Punta d’Arbola (3235m)

 

11/07/2009 – 12/07/2009

 

Luogo di partenza: Diga di Morasco

 

Difficoltà escursione: Primo giorno: E ; Secondo giorno: PD

 

Dislivello: 3240m complessivi di cui 1620m in salita Lago di Morasco 1820m - diga del Sabbione 2466m - rifugio Claudio e Bruno 2716m - morena del ghiacciaio 2509m - punta d'Arbola 3235m - diga del Sabbione 2466m - Lago di Morasco 1820m

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 10 h circa

 

Raccomandazioni: La gita è classificata come alpinistica poco difficile; tuttavia gran parte della difficoltà è funzione delle condizioni del ghiacciaio. E' consigliabile non effettuare la salita in tarda estate in quanto i crepacci si aprono. Malgrado non vi siano tratti tecnicamente impegnativi è necessario possedere una adeguata preparazione e l'equipaggiamento adeguato: piccozza, ramponi, corda di sicurezza, cordino, imbrago e qualche moschettone.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la statale SS33 del Sempione uscendo a Crodo. Superato Crodo si giunge quindi a Baceno a da qui si seguono le indicazioni per la Val Formazza. Si lascia la macchina vicino alla centrale dell’ENEL nei pressi della diga di Morasco.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". punta d'Arbola

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Nel primo pomeriggio il gruppo (alquanto numeroso) è pronto per partire: destinazione il rifugio Claudio e Bruno. Anche se l’aria è un po’ freddina, il sole splende e l’emozione per la salita verso l’Arbola è tantissima.

iCi accingiamo a salire seguendo il sentiero nuovo che sale verso Bettelmatt per poi, con un bel traverso, si ricongiunge con il sentiero vecchio; inagibile a causa del pericolo di caduta massi.

Il caldo si fa sentire e anche un po’ la fatica per l’enorme zaino, ma per la via non si possono non ammirare le mille varietà di fiori e di colori…e anche dei marmottoni che non soffrono certo la fame!!! Il sentiero è sempre ben segnalato anche perché molto frequentato e alterna salite abbastanza ripide a tratti quasi pianeggianti.

Dopo circa due ore di cammino arriviamo comodamente al rifugio Claudio Mores e il freddo si fa sentire. Ci infagottiamo un po’ tutti e ammiriamo il sottostante lago del Sabbione. La cornice di questo lago è stupenda ma quello mi stupisce ogni volta è il suo colore: uno dei più bei colori che abbia mai visto.

 

 

Il lago del Sabbione

 

A causa del freddo e dell’ora tarda ci incamminiamo subito verso il rifugio Claudio e Bruno. Attraversiamo la diga e iniziamo a percorrere il sentiero che costeggia la costa del lago. Si inizia a salire di nuovo ma ormai non manca molto. E anche qui le marmotte ci regalano sorrisi…

45 minuti di cammino e finalmente arriviamo giusti giusti per l’ora di cena.

Fatte le camerate e sistemate le cose arrivano finalmente polenta, spezzatino e formaggio!!!E la compagnia è stupenda, il clima bellissimo e il tramonto non è certo da meno.

Prima della nanna non ho potuto fare a meno di scrivere sul mio diario perché giornate così belle e così speciali spero di non dimenticarle mai, nemmeno nei momenti più bui.

 

Dal rifugio:

 

GRAZIE MONTAGNA

per avermi dato lezioni di vita,

perché faticando ho appreso a gustare il riposo,

perché sudando ho imparato ad apprezzare

un sorso di acqua fresca,

perché, stanco, mi sono fermato

e ho potuto ammirare la bellezza di un fiore,

la libertá del volo degli uccelli,

respirare il profumo de la semplicitá,

perché solo immerso nel tuo silenzio,

mi sono visto allo specchio e spaventato ho ammesso

la mia necessitá di veritá e amore,

perché soffrendo ho gustato la gioia della vetta

percependo che le cose vere,

quelle che portano alla felicitá,

si ottengono solo con sforzo,

e chi non sa soffrire,

non potrá mai capire.

Battistino Bonali

 

Il secondo giorno comincia con una levataccia alle cinque (tra l’altro qualcuno è riuscito a cadere dal letto a castello e ancora oggi non riesco a smettere di ridere!), colazione un po’ in ritardo e si parte. La giornata è ottima: il cielo sembra dipinto  e il sole sta facendo capolino tra le nuvole qua e là,  che danno al paesaggiouna profondità particolare.

 

 

L’alba.

 

Si scende dal rifugio per andare a prendere il sentiero che ci condurrà in vetta. Purtroppo si devono perdere un buon 200m di quota. Il percorso è segnalato con degli ometti di pietra ma a causa di piccoli nevaietti residui è facile perderlo. Dopo un po’ raggiungiamo il ghiacciaio vero e proprio e mettiamo su i ramponi.

Perdendo un po’ di tempo prepariamo le cordate e ci leghiamo. Io e Vic abbiamo avuto l’immensa fortuna di essere con Tino e Carla Micotti!

La salita inizia fin da subito a tirare con dei begli strappi. Sotto i nostri piedi si iniziamo a scorgere i crepacci che si stanno aprendo e sopra di noi le nuvole corrono velocissime dando quasi un senso di vertigine.

 

 

La torre del Vannino domina il ripido pendio

 

Non ci sono molte parole per descrivere la salita. Le emozioni sono state bellissime: tanto silenzio, tanto bianco e tanta pace.

Tre ore di salita e finalmente ci siamo, accompagnati da un po’ di nebbia e dalle nuvole che vanno e vengono aprendosi a tratti sotto di noi, rivelando un piccolo paradiso e una grande soddisfazione!

Per la discesa mi mettono a capocordata, si sa che i più scarsi stanno davanti a scendere, e così in breve ci ritroviamo alla fine del ghiacciaio per risalire un pezzettino la morena e costeggiare il lago su un piacevole sentiero.

Dalla diga dei Sabbioni poi facciamo qualche taglio scendendo in freeride per il vallone ancora parzialmente innevato, dove i più spericolati si lasciano scivolare.

Un ultimo sforzo giù per il sentiero vecchio e siamo alla macchina, soddisfatti e stanchi per la bella gita.

 

 

Il numeroso gruppo in vetta

 

Un ringraziamento al CAI Verbano

                                                                             Alpinismo