Venezia

31/12/2009 – 03/01/2010

 

 

Album fotografico:

 

 

31/12/2009

Finalmente si parte per la romantica Venezia muniti di guida e cartina formato gigante e so che in questo viaggio lasceremo dietro di noi un anno intenso e carico di cambiamenti.

Le aspettative sono alte e spero di non rimanerne delusa…

Borsone e stivali alla mano (visto previsioni funeste di acqua alle ginocchia) lasciamo la macchina in un parcheggio scambiatore a Marghera e con il pullman ci avviamo verso il centro storico.

Arrivati in piazzale Roma capire dove andare sembra un’impresa. Appena ci si allontana dalla piazza viuzze piccole e strette senza nomi ci vedono camminare quasi senza una meta precisa. Per fortuna un veneziano di buon cuore ci indica la via, anzi ci accompagna proprio verso il bed & breakfast.

L’accoglienza è ottima e preparata la macchina fotografica decidiamo di non perdere un solo secondo per vedere la città…in realtà non è proprio andata così ammetto che la priorità maggiore è stata cercare un bel posticino dove poter pranzare!

 

Girando qua e là, sotto un cielo grigio, rimango dolcemente sorpresa dai canali color verde smeraldo, le calle, i campi (le piazze), le fondamenta (i marciapiedi) e i ponticelli. La sorpresa più grande è chiudere gli occhi e non sentire i rumori della città ma solo un beato silenzio interrotto solamente dal vociferare della gente. Eh si Venezia è romantica ma anche stupendamente silenziosa.

 

A marea per fortuna ancora bassa andiamo a San Marco. Suggestiona l’averla vista sempre in foto e trovarsela finalmente sotto gli occhi. Peccato però i molti lavori di restauro in corso!

 

 

Basilica di San Marco

 

Passa così la giornata fra musei e la visita alla basilica e la marea si alza. Dopo una cenetta romantica casalinga (con la signora che ci ha affittato la camera) finalmente si va in piazza a festeggiare.

Brulica di gente, tanta, ma tanta gente! Come tornare bambini: tutti a giocare e a ballare nell’acqua alta, questo è un capodanno memorabile! Fra balli e canti lo spettacolo va avanti e finalmente scocca la mezzanotte. L’acqua ormai è alle ginocchia e mi entra persino dagli stivali ma il divertimento è alle stelle! Ciao 2009!

 

01/01/2010.

Dopo una saggia sveglia in tarda mattinata ci incontriamo con i nostri amici Valerio e Ilaria alloggiati a Treviso. Venezia dorme: tutto è chiuso e non ci resta che girare fra piazze, vie e canali con l’acqua alle caviglie. Così scopriamo Rialto con il famoso ponte, San Polo, Santa Croce e Cannareggio sperando nell’arrivo del sole.

 

La felice combriccola.

 

 

 

02/01/2010.

Ci svegliamo e già ad orecchio qualcosa non ci torna. Apriamo le tapparelle (con grande battuta di Vittorio le veneziane) e siamo investiti da pioggia, vento stile bufera e immancabile anche l’acqua alta.

Impavidi decidiamo di fare il tour delle chiese che ci eravamo proposti e la visita al ghetto ebraico. Partiamo armati di piumino, poncho, stivali e ombrello che con la bufera è risultato inservibile.

Fra tutte le chiese vi dirò quella che più ci è rimasta impressa è Santa Maria dei Miracoli: molto piccola ma veramente armoniosa e particolare con tutti i marmi colorati.

Il ghetto invece mi ha lasciato l’amaro in bocca. Rispetto alle case veneziane si sente un po’ di desolazione. Solo a guardare le finestre molto più piccole e fitte fa intuire la differenza fra le abitazioni e non solo.

 

Vista di Venezia dalla Chiesa di San Giorgio.

 

03/01/2010.

Visita a Murano e Burano.  Finalmente sole caldo, riflessi luccicanti sulla laguna e acqua bassa. Venezia ci lascia con il sorriso!

Prendiamo il battello per le isole e già solo il viaggio è a dir poco fantastico: la laguna è spettacolare.

Approdati a Murano (insieme ad altre diecimila persone) andiamo subito a vedere la lavorazione del vetro che fin da piccolina mi ha sempre affascinato. Eravamo tutti li, imbambolati, a vedere il maestro che in pochissimo tempo è riuscito a creare un bellissimo cavallo. È come se in ogni pezzo di vetro o di marmo ci sia già lì l’opera d’arte pronta ad uscire. Ovviamente non sono mancati i souvenir e la visita al museo del vetro che spiega tutte le tecniche e la storia della lavorazione del vetro.

Visitata anche la piccola isola ci imbarchiamo per Burano. Appena sbarcati ci investe un profumo di fritto misto a cui non è umanamente possibile resistere e in effetti era troppo troppo buono!!!

Appena ripresi dall’abbuffata ci accorgiamo finalmente del piccolissimo paese famoso per le case colorate e le ricamatrici.

Io me ne sono innamorata. Quanti scorci, quanta armonia. Ci andrei a vivere anche subito immaginando dopo cena io e Vittorio che passeggiamo per le viuzze mano nella mano raccontandoci di tutto un po’.

I colori sono stupendi ho già scelto la casa: viola di intonaco con le persiane rosse. Peccato che le montagne siano troppo lontane e non riuscirei a farne a meno.

 

Burano.

 

Bellissima vacanza e bellissima compagnia…Grazie Amore!

 

Raccomandazioni: l’entrata nelle chiese e nei musei è molto costosa è meglio fare la carta dei musei e delle chiese che permette di risparmiare veramente molto. Con la Venezia Card sono compresi anche tutti i trasporti anch’essi se no veramente costosi: meglio farla!

Ps: portatevi gli stivali…

 

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