Blinnenhorn (3374m)

25-26/06/2011

Luogo di partenza: Lago di Morasco (Alta Val Formazza)

 

Difficoltà escursione: F+

 

Dislivello: 3900 m complessivi di cui 1950m in salita considerando tutti i numerosi saliscendi (dato GPS), - Lago di Morasco 1838m – Diga dei Sabbioni 2480m – Rifugio 3A 2930m –Passo dei Camosci 3148m – Gran sella del Gries 3112m – Blinnenhorn 3374m – Rifugio Claudio e Bruno 2713m – Diga dei Sabbioni 2480m – Rifugio Città di Busto 2506m – Alpe Bettelmatt 2112m – Lago di Morasco 1838m

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 - 4 h di salita fino al rifugio 3A. Da qui 2 – 2,5 h per il Blinnenhorn. Il rientro proposto impegna 4-6 h.

 

Raccomandazioni: La salita al Blinnenhorn dal rifugio Claudio e Bruno non presenta nessuna difficoltà ed è di livello escursionistico (EE), mentre la via di salita “diretta” dal ghiacciaio dei Camosci varia molto in funzione delle condizioni del passo dei Camosci.

In particolare la salita è relativamente facile se si trova neve stabile fino al passo, in caso contrario le difficoltà aumentano al regredire della quota della neve.

L’attraversamento del ghiacciaio del Gries richiede attrezzatura alpinistica.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la statale SS33 del Sempione uscendo a Crodo. Superato Crodo si giunge quindi a Baceno a da qui si seguono le indicazioni per la Val Formazza. Si lascia la macchina vicino alla centrale dell’ENEL in fondo al lago di Morasco.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome"               rifugio 3A             .Blinnenhorn

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione:

Ore 7.40, Passo dei Camosci.

Finalmente vedo il Blinnenhorn ergersi in fondo al ghiacciaio, bello e bianco; tetto della Val Formazza e nostra meta odierna.

Vedo il ghiacciaio scivolare morbido nella Gran Sella del Gries e risalire dolce verso le pendici del Blinnenhorn. Recupero Giada con la corda che mi raggiunge soddisfatta e ci scappa un grido di soddisfazione. Ci abbracciamo e insieme stiamo fermi, guardando alle nostre spalle in ripidissimo pendio che abbiamo risalito. Ora la via al Corno Cieco é spianata e priva di difficoltà: abbiamo salito la diretta dal ghiacciaio dei Camosci.

Penso che questo momento rimarrà a lungo nei nostri cuori e nei nostri occhi, scolpito in quella che é la nostra modestissima storia alpinistica.

In cielo non c'é una nuvola ed é caldo. Ora non ci resta che salire e la salita ce la godremo tutta, con calma, facendo foto e guardando le meraviglie che ci circondano.

 

La nostra gita comincia da Morasco. Verso mezzogiorno abbiamo cominciato a salire verso il lago dei Sabbioni scegliendo di percorrere il sentiero diretto passando di fianco al canalone, sotto un cielo non proprio impeccabile e schiacciati dal peso degli zaini.

In breve tempo, di passo calmo, raggiungiamo la diga dopo aver risalito alcuni ripidi strappi e dinanzi a noi si para lo spettacolo del lago e dell'Arbola con i suoi ghiacci.

 

 

Diga dei Sabbioni

 

L'Arbola ha sempre un suo fascino particolare e malgrado oggi sia incappucciata di nuvole resta sempre bella; difficile lesinare gli scatti con un panorama come questo! Scendiamo alla diga e attraversatala cominciamo a costeggiare il lago, sul sentiero che si alza dolcemente.

Dall'alto il rifugio 3A ci osserva, ancora parecchio sopra le nostre teste e poco prima del Claudio e Bruno teniamo la destra ad un bivio segnalato per cominciare a salire, stavolta, ripidamente, verso il rifugio 3A.

Qualche strappo un po' faticoso e siamo su alla balconata a guardare lo spettacolo del lago sotto di noi.

Peccato il cielo che comincia a mandare acqua, peccato le nuvole che coprono i monti... peccato non godere a pieno di cotanta bellezza.

Dopo la cena e qualche chiacchiera con i rifugisti (volontari dell'associazione Operazione Mato Grosso) che ci avvertono sulle condizioni non ottimali del passo dei Camosci, andiamo a nanna con tanti dubbi e speranze sulle condizioni meteo del giorno successivo.

 

 

L’alba dal rifugio

La sveglia suona e la prima cosa che faccio é mettere il naso fuori dalla finestra; il passo dei Camosci é lì, bello come il sole che lo illumina in un cielo senza nuvole, ad attenderci. Dopo la colazione e i preparativi cominciamo a salire verso il Cristo Redentore e traversiamo verso la stazione più alta dello skilift.

Tirata fuori la corda formiamo la cordata e indossiamo i ramponi: l'avventura comincia.

Un bel traverso sulla testa del ghiacciaio ci porta sotto il passo che ci aspetta circa 100 m sopra di noi.

Sfruttiamo con picca e ramponi una lingua residua di neve finché possibile, poi sfasciumi instabili e friabili di scisti sui quali i ramponi sono comunque utili. La prudenza non è mai troppa e così procediamo legati con tiri di corda molto molto corti che ci faranno perdere un bel po’ di tempo ma tanto di tempo ce n’è a volontà…

 

 

Giada impegnata nel canalino

 

Dopo i primi metri un po’ difficoltosi il pendio spiana leggermente e appare quasi una traccia negli sfasciumi, così andiamo avanti in conserva fino all’ultima linguetta di neve residua che accoglie con piacere le nostre picche. Siamo usciti sul colle, appena sotto il Rothorn bello ed affilato e così ci apprestiamo a scendere nella bellissima Sella del Gries, tracciando la neve vergine fino a ricongiungerci con la traccia “normale” di salita al Blinnenhorn.

Un po’ di neve in cresta ci rende la vita meno facile del previsto e decidiamo di non sciogliere la cordata. Prudenza eccessiva? Forse si, ma meglio esagerare e prendere confidenza con la corda e gli strumenti alpinistici.

Pochi minuti e siamo in vetta dove ci accoglie un 360° sublime. Dal Rosa al Finsteraarhorn è spettacolo puro! Che meraviglia! Poco spesso ci siamo ritrovati sotto un cielo così terso e perfetto come questa volta!

 

 

Foto di vetta per Giada e Vittorio

 

Un po’ di vento ci convince a scendere, stavolta verso il Claudio e Bruno sul facile sentiero ingombrato da qualche nevaietto residuo sul quale ci divertiamo pure a sciare.

Rientriamo quindi al lago dei Sabbioni e data l’ora prestifera ci concediamo una deviazione verso il rifugio Città di Busto e quindi la discesa al Bettelmatt.

La meraviglia di questi luoghi, molto frequentati da escursionisti della domenica prendisole è notevole e ci fa davvero piacere vedere tanta gente che ama la montagna, seppure in modo diverso dal nostro, ma che apprezza la natura e i bei posti come Bettelmatt.

Il ripido sentiero ci porta a Morasco e quindi alla macchina, felici e stanchi, verso una bella birra fresca e meritata dopo una giornata sotto il sole cocente.

 

Gli alpinisti Vittorio e Giada

                     

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