Blashorn (2816m)

 

07/04/2013

Luogo di partenza: Ulrichen

 

Difficoltà escursione: BS

 

Dislivello: 1454m di salita, (Ulrichen 1360m Niwitte 1872m – Randstafel 2018m – Colle Blashorn 2630m – Blashorn cima Est 2816m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4 h di salita

 

Raccomandazioni: Gita lunghetta (15Km a/r) ma abbastanza facile fino al primo colletto quotato 2630. Da qui la parte finale della gita è piuttosto complessa e molto dipende dalle condizioni del traverso che immette ai piedi del secondo colletto. Il pendio è abbastanza ripido e anche gli ultimi metri prima di mettere gli sci in spalla richiedono attenzione e un po’ di destrezza, io ho dovuto sfilare a monte per fare le inversioni.

Il canalino per il secondo colletto l’ho salito a piedi.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Blashorn

 

Album fotografico:

 

 

 

 

L’escursione:

Pochi passi con gli in spalla, nella neve molle nella quale gli scarponi affondano dando sicurezza ai nostri passi pur essendo in un canalino breve ma molto ripido. Davanti a noi, all'uscita dal canalino, si profila la cresta del Blashorn, alla nostra sinistra.

Enzo non ci pensa due volte e si dirige a piedi verso destra, verso quella che sembra la cima più alta. Non c'è tempo per ripensarci e chiedersi quale sia la vera vetta del Blashorn, ma solo quello per osservare l'altimetro salire, raggiungere e superare la quota del Blashorn, fino alla quota 2816m, una quarantina di metri superiore alla cima nominale del Blashorn.

Il Galminhorn svetta davanti a noi, dall'altra parte la cresta corniciata del Blashorn ci dice che forse non abbiamo fatto poi tanto male a dirigerci dall'altra parte.

Giusto il tempo di stringerci le mani in vetta e giù a spellare, vista l'ora tarda e la nebbia che sale da Sud comprendo a tratti la cresta salita.


Che la giornata non fosse delle più fortunate lo avevamo capito da subito, quando dopo un metro dalla macchina il bastoncino di Luca si rompe senza rimedio, ma lui decide di salire comunque con un bastoncino normale e l'altro in formato nano.

Poi sbagliamo strada e ci ritroviamo a funamboleggiare arrampicando un muretto in cemento, per riguadagnare la strada giusta senza tornare indietro. Pazienza, cose che capitano... solo che quando capitano all'inizio di una gita di quasi 1500m di dislivello, dopo che si è partiti alle 9 della mattina, le speranze di giungere in vetta per tempo si riducono drasticamente!

 

 

Scene di salita

 

Dopo il ravanaggio funambolico, troviamo la traccia di salita giusta e le cose iniziano a girare per il meglio. C'è un bel sole, la temperatura è ottimale per tutti meno che per me che ho un caldo pauroso e non c'è vento.
Salendo ci pregustiamo il firn della discesa, passando attraverso dei begli alpeggi fino a raggiungere il limitare del bosco a Niwitte, dove notiamo la grande antenna citata in tutte le relazioni.
Ci appare il Blashorn, imponente e maestoso, dominante sul panorama, mentre verso Nord il Dammastock si palesa in tutta la sua bellezza.

Con percorso libero, praticamente ognuno per i fatti suoi, saliamo a mezza costa per immetterci in un lungo traverso pianeggiante e quindi sotto il Blashorn, che continua ad apparirci in tutta la sua mole.

 

 

Pendii immacolati


Qualche ripido zig-zag, molto sviluppo e siamo alla bocchetta dove generalmente finisce la gita.
Enzo e Marco, velocissimi, stanno già affrontando il ripido traverso sotto la cima quando sbuco sul colle. La cosa mi crea un po' di apprensione ma la traccia mi sembra buona. Neanche il tempo di dirlo e vedo che stanno tribolando per far tenere le pelli, ed ecco che dopo qualche metro comincio a tribolare anche io. Decido di togliere gli sci, e con grande fatica, sfondando abbondantemente nella neve molle, finisco il traverso.
Marco mi chiede se sono capace a fare gli sfilati ed ecco che realizzo che quei tre o quattro voltamaria da fare per raggiungere la base di un canalino non saranno tra i più facili.

Mi concedo tutto il tempo che mi serve per fare le inversioni, verificando la stabilità degli sci e concentrandomi al massimo, anche perché una caduta qui significherebbe spaccarmi qualcosa.
Raggiunta la base del canalino rimetto gli sci sullo zaino e salgo, insieme a Enzo e Marco, scalettando nella neve morbida.

 

 

Enzo sulla cresta

 

Poi dalla cresta alla cima pochi metri e il gioco è fatto! Quale cima? Boh, perché il Blashorn era a destra e noi siamo andati a sinistra, facendo anche 40m di dislivello in più, come se 1400 non fossero sufficienti!

Ecco che arriva il temuto momento, scendere il canalino! Per prudenza rimetto gli sci sullo zaino e con infinita cautela scendo di spalle, fino a raggiungere un posto comodo dove calzare gli sci.
Prime curve sul ripido, siamo attorno ai 35°, due curve e molto derapage prima di raggiungere con un lungo traverso la bocchetta, dove Luca e Francesca si sono fermati e sono ad attenderci.
Anche Marco opta per un pezzo sci in spalla, solo Enzo decide di lanciarsi con gli sci e se la cava molto bene! A saper sciare... ma ora ad attenderci ci saranno pendii polverosi e poi un bel firn, anche un pelino troppo duretto, a voler fare i perfezionisti.

Un'altra discesa molto bella, su neve facile e pendii non ripidi, dove riesco anche a condurre qualche curva e divertirmi, fino alla macchina, dove ci attende un lungo viaggio di rientro, spezzato da una merenda dal solito Arnold, luogo di culto per gli scialpinisti.


Scialpinisti: Vittorio, Marco, Enzo, Luca e Francesca

 

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