Breithorn (3436m)

17/04/2010

Luogo di partenza: Passo del Sempione

 

Difficoltà escursione: F

 

Dislivello: 2878m complessivi di cui 1439m in salita (Simplonpass 1997m – Breithornpass 3355m – Breithorn 3436m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6,5 h totali senza considerare le soste (andata e ritorno con le ciaspole). 3,5 - 4 h di salita.

 

Raccomandazioni: Gita alpinistica e scialpinistica classica che non presenta difficoltà eccessive e che ha il “passaggio chiave” nel delicato traverso sotto la nord dell’Hubschhorn. E’ necessaria l’attrezzatura classica da ghiacciaio.

La gita si adatta anche alle ciaspole, a patto di superare il notevole dislivello calcolando i tempi di rientro.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione, seguendo sempre le indicazioni per il passo si passa la dogana italiana e dopo qualche chilometro quella svizzera, quindi si arriva al passo in prossimità dell’ospizio, dove si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Breithorn

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione:

 

Ore 11.15, Colle del Breithorn.

Poco meno di 100 m di dislivello da percorrere e sarò in vetta. Quest’oggi mi sembrava piuttosto difficile ma ce l’ho quasi fatta. La piramide del Leone mi appare vicina eppure so che ci vorrebbero altre due orette, almeno, di cammino. É sempre stato uno dei miei sogni salire al Leone e ora mi ritrovo così vicino a lui che mi viene la pelle d’oca e un ombra di rammarico mi oscura la gioia della salita. Ma tutto questo dura solo un attimo, prima che io guardi la cresta, corniciata e bianca del Breithorn. É questa la mia meta, questa la gita di oggi e sarà da lì che guarderò il mondo tra pochi minuti.

Il Leone sarà per un’altra volta, con un’altra storia da raccontare.

Quest’oggi, mentre salgo la cresta con le ciaspole ai piedi avvicinandomi sempre più alla cima, sono tutto per il Breithorn.

 

La giornata comincia con una levataccia, di quelle che solo la montagna ti invoglia a fare e alle 8 siamo al passo del Sempione pronti a partire.

Il cielo limpido ci fa ben sperare in una bella giornata e così cominciamo a salire, puntando decisamente verso l’Hubschhorn che con il suo profilo aguzzo ci osserverà per tutta la gita.

Le condizioni della neve sono fantastiche e la traccia evidentissima. Raggiungiamo il famoso traverso che taglia le pendici dell’Hubschhorn ma quest’oggi una larga e comoda traccia lo ha reso percorribile senza alcun tipo di problema, anche se passare di qua mi mette sempre un po’ di ansia.

Superiamo decisi il punto delicato e iniziamo a prendere quota verso Sud risalendo il pendio nevoso.

 

 

Delicato traverso sotto l’Hubschhorn

Il sole scalda molto e la giornata é bellissima. Con me ci sono Franco, Daniela, Marco, Ornella, Eugenio e Alessandra.

Purtroppo il gruppo si sgrana e procediamo un po’ sparsi, ognuno con il proprio ritmo ma non c’é alcun pericolo dato il sovraffollamento che c’é oggi. Mi sento un po’ fuori posto ad essere l’unico ciaspolatore tra centinaia di scialpinisti e penso inevitabilmente a come me la sarei cavata sci ai piedi.

Finalmente mi appare, lontano, il colle del Breithorn mentre la vallata del Sempione si abbassa sotto di noi e l’orizzonte si popola di vette aguzze e stupende.

Tra tutte non si può fare a meno di notare il Bietschhorn con la sua piramide quasi perfetta e lontano lontano il Finsteraarhorn. Più vicini si ergono il Rebbio, il Terrarossa, l’Hubschhorn, il Galehorn e chissà quante altre che messe tutte lì insieme danno uno spettacolo fantastico, allineate sotto un cielo impeccabile.

 

 

In vista del Colle del Breithorn, lontano

 

Si sogna, in una giornata come questa in cui il sole ti scalda e le vette ti guardano ma soprattutto si ascolta se stessi; i battiti del proprio cuore, il rumore ovattato delle ciaspole sul sottile strato di neve fresca venuta giù nella nottata seguito dallo strascinamento della base ramponata, il respiro un po’ affannoso mentre la testa vaga libera tra i monti del vallese, lontani eppure così vicini al mio stato d’animo.

La rampa che porta al Colle del Breithorn é una di quelle che vedono da lontano e che impressionano l’alpinista: un larghissimo canalone nevoso sotto il cui manto riposa l’Homattugletscher, prima che l’estate lo erode anno dopo anno, inevitabilmente.

Le pendenze aumentano e la traccia si avvita su se stessa disegnando tornanti che si avvicinano al passo con un certo timore reverenziale, esplorando il ghiacciaio nella sua larghezza.

 

 

L’Alpjegletscher

 

Al passo del Breithorn mi appare l’Alpjegletscher e in fondo il maestoso signore delle Lepontine sulla cui cresta ci sono alpinisti impegnati nell’ascesa e altri che sul ghiacciaio disegnano la traccia a semicerchio per evitare di perdere più quota del dovuto.

Uno sguardo alle mie spalle e vedo i miei compagni di gita un po’ attardati, così decido di salire in vetta.

 

 

Vetta!

 

La cima é un po’ affollata e questo toglie alla gita un po’ di fascino ma le nubi salgono dalla valle donando ombre all’Alpjegletscher in una sinfonia di luci e di contrasti.

Una sosta per il pranzo e per scattare due foto, poi ridiscendo al colle, dove incontro Marco, Ornella, Alessandra e Eugenio. Franco e Daniela, un po’ affaticati, hanno rinunciato proprio alla fine di questa bella gita.

Mentre gli altri tre salgono in vetta, io e Alessandra, un po’ stanca dalla salita, ci avviamo sulla strada del ritorno.

Lei con gli sci trova neve fantastica e si diverte un mondo. Per me é un po’ lunga ma nella neve soffice mi diverto anch’io.

Poi ci ritroviamo al passo e decidiamo di chiudere la giornata nel migliore dei modi: tutti da Arnold, al Simplon Dorf a mangiare dolci e bere una birra fresca, per coronare questa giornata alla quale é mancata la compagnia di Giada, Fabrizio, Luca e Francesca e a sognare la prossima gita perché non si é mai sazi. La voglia di vette, di fatica e di ascensioni é sempre in noi, che non possiamo fare altro che assecondarla.

 

                                                                                     Alpinismo