Aiguille de Toula - 3538m

 

15/06/2013

Luogo di partenza: Rifugio Torino

 

Difficoltà complessiva: PD+ / AD-

 

Tempo di percorrenza: ½ h di avvicinamento, ½ h per la paretina, 1h per la discesa e rientro.

 

Dislivelli: Rifugio Torino 3382m – Col Flambeau 3337 – Attacco 3250m – Aiguille de Toula 3538m

 

Raccomandazioni: Gita facile, ideale per acclimatamento o in caso di meteo non ottimale. Non va dimenticato che si tratta comunque di una gita su ghiacciaio, e quindi alpinistica.

La difficoltà della paretina dipende in gran parte dalle condizioni.

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione: Il versante Nord dell'Aguille des Toules non è certo una parete tipo Gran Paradiso o Lenzspitze, ma tutto sommato per una uscita di acclimatamento è una gita divertente e breve, molto panoramica e didatticamente utile per prepararsi ad affrontare qualcosa d'altro.

Basta aggiungere che per me è la prima volta che mi ritrovo sul Bianco e ne viene fuori la ricetta per una giornata divertente e senz'altro utile; giornata che comincia molto presto, per prendere la prima funivia da Entreves (Courmayeur), che ci spara su ai 3300 m del rifugio Torino.

Per me che soffro gli sbalzi di quota, è una vera tortura.

 

 

Il Dente del Gigante

 

Uscito dalla funivia prendo molto comodamente la scaletta interna che sale rifugio Torino nuovo, vedendo sfilare i miei compagni di corso che mi superano di passo baldanzoso... ci sistemiamo in camera, indossiamo ARTVA e imbrago e si parte.

L'occhio va sempre al Dente del Gigante, che domina la scena qui al Torino, per me che non lo avevo mai visto è davvero ardito ed impressionante!

Ci leghiamo in cordate e partiamo verso il Col Flambeau, quindi scendiamo aggirando l'Aguille de Toules ed eccoci all'attacco della paretina, mentre dalla nebbia appare la bellissimo Tour Ronde, il Gran Capucin e tanto, ma veramente tanto altro!

 

 

La paretina dell’Aiguille de Toula

 

Senza problemi saltiamo la crepaccia terminale, abbastanza chiusa, e cominciamo la salita vera e propria. Circa 200 m di paretina, su una neve molto sfondosa che ci consente una progressione veloce e sicura.

Mi ritrovo in testa alla cordata, sotto gli occhi vigili di Francesco, e saliamo in linea più o meno retta fino all'imbocco del canalino di uscita, dove le pendenze diventano un po' più accentuate, ma con questa neve... nessun problema a procedere in conserva, sempre in sicurezza.

 

 

In cresta

 

L'uscita in cresta è un po' esposta ma comunque facile. Per didattica facciamo una sosta su picche, prima di percorrere l'ultimo breve tratta fino alla vetta, molto panoramica.

Ora si scende, decidendo sempre per il versante Nord Ovest, su ottima neve, prima di ritornare al Col Flambeau dove effettueremo le manovre di recupero da crepaccio, molto utili e didattiche.

Alpinisti: Vittorio e la Scuola di Alpinismo CAI Arona.

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