Punta Gnifetti (4554m)

 

24/04/2017

Luogo di partenza: Punta Indren

 

Difficoltà complessiva: F

 

Tempo di percorrenza: 4 h per la salita, quasi altrettante per la discesa.

 

Dislivelli: 1400m di salita circa considerando a/r

 

Raccomandazioni: Gita lunga ma facile, non bisogna comunque dimenticare che per gran parte del tempo si viaggia oltre i 4000 metri di quota.

 

Album fotografico:

 

 

 

La gita: Ci sono momenti nella vita che ricorderemo per sempre, che in un attimo si imprimono nella nostra mente e nulla li potrà cancellare. Resteranno lì, a fare parte di noi, attimi perfetti da richiamare come sfogliando un libro di poesie. Oggi, per me, l’attimo perfetto si è materializzato al Colle del Lys, quando ci è apparsa la Capanna Margherita dinanzi, lontana ma raggiungibile, non abbastanza vicina per toccarla ma per capire che ci arriveremo sì, questo sì.

Un misto di gioia, stupore, meraviglia e nausea (per me che soffro la quota) mi spinge stranamente alla calma, a sostare per mangiare qualcosa, bere con gesti lenti, quasi a chiedere il permesso alla montagna per continuare. Andiamo Giada, è ora di realizzare il tuo piccolo sogno nel cassetto.

 

Il piano originario era di pernottare alla Gnifetti per salire comodamente il giorno successivo, poi un

peggioramento delle previsioni meteo ci ha spinto a tentare in giornata senza molte speranze di successo e mezzi addormentati arriviamo ad Alagna in tempo per un caffè e per prendere il primo impianto per la Indren.

Si parte e subito le condizioni del ghiacciaio ci appaiono un po’ critiche, subito ghiaccio dalla partenza, passando sotto la Giordani, ci inducono a sperare in condizioni migliori più in alto. Roccette per salire alla Gnifetti e sbuchiamo sul ghiacciaio, constatando che è messo decisamente meglio di quanto sperassimo.

Piccola sosta per formare la mini cordata e si parte.

 

 

Giada al cospetto della Pyramid Vincent

 

Io avverto praticamente dalla Indren una leggera punta di nausea e mi vedo costretto a procedere in modo regolare, senza strappi, impostando una andatura che malgrado tutto mi sembra discreta.

Il cielo brilla di un azzurro intenso sopra il ghiaccio bianco, mentre superiamo lo sperone della Gnifetti e cominciamo a salire verso il Colle Vincent, unico tratto un po’ ripido della ascesa e sicuramente il più crepacciato.

 

Giada, assente dall’alpinismo da qualche anno, ha qualche apprensione di troppo nel saltare i crepi ma con grande calma e determinazione li passa uno per volta, decisa, determinata ad andare avanti e di buon passo, decisamente in vantaggio sulla tabella di marcia che mi ero, da buon maratoneta, fissato in mente, eccoci al colle Vincent: una spianata di neve sotto la Piramide Vincent, mentre lo sguardo viaggia al Lyskamm, bello ed elegante.

 

 

Colle del Lys

 

La traccia sale piano piano, verso il colle del Lys, passando sotto il Balmenhorn, e mentre Giada non accenna a diminuire l’andatura io comincio a sentire i sintomi della quota.

Colle del Lys, piccola sosta al cospetto della Capanna Margherita e degli altri 4000. Una breve discesa ci conduce al piano sotto la Parrot dove un paio di seracchi sopra le nostre capocce ci invitano gentilmente a trottare senza indugi, poi si riprende a salire, dolcemente verso il colle Gnifetti. Giada mi invita ad accelerare il ritmo, io più di così non vado! Ecco la Zumstein e… la punta Gnifetti, dove ci aspetta una breve e ripida rampa, ultima fatica da superare prima di affacciarci sulla Est del Rosa.

 

Qui c’è un po’ di casino, gente che sale, gente che scende, la traccia è dura e stretta, alla nostra destra un ripido scivolo di neve dura ci costringe a non mollare l’attenzione. Giada si pianta, poi piano piano riprende a salire questi ultimi metri ed eccoci su.

Nei suoi occhi leggo l’emozione pura, scoppia in lacrime. Siamo su, con un tempo da record che non pensavamo di poter fare. Tutto è andato bene, benissimo. Ora ci godiamo la Capanna ed in men che non si dica io sono a scattare fotografie sulla terrazza e Giada, che nel frattempo si è riparata dentro il rifugio, ha pure trovato la pizza calda da mangiare!

 

 

“Balcone sul mondo”

 

Ci sediamo con comodo, mangiucchiamo qualcosa mentre la mia testa e la mia nausea non fanno che peggiorare.

Anche lei ora sembra avvertire qualche sintomo della quota.

Brava Giada, complimenti, allora sei umana anche tu!

 

Ci rimettiamo in cordata e cominciamo a scendere. Bastano 100 metri per fare in modo che Giada si riprenda dalla quota, beata lei, e comincia a tirare come una dannata sulla discesa. Io, che mi sento un po’ ciucco, faccio davvero fatica a starle dietro senza inciampare nei miei ramponi, per cui le chiedo un paio di soste per rifiatare, mentre scatto qualche foto alla Parrot, Lyskamm, Corno Nero e tutti i 4000 stupendi che brillano bianchi stagliati contro il cielo azzurro.

Ripassiamo dai crepi sotto il colle Vincent e in breve siamo alla Indren, più che in tempo per prendere la funvia.

 

Ora, ad Alagna, meritata birrozza e panino, quando finalmente, anche per me il mal di montagna è sparito.

 

Alpinisti: Vittorio, Super Giada

 

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