Cima Camughera (2249m)

22/05/2011

Luogo di partenza: Alpe Manzano

 

Difficoltà escursione: E/EE

 

Dislivello: 1938m complessivi di cui 971m in salita (Alpe Manzano 1280m – Colle del Pianino 1620m – Cima Camughera 2249m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4-5 h complessive di cui 2,5-3 di salita

 

Raccomandazioni: Gita da effettuarsi in condizioni asciutte in quanto la cresta potrebbe presentarsi scivolosa. Per raggiungere la vetta l’itinerario considerato più facile passa dall’alpe Saudera e aggirando la Camughera si giunge al passo d’Arnigo e quindi per facile cresta in vetta.

Aggiornamento Agosto 2014: da recenti segnalazioni il sentiero si presenta abbandonato e franato in alcuni punti, tanto da renderne difficoltosa la percorribilità.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Poco prima di Bognanco una strada sulla sinistra indica Bosco. Poco dopo una diramazione a destra conduce a Manzano. La strada è in cattive condizioni e un divieto d’accesso impedisce la percorrenza.

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione: Dopo una stagione invernale dedicata allo sci eccoci pronti per la prima camminata estiva dell’anno.

Per l’occasione il meteo, come spesso, non é proprio ottimale e dopo aver raggiunto l’alpe Manzano (luogo di partenza) guardiamo il cielo chiedendoci se la prima uscita sarà bagnata o se terrà.

Da Manzano un bel traverso nel bosco di faggi ci porta ad attraversare diagonalmente bei valloni e canaloni a tratti panoramici sulla Val d’Ossola per raggiungere la base della salita al Colle del Pianino.

La vegetazione é rigogliosa e Luciana (guida naturalistica) ci racconta un sacco di cose interessanti sulla flora , mentre di passo tranquillo e rilassato raggiungiamo il colle, posto tra la cima Camughera e il Moncucco.

 

 

Al colle del Pianino

 

Qualche anno fa eravamo saliti da Montescheno, passando per il bellissimo alpeggio di Aulamia, che ora vediamo a balcone sopra il Fondovalle, anche se i nostri sguardi sono puntati decisamente verso Ovest, alla cresta che percorreremo per raggiungere la cima Camughera.

Dopo una breve sosta al Colle ci incamminiamo sulla cresta erbosa, di facile percorrenza e poco dopo raggiungiamo una croce in pietra. Alla nostra destra appare l’alpe Saudera, nella sua conca detritica con i suoi cinque laghetti.

Il tempo per adesso tiene e la cresta é asciutta, per cui continuiamo l’ascesa fino ad una cimetta non nominata a quota attorno ai duemila.

 

 

Giada contempla la valle

 

Da qui é evidente la nostra cima, con tutta la cresta da percorrere che da lontano sembra lunga e anche un po’ problematica, tanto da scoraggiare Giada che decide di fermarsi.

Come prima uscita, dice, é sufficiente.

Io e Lussi ci sgraviamo degli zaini e decidiamo di fare una cosetta veloce e in mezz’oretta siamo a stringerci la mano di fianco all’omino di vetta, un po’ ansimanti per il ritmo tenuto ma tutto sommato ce la siamo cavata non male.

Vetta panoramica, dicono, anche se noi con le nuvole e la foschia da pioggia di oggi non abbiamo visto nessuno dei fantastici monti che cingono l’orizzonte.

 

 

Foto di vetta nella nebbia

 

La cresta finale non é difficile e segnata abbastanza bene. L’erba a ciuffi rende un po’ infida la discesa e secondo me quando piove é meglio non percorrerla poiché presenta passaggi con discreta esposizione sull’alpe Saudera.

Dopo le poche foto di rito ripercorriamo la cresta e giunti alla cimetta, punto sosta di Giada, mangiamo qualcosina.

Il temporale si avvicina e decidiamo di ripartire, giusto per non prendere l’acqua sulla cresta e raggiunto il colle del Pianino sentiamo qualche tuono.

Ci rituffiamo nel bosco percorrendo il cammino di andata in mezzo alla bella faggeta e Lussi ci racconta un sacco di cose interessanti.

Ancora un’oretta scarsa di cammino ed eccoci a Manzano, clamorosamente asciutti!

Ora é tempo di farci una birra, per reintegrare i sali minerali sicuramente perduti in questa afosa giornata tardo primaverile.

 

Come prima gita niente male, considerando le previsioni meteo che invitavano a chiudersi in un cinema…

 

Escursionisti: Vittorio, Giada e Lussi

 

 

                                                                                      Val Bognanco