Bocchetta della Scarpia (2248 m) con le ciaspole

27/01/2008

Luogo di partenza: Alpe Devero

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1234m complessivi di cui 617m in salita. (Alpe Devero 1631m – alpe Sangiatto 2010m, bocchetta della Scarpia 2234m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione bellissima e di facile percorrenza e la traccia è piuttosto evidente anche nel periodo invernale. Nel periodo estivo i laghi di Sangiatto sono decisamente più suggestivi, tuttavia il paesaggio innevato ha un che di mistico e suggestivo. Per effettuare la gita in inverno è bene avere un po’ di senso della montagna e un abbigliamento adeguato, oltre a scarponi impermeabili e ciaspole.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla superstrada SS33 in direzione Domodossola, si esce a Crodo e si seguono le indicazioni per il parco naturale dell’alpe Devero. Giunti a Devero si può lasciare l’auto nel nuovo parcheggio in cima all’alpeggio. E’ bene essere muniti di catene a bordo o di gomme antineve.

 

L’escursione: Giungiamo a Devero in una splendida mattinata invernale, appena passato il ponte sul torrente Devero imbocchiamo il sentiero a destra che ci fa riattraversare il Devero su di un ponticello. Seguiamo le indicazioni per Crampiolo. Nel periodo invernale è consigliato seguire l’altro itinerario parallelo per Crampiolo, ovvero quello che parte dal rifugio CAI di Sesto Calende posto in fondo alla piana; tuttavia la neve non è tanta ed anche l’itinerario estivo è ben segnalato e non pericoloso, per cui optiamo per quest’ultimo, che oltre ad essere più bello e meno praticato è anche un po’ più breve.

Iniziamo a salire comodamente in un bellissimo bosco di larici il cui odore evoca sensazioni meravigliose.

Il sentiero è più che comodo e abbiamo il tempo per ammirare il bellissimo panorama, dominato dal gigante Cistella che ci osserva sulla nostra destra. Ci accompagnerà per gran parte dell’escursione così come il Cervandone e la magica punta della Rossa.

In breve raggiungiamo l’alpe Corte d’Ardui, punto in cui voltiamo a destra per iniziare a salire in modo deciso.

La neve è morbida al punto giusta e i ramponi delle ciaspole vi affondano silenziosamente ad onorare la visuale davvero incantevole.

 

 

Splendido scorcio dell’alpe Corte d’Ardui dominato dall’imponente Cervandone

 

Dopo poco tempo raggiungiamo il primo dei tre laghi di Sangiatto, immobile e congelato nella sua graziosa conca, protetto da una cornice di sempreverdi.

Continuiamo a salire sull’evidente traccia di sci-alpinisti e ciaspolatori, comunque nel caso in cui mancassero l’ascesa non è complicata e avviene in direzione Est-SudEst. Approdiamo quindi alla conca del secondo splendido lago di Sangiatto mentre il sole picchia sulla neve ghiacciata regalandoci un gioco di riflessi che le nostre macchine fotografiche non possono intrappolare.

 

 

Il secondo lago di Sangiatto

 

Il monte Sangiatto lo sovrasta (a sinistra nella foto), notiamo che il vento ha spazzato tutta la neve dalla vetta. Intanto comincia a raggiungerci qualche violenta raffica di vento. Sarà più dura del previsto raggiungere la bocchetta della Scarpia.

Appena sopra il laghetto vi è l’alpe Sangiatto, splendido e ventilato. Osserviamo il Monte Cobernas, meta della giornata e dalle evidente raffiche di vento, che spazzano la cresta della vetta sollevandone la poca neve rimasta, capiamo che dobbiamo, a malincuore, rinunciare alla conquista della vetta.

Vittorio è la seconda volta che prova la salita al Cobernas in invernale ma il vento lo perseguita. Quindi, semmai decideste di tentare l’ascesa, assicuratevi che Vittorio sia altrove…

Continuiamo la salita piegando verso Sud in direzione della evidente bocchetta della Scarpia fino a pervenire al terzo dei tre laghetti. A questo punto voltiamo a sinistra per cominciare a salire il pendio verso la bocchetta. Il vento comincia a rendere faticosa l’ascesa e la tormenta comincia a far sentire la sua potenza.

 

 

Salita verso la bocchetta, Vittorio (a destra in arancione) tenta di tracciare una nuova via…

 

Il vento urla più che mai quando raggiungiamo la bocchetta. Impossibile tentare l’ascesa al Cobernas o al Sangiatto. Impossibile sostare per la pausa pranzo! Almeno cerchiamo di godere il panorama che si apre sulle montagne di Agaro fino all’alpe Pojala.

Saliamo verso la vetta del Sangiatto non con l’intento di giungere in vetta bensì per portarci appena sotto la cresta: splendido punto panoramico.

Con indicibili fatiche percorriamo gli ultimi metri puntando le bacchette per stare in piedi mentre le nostre facce vengono letteralmente sferzate da una bufera più unica che rara…

Il disagio però viene subito ricompensato dalla vista. Ci affacciamo cautamente sul precipizio (sdraiati per terra nella neve) per ammirare il lago d’Agaro 600m a picco sotto di noi!

 

 

Il lago d’Agaro, sotto il ghiaccio l’acqua, sotto l’acqua un paese sepolto dal progresso

 

Splendido il Cistella, imponente e austero, bellissima la corona Troggi sotto di noi, mentre il lontananza scorgiamo i 4000.

 

 

La corona Troggi dominata dal Cistella. Il vento ha fatto piazza pulita della neve

 

Ridiscendiamo subito verso la bocchetta, stavolta contro vento. Ci copriamo la faccia alla meno peggio e sfidiamo la tempesta.

 

 

Giada in evidente difficoltà in mezzo alla violenta bufera

 

All’alpe Sangiatto possiamo finalmente sostare al riparo dal vento. Dopo una sosta riprendiamo la discesa.

Nei pressi dell’alpe Corte d’Ardui deviamo a destra per operare una variante del percorso di andata. Tagliamo nel bosco in direzione Nord raggiungendo in breve il piccolo paese di Crampiolo.

Località piuttosto commerciale nel periodo estivo si riprende tutto il suo fascino nella stagione invernale. I tetti sono abbondantemente coperti di neve e tutto è soffice.

Da Crampiolo seguiamo la larghissima traccia lasciata dal gatto delle nevi e torniamo a Devero.

 

 

Lo sguardo corre al Rothorn

 

Escursionisti intrepidi: Vittorio e Giada

 

                                                                             Alpe Devero