetta del Capio

 

Dopo una pausetta, neanche a dirlo, mangereccia, ci riportiamo sulla prima vetta del Capio e da qui scendiamo per prataie da dove siamo saliti fino a incrociare sulla nostra destra il sentiero attrezzato che scende dal Capio giù nella valletta verso un piccolo specchio d’acqua dimenticato e senza nome.

 

 

Ma dove cavolo sono andato a finire!

 

La ferrata non è bella, molti tasselli sono saltati e anche se le catene sono nuove si fa fatica a fidarsi, per cui scendiamo tenendoci alle catene ma tenendo sempre i piedini e le manine ben salde anche da qualche altra parte…

 

 

Adesso tocca a Fulvio fare il ragnetto…

 

Anche il vecchietto passa la ferrata senza problemi, anzi con molti meno problemi di me a dire la verità.

Un cartello ci indica che la via da noi appena percorsa è di difficoltà EE-A e consiglia l’uso di casco, imbraco, moschettoni, corda… ma non sarà troppo? Io mica mi sento così figo da aver fatto una roba del genere canticchiando! Vabbè, comunque sappiate che il CAI la indica così…

Ci ritroviamo nella bella valletta circondati da creste spettacolari e ci dirigiamo verso il piccolo laghetto e quindi con un traverso aggiriamo la costa della montagna portandoci verso la bocchetta di Rimella.

 

 

L’ampio vallone sotto il Capio, in lontananza svettano la Cima Capezzone, Cima Lago, Cima Altemberg

 

Inseguiti dalle capre, che con Fulvio trovano sempre da raccontarsi qualcosa, raggiungiamo la bocchetta di Rimella dove facciamo la seconda (o terza?) gozzovigliata della mattina.

Da qui a Campello bisogna soltanto scendere.

 

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