Laghi del Boden, Passo S.Giacomo (2440m) con le ciaspole

13/04/2008

Luogo di partenza: Riale

 

Difficoltà escursione: E/EE

 

Dislivello: 1424m complessivi di cui 712m in salita, senza tenere conto dei piccoli ma numerosi saliscendi (Riale 1728m – Rifugio Maria Luisa 2157m – Lago Toggia 2191 m – Laghi del Boden 2347m – Rupe del Gesso 2440 m – Passo S.Giacomo 2313 m – Rifugio Maria Luisa 2157m – Riale 1728m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 7/8 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione bellissima e alla portata di tutti, tuttavia effettuata in inverno presenta alcuni tratti impegnativi. Inoltre la zona dei laghetti del Boden è poco frequentata da scialpinisti per cui possono non esserci tracce.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla superstrada SS33 in direzione Domodossola, si esce a Crodo e si seguono le indicazioni per la valle Formazza. Giunti alla cascata del Toce si prosegue fino a giungere a Riale, dove si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Laghetti del Boden.

 

L’escursione: Giunti a Riale il cielo è terso e sgombro dalle nubi, il sole splende come non mai tuttavia l’aria mattutina è pungente e il primo tratto della gita si svolge in ombra.

Cominciamo a salire di passo abbastanza buono verso l’arcinoto rifugio Maria Luisa tagliando la lunga carrabile. Sono tanti gli scialpinisti che salgono insieme a noi, infatti tra le loro mete preferite ci sono la Valrossa, l’alpe Castel e la bocchetta Castel.

Salendo il panorama diviene da fiaba, malgrado siamo già stati molte volte in questa zona esso non smette mai di emozionarci, soprattutto il questa stagione quando la neve è ancora copiosa. Il lago di Morasco comincia ad apparire dietro l’immenso muraglione e schiacciato da Monte Immel e dalla punta di Morasco, severa come sempre.

Le abbondanti nevicate dai giorni scorsi hanno coperto la valle di una neve morbida e farinosa in cui le nostre ciaspole affondano sempre più man mano che il sole scalda la sottile crosta ghiacciata.

In circa un’ora raggiungiamo il pianoro dove è situato il rifugio Maria Luisa.

 

 

Vallone imbiancato vicino al rifugio Maria Luisa

 

Da qui in poi le nostre ciaspole calpesteranno solo neve immacolata e fresca e toccherà noi fare la traccia.

Non possiamo fare a meno di ammirare per la centesima volta nella nostra vita la Kastelhorn, che con i suoi 3128m e la sua forma caratteristica domina l’alpe Castel e l’omonimo lago.

Qui si potrebbe salire alla diga del Toggia sulla sinistra e una volta averla attraversata, proseguire lungo la sponda Est del lago. Tuttavia sappiamo che il passaggio dalla diga alla sponda del lago e scomodo e un po’ pericoloso in questa stagione; quindi ci arrampichiamo su pendenze notevoli alla destra della diga verso una piccola bocchetta che ci permette di evitare il suddetto passaggio.

 

 

Il dosso che ci immette verso il lago Toggia

 

La salita è breve ma la neve fresca ci fa penare un poco; al termine della piccola rampa scendiamo dall’altra parte in direzione N/E verso la sponda del lago Toggia ancora ghiacciato.

Tra dossi e cunette di neve sulle quali il vento ha fatto le sue sculture costeggiamo la sponda del lago fino a circa metà della sua lunghezza, qui ci fermiamo a godere il silenzio; surreale e intenso in questa parte della valle poco frequentata ma incantevole, anche se assorti nella piena contemplazione della natura i nostri stomaci ci richiamano alla realtà e non ci resta che trasferire due belle brioches alla crema dai nostri zaini alla nostre pance brontolanti.

 

 

Splendido Toggia, a destra nella foto il canalino da risalire

 

Sporchi di zucchero a velo riprendiamo la marcia per inerpicarci in direzione di una bocchetta situata circa 120 m sopra il lago Toggia.

La traccia è inesistente e con tutto il nostro orientamento e senso della montagna decidiamo di risalire la costa fino ad un canalino di neve che ci condurrà al pianoro dei laghi del Boden.

Già prima di lanciarci nell’impresa capiamo che le pendenze sono tali che le ciaspole risultano inutilizzabili, uno sguardo di intesa ci fa fermare per toglierle, quindi calziamo i nostri ramponi nuovi e sentendoci molto molto fighi saliamo nel canalino.

 

 

Claudio “ramponato” alla volta del canalino verso il pianoro del Boden

 

Dopo i primi passi un po’ goffi ci sentiamo subito a nostro agio con i ramponi e la salita risulta persino più facile del previsto.

 

 

Vittorio “ramponato” si inerpica verso i laghetti

 

Alla sommità l’altipiano del Boden ci appare dinnanzi in tutta la sua vastità, quindi tra dossi di neve e sculture del vento lo attraversiamo in direzione della evidente bocchetta di Valmaggia, quindi notiamo i piccoli laghetti del Boden ancora riposanti sotto uno spesso strato di ghiaccio e neve.

La maestosità del paesaggio, il panorama, il cielo sgombro dalle nubi e la gioia di avercela fatta ci fa optare per la pausa pranzo…

 

 

 

L’incantevole sede dei laghetti del Boden, la Kastelhorn fa paura!

 

Distesa imponente di vette sopra di noi e davanti a noi, Kastelhorn, Giove, Clogstafel, punta d’Arbola, Corni di Nefelgiu, corno Brunni, punta Valrossa e via dicendo.

Dopo un abbondante, neanche a dirlo, pranzo, ci togliamo i ramponi, che comunque hanno superato alla grande la prova, e rimettiamo le ciaspole.

Puntiamo dritti verso la Rupe del Gesso, dalla quale godiamo di un’ampia visuale di tutto il pianoro e dei laghetti del Boden, mentre il lago Toggia si stende in tutta la sua lunghezza sotto di noi.

Proseguiamo verso Nord assecondando le pieghe della montagna in un facile e lungo traverso fino alla zona di passo S.Giacomo, quindi ci portiamo all’estremità del lago Toggia opposta alla diga e lo costeggiamo sulla sponda Ovest.

Il colpo d’occhio sulle nostre tracce è surreale, dalla sponda opposta risalgono il pendio fino al pianoro soprastante, sono forse un po’il simbolo di quella che dovrebbe essere l’interazione tra l’uomo e la natura. Una convivenza che regala tante emozioni e soddisfazioni, all’uomo che non la rovina e deturpa per farla propria, bensì si limita alla sua silenziosa contemplazione, pur lasciando qualche lieve traccia che il vento cancellerà.

Il versante piuttosto pendente ci costringe a prendere qualche metro di quota fino alla linea dei tralicci, quindi un traverso un po’impegnativo mi costringe a togliere nuovamente le ciaspole, e in breve… eccoci alla diga!

 

 

La diga del lago Toggia, o del ghiaccio Toggia in questo caso…

 

La neve è davvero tanta, circa 150 cm e indovinate un po… ultimo spuntino!

Dopodichè giù al rifugio Maria Luisa e poi verso Riale; il sole della lunga giornata ha appesantito la neve ma questo consente alle ciaspole di scivolare a kamikaze per pendii dalle pendenze improponibili, e così tra qualche scivolone e tante, tante risate, arriviamo a Riale dove ce ne andiamo dritti dritti a bere un bel te caldo…

 

Escursionisti intrepidi e ustionati: Vittorio & Claudio

 

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