Alpe Camasca e bocchetta di Foglia (1269m)

22/02/2009

Luogo di partenza: Strada per l’alpe Camasca

 

Difficoltà escursione: T

 

Dislivello: 600m complessivi di cui 300m in salita (partenza 696 m -  Alpe Camasca 1230m – Bocchetta di Foglia 1269m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 2 ½ h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Gita corte e facile che consente in anni eccezionali come questo (per la neve) di fare una ciaspolatina senza impegno fisico ma comunque bella e panoramica. Si consiglia comunque di salire al monte Croce per godere appieno del panorama (un’ora scarsa dalla bocchetta di Foglia)

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Omegna si seguono le indicazioni per le Quarte e giunti in paese si svolta a sinistra seguendo l’indicazione per l’alpe Camasca. Ad un certo punto causa neve siamo costretti a parcheggiare.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Camasca

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Tutto è cominciato la sera quando avendo in mente di andare a fare un giretto al Cerano il giorno successivo, mi accingevo ad andarmene a letto presto quando mio padre mi ha chiesto dove sarei andato la mattina dopo. “al Cerano” gli ho risposto e lui mi ha chiesto se mi avrebbe fatto piacere che venisse anche lui.

“Va bene però cambiamo meta perché con tutta la neve che c’è al Cerano, come prima ciaspolata, ti uccidi. Andiamo al monte Croce”

E così la mattina decidiamo di andare a fare un giretto al Croce che, tra l’altro, in invernale non l’ho mai salito. La previsione è quella di una gitarella di un paio d’orette o poco più, per cui non portiamo cibo, tanto rientreremo sicuramente per pranzo.

Sulla strada ecco la sorpresa: la strada è chiusa e ci tocca partire qualche chilometro prima del previsto, ma niente paura. Il papi calza le mie ciaspole (prima volta per lui) e io uso quelle di Giada per cui ci incamminiamo per la strada innevata.

Di neve c’è né un sacco se pensiamo di essere ancora sotto i mille metri e ci mettiamo un buon tre quarti d’ora per arrivare a Camasca, che sorprendiamo addormentato sotto la spessa coltre bianca e soffice.

 

 

L’alpe Camasca sotto la neve

 

Si inizia a vedere il lago d’Orta in lontananza e le baite con i tetti coperti di neve sono davvero belle. Sopra di noi il monte Mazzocone con la statua dell’aquila. Forse sarebbe meglio cambiare di nuovo meta perché è un po’ tardi e la salita al Croce è un po’ più lunghetta… ma puntiamo ugualmente verso la bocchetta di Foglia percorrendo la traccia evidente che si infila nella bella faggeta per disegnare un bella linea retta tutta in falsopiano che ci porta alle pendici del Croce.

Il cartello segna ancora 50 minuti di salita ma un occhio all’orologio che segna un’ora troppo tarda e un occhio a mio papà che con il suo abbigliamento “non proprio tecnico” patirebbe il vento che si sta alzando spazzando la vetta ci fanno propendere per rimandare l’assalto alla vetta.

 

 

Il monte Croce

 

Così giriamo i tacchi, o meglio le ciaspole, per rincamminarci verso un piatto di pasta.

Spero soltanto che un giorno anche mio padre toccherà quella croce, dalla quale nelle giornate limpide vedi il Rosa così vicino da poterlo toccare e ai tuoi piedi giace la val Sesia serpeggiante tra i monti. Verso Nord- ovest invece, la linea di cresta che porta alla Mazza e poi al Turlo e poi ancora alla Forcolaccia ti fa sognare dividendo le acque valsesiane da quelle valstronesi, decidendo così di quali monti dovranno portare il riverbero.

 

 

Piccolo scorcio romantico

 

Per adesso, noi ciaspolatori dichiariamo superata la prova di ammissione e attendiamo nuove performance da parte del nuovo ammesso.

 

Ciaspolatori: Vittorio e Franco (papà di Vittorio)

 

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