Alpe Sattal (2097m)

11/01/2009

Luogo di partenza: Pedemonte (frazione di Alagna-Valsesia)

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1818m complessivi di cui 909m in salita (Pedemonte 1178m – Ronchi 1343m - Alpe Sattal 2097m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4 ½ h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Gita non molto impegnativa percorribile anche nel periodo invernale grazie all’abitante dell’alpe Sattal che marca la traccia. Il percorso è molto ripido e richiede quindi un po’ di allenamento malgrado il dislivello piuttosto contenuto.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Omegna si seguono le indicazioni per il passo della Colma e Varallo Sesia. A Varallo Sesia si prosegue in direzione Alagna, appena superato il paese una strada sulla destra conduce a Pedemonte, dove si lascia l’auto in un parcheggio.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Sattal

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Il meteo annunciava una giornata calda e serenissima, quindi abbiamo deciso di andare all’alpe Sattal, punto notevolmente panoramico sull’alta Valsesia e soprattutto sul Rosa.

Era da un po’ che rimandavamo questa gita e così oggi abbiamo deciso di non aspettare oltre.

Raggiungendo Alagna ci rendiamo conto che le previsioni erano quanto mai azzeccate; l’alta Valsesia ci accoglie senza una nuvola e le temperature non sono molto rigide.

Di neve c’è né tantissima e tutta fresca, soffice, farinosa così cominciamo a salire seguendo le chiare indicazioni e la traccia marcata.

 

 

Alcune case sommerse nella neve

 

Non siamo soli visto che c’è altra gente che sale davanti a noi ed incrociamo dei ragazzi che scendono dopo aver passato la notte su all’alpe. C’è infatti la possibilità di fermarsi a dormire nel piccolo B&B allestito dalla persona che abita l’alpeggio in compagnia del suo cagnone.

La prima cosa che notiamo salendo nel fitto bosco è che a parte noi tutti salgono senza ciaspole e presto capiamo il perché: la traccia non fa sprofondare se non in alcuni tratti e le pendenze notevoli si adattano abbastanza bene alle nostre ciaspole.

Il panorama si apre man mano che prendiamo quota e vediamo Alagna sotto di noi abbassarsi sempre più mentre comincia a sorgere grandiosa la punta Gnifetti, alla sommità della quale vediamo anche ad occhio nudo la capanna Margherita, meta di tanti sogni.

La traccia non consente possibilità di errore e il percorso comincia a farsi bello superando ripidi pratoni quest’anno abbondantemente innevati mentre la vista spazia sempre più su orizzonte via via più ampi.

 

 

Il bosco si dirada lasciando spaziare gli occhi

 

Inutile dirlo, le foto si sprecano e anche se questa volta la macchina fotografica di Giada resta inchiodata dal freddo, qualche foto la fa pure lei.

Evidentemente messa così, al cospetto della Margherita che da tanto tempo sogna di raggiungere, si sente ispirata e ogni tanto mi chiede di prestarle la mia, molto più psicrofila (avranno preso dai proprietari?) per fare qualche scatto.

 

 

Gli ultimi alberelli solitari

 

Saliamo, saliamo, saliamo su una traccia sempre pendente che non molla mai e ci fa penare ogni metro guadagnato ma alla fine eccoci lì, sbucare dalla neve e trovarci davanti l’alpe Sattal: il luogo che una persona amante della montagna, della vita semplice e della solitudine ha scelto per vivere.

Lo conosciamo e conosciamo pure il suo cane: un pastore caucasico di 76 chili che se volesse mangerebbe me e Giada per colazione e invece, forse intenerito e felice per il panorama e l’aria pura, si lascia accarezzare e coccolare come se fosse uno Yorkshire.

Mangiamo al cospetto della Margherita che ammiriamo passandoci il binocolo e al cospetto del vicino Tagliaferro (probabile meta della prossima estate) mentre il lontananza ecco il Corno Bianco dominare le vallate che si diramano da quella parte.

 

 

La tanto sognata punta Gnifetti

 

 

Vittorio e Giada

 

La discesa è da antologia. Tagliamo la traccia (Giuseppe non ci abbia male) per preferire i prati ripidi entro nei quali affondiamo scivolando fino alla cintola e tra una risata e l’altra ecco che siamo già giù; divertiti come due bambini appena usciti da Gardaland.

Peccato che alla macchina mi accorgo di aver perso l’alzatacco di una ciaspola.

Ma per compensare questa punta amara all’interno di una bellissima giornata ci fermiamo a Varallo a mangiare dei Krafen alla crema spettacolari!!!

 

Escursionisti: Vittorio e Giada

 

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