Tirolo e dintorni

 

07/08/2011 – 17/08/2011

 

Album fotografico:

 

1° e 2°giorno

Finalmente si parte. Prima tappa del nostro viaggio: Innsbruck. 

Raggiungiamo la cittadina in tarda mattinata con seguito di nuvoloni bassi e pioggia che ci chiudono completamente il panorama.

Iniziamo a girare per le vie del centro fra facciate di mille colori e la tipica aria di paese del nord. Tanta gente intorno a noi molti dei quali italiani e aria di festa nonostante il tempo. Arrivati nella piazzetta del Goldenes Dachl ci accoglie anche la banda che suona!

In due giorni ci siamo gustati la cittadina e le sue principali attrazioni come la cattedrale e il castello di Schloss Ambras oltre che la stupenda Hoflirche.

 

È stato tutto molto suggestivo anche se mi aspettavo una città meno cosmopolita e molto meno grande. A parte il centro, i grandi palazzoni e la grande urbanizzazione hanno tolto un po’ di quel fascino che speravo di trovare.

 

3°giorno

Inizia il nostro trekking ovvero una parte del cammino dell’aquila.

Le nuvole ci accompagnano ma per fortuna la pioggia ci da tregua. Zaino ( pesante…) in spalla si parte. Da Innsbruck con il treno arriviamo a Zirl.

Iniziamo a seguire il sentiero che ci porterà verso la Solsteinhaus con i suoi sei kilometri e 900 metri di dislivello.

La salita è molto ripida per almeno un’ora e ci toglie un po’ il fiato. Presto ci lasciamo il rado bosco per attraversare un guado e arrivare all’alpe. Da li sopra di noi si inizia ad intravedere il rifugio.

Le nuvole si alzano un poco e intorno a noi ci appaiono con tanta emozione montagne dai tratti dolomitici che ci incantano.

Arrivati al rifugio all’ora di pranzo non potevamo non fermarci a mangiare una squisita zuppa e una padellona di patate arrosto…

Vista l’ora decidiamo di iniziare la seconda tappa del trekking su fiducia del rifugista che da li a due ore avremmo incontrato una piccola località con un campeggio.

Così ci avviamo in direzione di Leutasch/Ahrn.

Il sentiero rinizia a salire rapidamente su sfasciumi verso il passo Eppzirler Scharte. I tratti dolomitici diventano molto marcati e la felicità sembra toccare le stelle.

Sul passo il vento tira e si alternano  in un tira e molla senza fine sole e pioggia.

Si ridiscende verso la valle Eppzirler Alm e su una comoda carrabile arriviamo alla valle di Eppzirl e poi alla frazione di Gieβenbach.

Stupenda…ma nessun campeggio o rifugio ci attende !!!Ormai abbastanza stanchi non abbiamo altra scelta che continuare.

Si rinizia a salire verso la Hohel Sattel per poi scendere alla meta della seconda tappa.

Arriviamo a Leutasch/Arn alle otto di sera con in aggiunta a quelli della prima tappa altri 20 kilometri e 1000 metri di dislivello.

Siamo stanchi…siamo morti e sfiniti dal peso dello zaino. Eppure che giornata stupenda, che emozioni indimenticabili…che luoghi e che soddisfazioni.

Dopo altre peripezie e nessun camping troviamo un albergo e dopo una cena a base di barrette a nanna completamente disfatti!!!

 

 

Eppzirler Scharte

 

4°giorno

Con la schiena giusto un poco dolorante (proprio un poco!) iniziamo la terza tappa. Convinti che era una tappa breve da 11 chilometri ci rimaniamo di stucco quando in realtà era quella da 25 chilometri…cerchiamo di prenderla con filosofia e iniziamo a camminare su una comoda carrabile immersa nel verde. Il sole splende e insieme a tanti altri turisti ci godiamo il semplice sentiero.

Si perché per fortuna si tratta di una tappa lunga ma semplice con 600 metri di salita e 700 metri di dislivello in discesa dislocati in 25 chilometri.

Il paesaggio dolomitico ci lascia per far posto alla nostalgia. Intorno a noi tanti tratti simili alle nostre amate alpi. E a tratti mi sembra di immergermi all’alpe veglia!

 

 

Dopo sette ore arriviamo a destinazione a Ehrwald.

La vallata è magnifica e il piccolo paesino è pieno di quel calore e di quei profumi che solo un borgo di montagna può avere.

Il mal di schiena viene dimenticato un momento dalla felicità di essere arrivati…ma la stanchezza e tanta. Con un bus raggiungiamo il campeggio e finalmente montiamo la tenda/loculo che ci ha gentilmente concesso Sergino.

Dopo una bella mangiata ci ritroviamo alle prese con la nostra prima notte in tenda. E che nottata!!! Verso l’una ci svegliamo per il freddo. Non so quanti gradi ci siano stati ma nonostante sacco a pelo, pile e magliette varie il gelo era tale che la notte l’abbiamo passata belli svegli!!!

Alle prime luci dell’alba così ci alziamo velocemente…

 

 

 

5°giorno

Per nulla riposati iniziamo la tappa breve da 11 chilometri barando…aiutati dalla seggiovia saltiamo un bel pezzo di sentiero programmandoci una giornata dedicata al fancazzismo (passatemi il termine…).

La meta è Schloss Fernstein con in pratica solo discesa.

Nel primo pomeriggio arriviamo in questa stupenda e anche pazzesca località. Facendo un tratto della via Claudia Augusta ( la strada romana che attraversava le alpi)  ci ritroviamo immersi nella bellezza del lago di Fernstein e del castello adibito ad hotel di Schloss Fernstein.

