Bettelmatt Runner

17/07/2011

Luogo di partenza: Riale

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1994m complessivi di cui 997m in salita (Riale 1740m – Lago di Morasco 1815m – piana Bettelmatt 2112 – Passo del Gries 2473m – Passo del Corno 2485m – Capanna Corno Gries 2338m – Passo S.Giacomo 2313m – rifugio Maria Luisa 2154m Riale 1740m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Gita che si sviluppa nel grandioso ambiente dell’alta val Formazza, non è particolarmente faticosa e permette di realizzare un bel giro ad anello con partenza e arrivo a Riale. Con buone capacità potrebbe anche essere ciclabile.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la statale SS33 del Sempione uscendo a Crodo. Superato Crodo si giunge quindi a Baceno a da qui si seguono le indicazioni per la Val Formazza. Superata la cascata del Toce si giunge a Riale, dove si parcheggia l’auto.

 

L’escursione:

Quest’anno, dopo una Maratona della Valle Intrasca bagnatissima e qualche corsetta rigorosamente sotto l’acqua arriva anche la Bettelmatt Runner e con essa, immancabile, il brutto tempo.

“Meglio la pioggia che il caldo” penso ma la mia convinzione vacilla fortemente quando dopo aver posteggiato a Riale scendo dalla macchina e vengo colpito da un’arietta frizzantina tutt’altro che piacevole. Uno sguardo alle cime e al panorama tante volte ammirato che quest’oggi resta tra le nuvole mi fa capire, senza tanti dubbi, che la gara di oggi sarà tutt’altro che semplice e che non correrò immerso in panorami stupendi con gli occhi che ballano tra leghi, dighe e pascoli bensì con l’occhio vigile sul sentiero per capire se é scivoloso, attento a non farmi male soprattutto nella discesa e cosa che più conta, sferzato dal vento gelido che al Gries non manca mai.

Qualcuno potrebbe pensare che sono scemo a correre con un tempo come questo ma le sensazioni che il freddo e la pioggerellina sanno darmi sono uniche e sebbene ovviamente preferisca il sole, non mi dispiacciono. L’unica incognita resta il vento…

Alla partenza ci sono tutte le celebrità dello Skyrunning visto che quest’anno é stata inserita nel calendario del campionato mondiale. Poco prima del via arriva la decisione dell’organizzazione di ritoccare il percorso della “lunga”, accorciandola da 35Km a poco meno di 30 mentre via libera sulla corta da 20 (che poi si rivelerà essere da 22).

Partenza ritardata di una mezz’ora sperando in un cambio del meteo e via, si parte!

Si parte da Riale per salire sulla strada asfaltata, tagliandola a tratti su comodi prati verdi e scivolosi, mentre la pioggia non accenna a diminuire.

Alla diga di Morasco le nuvole non riescono a togliere lo spettacolo del lago, tante volte visto eppure sempre fascinoso, quindi continuiamo sull’ampia carrabile che costeggia il lago per inerpicarci su comodo sentiero verso la piana di Bettelmatt.

Un breve strappo eppure abbastanza intenso che mi fa capire che le gambotte stanno bene e che posso spingere un pochino. Recupero l’amico Enzo ed insieme attraversiamo la piana di Bettelmatt, su sentiero molto corribile fino all’attacco, stavolta deciso e lunghetto, della salita vera e propria, quella che conduce al passo del Gries.

Il vento comincia a soffiare forticcio e a rompere le uove nel paniere oltre che impedirmi di respirare bene e a tratti é davvero dura andare avanti tra le raffiche che quasi mi spostano, aiutate dal k-way oggi nel ruolo di vela…

Qualche tornante, e sono su al passo Gries, dove butto un’occhio al lago alla mia sinistra e mi rifocillo con un bicchiere di te caldo, prima di lanciarmi a tutta birra verso il passo del Corno.

La bellezza del paesaggio é in parte rovinata dal brutto tempo e dal freddo che quassù é quasi polare (a tratti la pioggia pareva girare in neve) ma che ci volete fare? A me questi posti piacciono un sacco e tante volte ho sognato di correrci tra queste morene, laghi e dossi che mi portano verso la Capanna Corno, che mi appare lontana, nella nebbia, come una costruzione abbastanza bruttina, immersa in uno scenario che col sole deve essere da favola.

Dopo la Capanna Corno mi aspettavo un pezzo facile e pianeggiante fino al Passo S.Giacomo e invece continuo a trovare un sentiero nervoso e frizzante che mi obbliga alla cautela oltre che aumentare le mie fatiche ma chi mi conosce come podista lo sa: I cambi di ritmo, decisi e frequenti, mi esaltano e mi esalta anche il freddo. Quindi via verso il passo S.Giacomo che si rivelerà uno strappetto tutt’altro che trascurabile, alla fine del quale trovo il secondo ed ultimo ristoro della gara.

Dal passo S.Giacomo si gira la montagna e appare il lago Toggia, sonnolento nelle nuvole che a tratti ne lasciano vedere la superficie mentre corro sulla carrabile in leggera discesa verso la diga.

Che bello sarebbe averci le gambe leggere arrivati a questo punto! Potrei spingere bene sulla facile e scorrevole strada ma riesco solo a pensarlo perché le zampe non si allungano e si rifiutano di accelerare, così mi assesto su un ritmo degno ma non brillante, deciso a limitare i danni in attesa della ripida e tecnica e viscida discesa verso Riale.

Ad alllungare il passo e le gambe ci pensa Enzo che da buon maratoneta si esalta sulla scorrevolezza e rimonte posizioni su posizioni fino a che me lo vedo sfilare davanti salutandomi e incoraggiandomi.

Arrivo al Maria Luisa e in terra italiana si nota subito l’accoglienza più calorosa dell’organizzazione. Gente che se ne sta impalata per ore sotto l’acqua, al freddo e al vento e che ti chiede anche come va, oltre a indicarti la strada nella nebbia.

E’ grazie a queste persone che la gara si é potuta fare e io stamattina, come tanti altri, posso correre.

Ancora un po’ di sofferenza fino all’attacco della discesa, che svolgo egregiamente anche se non sono più il falco pellegrino di qualche anno fa che su questo viscidume sarebbe volato. In ogni caso un paio di posizioni le guadagno e in men che non si dica arrivo nei prati di Riale e all’arrivo.

Braccia al cielo anche se non ho vinto niente.

Sorrido per salutare mia moglie Giada che é lì per me e guarda un po’… mi toccca la volata con uno sconosciuto runner!

Non importa chi vince, importa che subito il traguardo ci diamo il 5 e ci stringiamo la mano per questo ultimo gesto atletico un po’ giocoso e allegro.

 

Una gran gara su un gran percorso.

Una grande emozione, essere corridori del cielo anche solo per poche ore!!!

 

 

Vittorio, pettorale 266, all'arrivo

 

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