Mont Arp-Vieille (2963m)

 

12/01/2013

 

Luogo di partenza: Bonne (Valgrisenche)

 

Difficoltà escursione: MS

 

Dislivello: 1153m di salita, (Bonne 1810m – Meillares 2161m- Mont Arp-Vieille 2963m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 h di salita

 

Raccomandazioni: Gita data come MS ma forse un po’ sottostimata, probabilmente dipende molto dalle condizioni della neve. Noi abbiamo trovato neve fresca e pendii abbastanza carichi, che ci hanno costretto a qualche variazione sulla traccia classica di salita.

Per la discesa, in condizioni di neve assestata, si può optare per una variante un po’ più ripida della via di salita.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Arp-Vieille

 

Album fotografico:

 

 

 

 

 

L’escursione:

Dove possono andare tre ometti senza le mogli? A fare baldoria da qualche parte? Macché! A fare una bella gita scialpinistica in Val d'Aosta piuttosto!
Così i tre ometti si mettono in macchina, meta la Valgrisenche, per salire una bella cimetta che in verità non è molto impegnativa ma che rappresenta una classica dello scialpinismo: il Mont Arp-Vieille.
Quest'oggi la mini comitiva è formata da tre runner: io, Marco e Davide, per cui le pause non saranno lunghe e il ritmo abbastanza alto. Quando arriviamo al parcheggio di Bonne ci rendiamo conto che non c'è molta gente in giro, sarà perché è sabato o perché il bollettino valanghe annuncia rischio marcato ma sta di fatto che solo un gruppo ci precede e per fortuna, insieme all'onore di essere i primi a salire quest'oggi questa bella montagna, assume l'onere di battere la traccia nella neve fresca caduta fino a ieri sera.

 

 

Alpeggi baciati dal sole

 

Da Bonne seguiamo un pezzetto di stradina, poi nei pressi di un alpeggio, quando ci bacia il sole, deviamo verso destra entrando in un ampio vallone dai grandi spazi.
Il luogo è un incanto, l'occhio spazia da una cima all'altra e ogni tanto si posa sulla lontana cima dell'Arp-Vieille, che ci osserva da lontano. Proseguiamo su pendenze blande, su neve che tiene ottimamente, fino a che la traccia si impenna decisamente verso sinistra, per rimontare un dosso e risalire un ampio canale che conduce all'inizio della cresta, nei pressi della capanna Ricci, un vecchio rudere militare che si affaccia sul vallone di San Grato.
Il gruppo che ci precede opta per un'altra via di salita, più diretta in un canale piuttosto ripido che noi, valutato il pericolo marcato e i pendii carichi, oltre che le mie scarsine capacità tecniche, decidiamo di lasciare tutto per loro.
 

 

La traccia di salita

 

Ma ahimé, l'onere di battere la traccia passa a noi ed in particolare a me che sono davanti. Per me è quasi un momento magico, mi ritrovo all'inizio dell'ampia cresta che punta la vetta, immacolata e bianca davanti a me. Gli sci sfondano un pochetto ma la magia del momento ripaga ampiamente la fatica.
Chi mi conosce sa che adoro la sensazione di camminare in cresta e il tracciarne una, con gli ai piedi, mi regala grandi emozioni.
Cerco di restare in più possibile sulla dorsale ma la sua pendenza mi obbliga a fare numerosi inversioni, per evitare di portarmi troppo a destra, dove il pendio si fa più ripido.
Esco dalla cresta, flagellato a tratti da qualche raffica di vento mai fastidiosa e sono sull'anticima.
Qui si ricongiunge la traccia con quella del canale e un traversino con delle roccette scoperte mi fa tribolare un poco, poi, qualche minuto dopo, io e Marco siamo in vetta e stringerci la mano, mentre cessa anche il vento.

 

 

Panorama dalla vetta

 

Davide, che ha deciso di percorrere a piedi l'ultimissimo tratto, arriva in cima conquistando l'Arp Vieille per l'ennesima volta.
Per me, che è la prima, non posso fare a meno di non guardare la Testa del Rutor, maestosa di fronte a noi e il Cervino che si staglia all'orizzonte con il suo inconfondibile profilo.
Ci prepariamo per la discesa, che sarà da urlo nella prima parte! Farina allo stato puro, poi via via più ventata su crosticina non portante. Poi verso la fine migliora di nuovo. Nel complesso, per dirla con la stellette alla maniera di Gulliver, una media tra le cinque stelle della parte alta e la stella singola della crostaccia.
Poi merenda a Bonne, dove contenti e soddisfatti ci concediamo una birretta.
Giungere in vetta è sempre una soddisfazione ma quest'oggi, la più grande, non l'ho avuta in vetta bensì sulla dorsale, quando non vi erano tracce davanti ai miei sci e mi sono sentito libero, elegante nel movimento e... parte della montagna stessa, che, gentile, si lasciava salire.
A patto che le parlassi con dolcezza.



Scialpinisti: Vittorio, Marco e Davide

 

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