Ad attenderci inoltre un stupendo campeggio a due passi dal lago.

Sembra quasi una giornata di tranquilla campeggia tura: lago, spiaggia, dolci, birra fresca!!! E per fortuna la mite nottata in tenda ci ha regalato un buon sonno!!!

 

 

Lago Fernstein

 

 

6° e 7° giorno

Sono le cinque di mattina e tutto tace (a parte Vic che se la russa tranquillo) e io continuo ad avere un male impegnativo alla pancia. Nervosa aspetto che il primo raggio di sole svegli il consorte per dargli la notizia: cistite impegnativa in un bel paesino sperduto senza l’ombra di una farmacia nei dintorni.

Fatta un’analisi oggettiva e visto che i due giorni successivi sarebbero stati in quota decidiamo amaramente per un piano B mollando il trekking. Ancora oggi mi mangio le mani a pensare quante soddisfazioni avremmo potuto ancora scovare.

Smontata la tenda ci avviamo verso l’autobus: destinazione Innsbruck . Arrivati nel primo pomeriggio recuperiamo la macchina e dopo un’oretta arriviamo a Schwaz .

La cittadina è stupenda affacciata sull’impetuoso Inn. Dopo una visita al centro storico e  ad una bella cenetta in un posto tipico (ricorderò per sempre il sapore di quei favolosi gnocchetti) ci dedichiamo a conversazioni più o meno filosofiche con una bella bottiglia di rosso della

zona.

Il giorno dopo andiamo a Schwazer Silbergwerk ovvero alla miniera di argento. La gita di 90 minuti, molto pubblicizzata, ci porta prima in su un trenino e poi con un tour a piedi  per le piccole e auguste gallerie fino a 800 metri di profondità facendoci rivivere la vita da minatori. L’unico difetto è che la guida parlava solo tedesco e le audio guide non ci spiegavano proprio tutto…

Ancora infreddoliti dalla gita in miniera ci avviamo prima al castello di Tratzberg in Stans. e nel pomeriggio decidiamo per una passeggiata immersi nella natura verso le cascate di Wolfsklamm Stans. L’acqua verde smeraldo, il fragore delle cascate, il loro percorso armonico, la forza della corrente…. La bellezza ti toglie il fiato e ogni scatto della macchina fotografica sembra non riesca a catturare la reale meraviglia.

 

 

Wolfsklamm Stans

 

Infine partiamo verso Buchau per fermaci ad ammirare il lago di Achensee. Arrivati ci ritroviamo con posto in riva al lago  e tenda da sfigati e nell’area più vip di forse tutto il tirolo. Tanti turisti, tanto turismo così in contrasto con il tirolo più montagnino. Nonostante la prima impressione scopriamo che la bellezza di questo lago ha anche un valore aggiunto: da qui partono un sacco di escursioni e così ci scegliamo un giretto da fare per il giorno successivo.

 

8° giorno

È domenica e insieme ad un bel po’ di altri mattinieri escursionisti iniziamo la gita verso Hochiss (2299) e Spieljoch (2236m).

http://www.rosediatacama.it/escursioni/Hochiss.htm

Finita l’escursione ci spostiamo sull’altra sponda del lago nel simpatico paesino di Achenkirch.

 

9° e 10°giorno

Ferragosto e sveglia sotto l’acqua. La Sergino tenda, venduta come impermeabile, ci ha bagnato per bene materassini, sacco a pelo e altro: che bel risveglio bagnato!!!

Provati e completamente fradici smontiamo tutto in fretta e furia e ci fiondiamo in macchina. Il freddo è micidiale ma alla fine riusciamo a buttarla sul ridere lo stesso. Tentiamo il piano C: verso il sole!!!

Iniziamo a guidare verso Bressanone. La pioggia sembra diminuire e decidiamo di fermarci nella cittadina. Dopo una mangiata tipica ad una sagra con tanto di banda suonante ecco affacciarsi di nuovo la pioggia. Non potete immaginare quanto siamo riusciti ad inzupparci; è stato incredibile.

Senza cambi e malridotti riniziamo a guidare verso Trento fiduciosi che le previsioni chieste telefonicamente alla Lella (sole..) fossero giuste.

Ed ecco di colpo davanti a noi apparire quella palla gialla chiamata sole…

Trento si illumina e i nostri umori si illuminano. Così nel tardo pomeriggio, trovato un albergo e una doccia calda, assaporiamo il cocente sole di agosto.

 

Il centro è stupendo, case riccamente dipinte, strade ampie e la piazza principale con la cattedrale è oggetto di numerose foto. E soprattutto che mangiata!!!

Il secondo giorno ci dedichiamo alla visita del castello del Buonconsiglio e alla visita del castello del Belvedere.

Non mi soffermo molto sulla parte “culturale” ma la città merita veramente di essere vista e i gnocchetti verdi con pomodoro di essere mangiati!!!

 

Ultimo giorno di vacanza. È successo di tutto ma è stata una delle più belle forse proprio perché ogni giorno cartina alla mano andavamo dove ci portava il cuore e il sole.

Spero di ritornare per finire il cammino dell’Aquila ( magari con una sacca di medicine e antibiotici).

 Per tutte le informazioni riguardanti  al trekking è utilissimo il link ufficiale: http://www.tirol.at/xxl/it/898325/index.html

 

 

Grazie amore senza di te non sarei qui a raccontare questa magnifica esperienza!!! Stupendo!!!

 

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