Bettelmatt Runner – il sogno di un corridore mediocre

19/07/2009

Luogo di partenza: Riale

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 2154m complessivi di cui 1077m in salita (Riale 1740m – Lago di Morasco 1815m – rif. Mores 2516m – alpe del Sabbione 2316m – rif. Città di Busto 2482m – alpe Bettelmatt 2112 m – lago di Morasco 1815m – alpe Furculti 1950m – Riale 1740m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 5-6 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Gita che si sviluppa nel grandioso ambiente dell’alta val Formazza, non è particolarmente faticosa e permette di realizzare un bel giro ad anello con partenza e arrivo a Riale. Nel periodo invernale il tracciato deve essere in buone condizioni nivologiche ed esente da pericolo valanghe.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la statale SS33 del Sempione uscendo a Crodo. Superato Crodo si giunge quindi a Baceno a da qui si seguono le indicazioni per la Val Formazza. Superata la cascata del Toce si giunge a Riale, dove si parcheggia l’auto.

 

L’escursione: L'estate scorsa sono venuto a conoscenza di questa bella manifestazione ma la mia scarsa preparazione e qualche infortunio di troppo non mi avevano consentito di prendervi parte. Sarebbe bastato l'amore che provo per quei luoghi dove gli atleti sarebbero sfilati e per la val Formazza in generale a farmi scegliere la Bettelmatt Skyrace come la prima corsa del cielo a cui partecipare.

Il sogno è rimasto lì, per un anno, a sedimentare assopito dentro un cassetto.

Un paio di mesi fa è riemerso, insieme alla accattivante locandina dell'edizione 2009. I nomi sono cambiati: la Sky-marathon è diventata Skyrace e la Skyrace è stata chiamata Bettelmatt runner ma, a parte questo, i percorsi erano gli stessi.

Ho cominciato a prepararmi tenendo sempre in sospeso la decisione di iscrivermi, che ho preso finalmente qualche giorno prima della gara.

 

La mattina della gara mi ritrovo in macchina a guidare mezzo stordito dopo la levataccia necessaria per arrivare a Riale con l'anticipo che mi serve ad entrare nel clima giusto e appena sono in vista degli amati monti dell'alta val Formazza inizio a sospettare qualche intoppo: troppa neve ha imbiancato le vette.

A Riale mi avvertono che il percorso di gara è stato modificato proprio a causa dell'abbondante innevamento: la gara lunga è stata ridotta da 32 Km a 28 Km, e la Bettelmatt Runner da 20 a 18. Sembrerebbe meno faticosa ma il nuovo percorso è molto più faticoso in quanto si sale al rifugio Claudio Mores, poi dopo un tratto in discesa si risale al rifugio città di Busto, si scende all'alpe Bettelmatt e a Morasco per risalire all'alpe Furculti e discendere infine, a Riale. Stesso percorso per la Skyrace con la variante di non poter alzare le braccia al cielo a Riale; si deve infatti risalire il versante opposto fino all'alpe Ghigel, passare per il lago Castel e da lì, finalmente, scendere a Riale.

I primi a partire sono gli atleti del giro lungo, quello da 32 Km e dopo circa un quarto d'ora tocca a noi; noi della Bettelmatt Runner.

Mi innervosisco per il cambiamento inatteso che sballa completamente i miei piani di gara e alla partenza decido di stare in fondo al gruppo per non rischiare una salita troppo rabbiosa fino alla diga dei Sabbioni.

Allo sparo i concorrenti prendono il via. Non siamo molti, come spesso accade nelle corse in montagna ma formiamo comunque un bel gruppetto multicolore che le persone dislocate lungo il percorso non mancano di incitare.

La prima salita ci porta alla diga di Morasco con il lago che, bellissimo, riflette i colori di un cielo che tarda a diventare sereno, lo costeggiamo tutto fino ad iniziare la salita verso il lago dei Sabbioni, superando circa 700 m di dislivello.

Sto bene, mi sento carico e allora comincio a risalire il gruppo anche se con qualche difficoltà a causa della strettezza del sentiero. Il passaggio alla diga mi trova in gran forma e così provo ad allungare rimontando posizioni, prima di bloccarmi nella discesa nel vallone, dove il sentiero diviene sporco e abbondantemente innevato. Tento di restare in piedi aggrappandomi ai ciuffi d'erba bagnata che spuntano dalla neve ma perdo comunque posizioni a al rifugio Città di Busto sono un po' demoralizzato.

Da quì inizia la mia gara.

La neve sul sentiero diminuisce fino a scomparire e così metto le ali e mi lancio nella folle discesa verso Bettelmatt rimontando posizioni su posizioni; un corto tratto in falsopiano e poi giù a testa bassa verso Morasco, dove costeggiamo il lago per imboccare lo stretto sentiero verso l'alpe Furculti.

Quì raggiungo Jessica, indomita e simpatica valdostana che, a vicende alterne, è stata davanti o dietro di me durante tutta la gara, compagna d'avventura sconosciuta che mi ha accompagnato per quasi 20 Km di saliscendi sui monti.

Saliamo insieme al Furculti e decidiamo di allearci nel tratto finale della gara, cosicché in discesa verso Riale rimontiamo ancora posizioni su posizioni fino ad approdare nella piana.

Ormai mancano gli ultimi metri; io patisco la corsa in pianura e inizio ad essere stanco, lei ha una fitta all'addome che la costringe a guardare in avanti pensando ad altro.

Poco prima del traguardo ci presentiamo, ci diamo la mano e la alziamo insieme passando sotto lo striscione di arrivo: miracoli dello sport. Momenti di indicibile purezza che possono accadere solo in queste circostanze.

Lei ha più diritto di me di esultare in quanto è stata la seconda donna a tagliare quel traguardo ma io, corridore mediocre che ha realizzato un tempo mediocre ma che ha coronato un sogno, sono felice come poche volte lo sono stato.

All’arrivo abbraccio Giada, la mia compagna e insieme respiriamo l’aria del traguardo.

Intanto cominciano ad arrivare gli atleti del giro lungo, in un clima di festa e di amicizia che mi fa quasi commuovere. Anche Giada è contenta e nei suoi occhi leggo un po’ di rammarico per non aver partecipato.

Forse anche per lei il sogno resterà lì, in qualche cassetto sperso della mente a dormicchiare per un anno. Forse si risveglierà l’anno prossimo quando cominceranno ad apparire i volantini e allora u altro corridore potrà vivere la sua prima esperienza ad una Skyrace diventando così un corridore del cielo.

 

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