Breithorn Occidentale (4165m)

 

24/05/2015

Luogo di partenza: Plateau Rosa

 

Difficoltà complessiva: BSA

 

Tempo di percorrenza: 2 ½ h per la salita.

 

Dislivelli: 750m di salita

 

Raccomandazioni: L’unica difficoltà di questa gita è rappresentata dal pendio sommitale, abbastanza ripido che se ghiacciato può creare problemi.

 

Album fotografico:

 

 

 

La gita:

Procediamo sulla sottile cresta davanti a noi, che nessuno ha tracciato. Proseguiamo con cautela infinita, stando quasi a cavalcioni della stessa, sospesi su un filo bianco e nevoso. Di fronte a noi una cordata sale tribolando un po', anche loro sono a cavalcioni. Ci fermiamo a riflettere sulle condizioni della neve, poco assestata e un po' infida, dopodiché la prudenza ci consiglia di tornare indietro. Sto diventando vecchio, e così giriamo la cordata e ritorniamo sulla vetta del Breithorn Occidentale, salito in questa splendida giornata, mentre i nostri ramponi ripercorrono le nostre impronte lasciate qualche minuto prima.

Il Breithorn centrale dovrà aspettare ancora, forse condizioni diverse o forse un po' di convinzione in più.

 

La giornata comincia molto molto presto, con una sveglia che suona cogliendomi nel pieno sonno, sacrificio necessario per essere a Cervinia in tempo utile a prendere una delle prime corse degli impianti di risalita che, comodamente e un po'  poco onorevolmente, ci spareranno su al Plateau Rosa.

Gli amici per risparmiarsi la lavataccia e per rendere onore al loro status di scialpinisti, sono saliti con le pelli ieri, dormendo poi al rifugio Guide del Cervino.

Quando saliamo sulla prima funvia il cielo è nuvoloso, non si vede un accidente ma una foto mandataci dagli amici ci auspica un panorama grandioso oltre le nuvole; chattare con il telefonino a 3500 m di quota fa un po' strano, probabilmente Bonatti sarebbe inorridito ma in questo caso ci fa comodo sapere che su, oltre la coltre di nubi, c'è il sereno e il Cervino.

 

 

Il Cervino

 

Al plateau Rosa il delirio, orde di sciatori, scialpinisti e alpinisti si preparano a fare quello per cui sono qui. Nel nostro caso, questo significa agganciare gli sci ed iniziare a pedalare risalendo le piste alzandoci verso la gobba Rollin.

Enzo, che purtroppo per me ha freddo alle mani, parte in tromba e saluta la compagnia, superando tutti i profughi sbarcati dalla funvia e ben presto diventa un puntino sulle piste in direzione della gobba. Meno male che soffre la quota! Cerco per quanto possibile di darmi da fare ma stando attento a non fare un fuori giri visto il mio rapporto problematico con quota e funivie, per cui inizio a carburare piano piano, superando gruppetti di alpinisti e scialpinisti e riavvicinandomi ad Enzo, che sembra rallentare un po', per fortuna.

Poco dopo mi fa la grazia di fermarsi un minuto e lo riprendo, per continuare la salita insieme.

La prima ora ci porta nei pressi del Breithorn Pass, con la nostra meta a dominare la scena.

 

 

Enzo

 

Più in là il Breithorn Centrale, Orientale, il Roccia Nera e il Castore, sullo sfondo il Lyskamm ma il vero spettacolo è alle nostre spalle con il Cervino in grande spolvero, inserito tra la Dent d'Herens e altre fantastiche cime come Dent Blanche, Obelgabelhorn, Zinalrothorn e il maestoso Weisshorn. Una skyline assolutamente meravigliosa , detta corona imperiale, sfila davanti ai nostri occhi facendoci sognare.

Ci gustiamo il panorama facendo una piccola sosta, per tirare il fiato e bere un goccio di te, assaporando l'aria dei quasi 4000 metri che si sa, ha un sapore particolare.

Dal passo una rampa continua sul ripido pendio immette sulla facilissima dorsale e da qui, fin troppo facilmente, alla cima.

Da qui la vista è spettacolare, a parte il Cervino e la corona imperiale, la cui vista ci ha accompagnato per tutta la salita, il Rosa si para davanti a noi in modo spettacolare con la capanna Margherita bene in vista. E' il suo lato B, non certo spettacolare con la parete Est da Macugnaga ma pur sempre un grande spettacolo. C'è tempo ancora per sognare, dando libero sfogo ai progetti sui suoi ghiacciai.

 

 

Dalla cima

 

Dopo un tentativo fallito di effettuare la traversata in cresta, eccoci pronti in assetto da discesa.

La pala fino al plateau si rivelerà da urlo, per essere fine Maggio. Quasi polvere, morbida, umida ma soffice e ci divertiamo un mondo, cercando di inanellare curvette in sequenza nonostante le pendenze siano sostenute.

Al plateau ci tocca spingere fino al piccolo Cervino, che decidiamo di salire già che siamo lì e poi via giù sulle piste per duemila metri di dislivello in poco più di mezz'ora, fino a dove possibile cerchiamo di sfruttare gli ultimi nevai residui, fino ad arrenderci sull'erba e caricarci gli sci in spalla per gli ultimi 100 metri di dislivello che ci portano al parcheggio, dove ritroviamo gli amici con tanto di birra!

 

Beh, che dire? Meteo perfetto, per la prima volta sul Rosa, tempismo anche. Non ci resta che andare a mangiucchiare qualcosa in paese e rientrare a casa.

  

 

Skialper: Vittorio e Enzo, in differita Marco, Ale, Franco e Marta

 

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