Terni e dintorni.

 

Venerdì 15/02/2013 – Lunedì 18/02/2013

 

Album fotografico:

 

 

Venerdì: eccoci a Terni dopo un viaggio interminabile. Purtroppo il clima non era quello che ci aspettavamo…che freddo scesi dalla macchina!!!

Anche l’albergo non è entusiasmante, però non ci lasciamo abbattere… Arrivati in camera il freddo continua a pungere. Inizialmente pensiamo per effetto del surgelamento preso fuori ma passano i minuti e ci rendiamo conto che probabilmente è il riscaldamento ad avere qualcosa che non va…Per fortuna ci cambiano camera, sesto piano vista città, e la temperatura sale da 15°C a 20°C!

La sera decidiamo di scoprire il centro città. La via principale è piena di negozi e gente come se fosse una piccola Milano. Le strade secondarie del centro storico sono più silenziose e caratteristiche, fatte di piccoli negozietti, osterie e invitanti pizzerie.

Sembra una città cresciuta molto velocemente in preda ad un boom industriale. A parte il centro storico molto bello ma piccolino, nelle immediate vicinanze numerosi condomini e vialoni anonimi prendono il sopravvento.

 

Sabato: dopo aver ritirato il pettorale del maratoneta e dopo che i runner si sono scrutati per bene cercando di intuire i tempi, ci dirigiamo verso le cascate delle Marmore.

Il paesaggio cambia completamente e dalla città ci ritroviamo immersi nella stupenda Val Nerina.

Dopo aver fatto il biglietto ci addentriamo nel parco e decidiamo di seguire sia il sentiero che sta nella parte bassa che quello che sale fino al belvedere superiore.

Dopo aver seguito il sentiero che va verso il belvedere inferiore abbiamo capito come mai c’erano numerose bancarelle che vendevano impermeabili…ne siamo usciti completamente fradici ma contenti. Il sentiero a scalini verso il belvedere superiore  per nostra fortuna non è stato così bagnato. La cascata è di una bellezza da mozzare il fiato. Un salto nel vuoto avvolto in una nube di vapore. La potenza dell’acqua ipnotizza e inoltre arrivati in cima abbiamo il regalo di un bel arcobaleno.

 

Dopo un panino veloce e una strizzata ai vestiti, ci dirigiamo verso il borgo di Narni a pochi chilometri da Terni.  Il paesino è veramente incantevole e le foto si sprecano!

Peccato che ero stanca morta e non siamo riusciti ad andare alla visita guidata di Narni sotterranea.

 

Domenica: cronaca di una maratona

 

Maratona di Terni, l’umiltà prima di tutto.

 

Alla partenza da Ferentillo la temperatura è bassa e un vento fastidioso frusta i runner che colorati ed infreddoliti stanno finendo i loro preparativi. Tra loro ci sono anch’io, alla mia terza esperienza sulla fatidica lunghezza dei 42195m.

Gli spogliatoi sono piccoli e affollati ma anche accoglienti ed allegri. Ci si sente a casa mentre si scambiano parole di incoraggiamento tra runner; conversazioni brevi nei momenti concitati dei preparativi. Si allacciano le scarpe, si mangiano barrette energetiche e soprattutto si decide come vestirsi, visto che i meteo prevedevano sole ma l’astro quest’oggi sembra aver preso altri impegni.

Alla fine opto per maniche corte, copri braccia e gilet smanicato, molti optano per le maniche lunghe, quasi tutti per più di uno strato.

Consegna delle sacche e schieramento. Siamo in pochetti, la maggior parte dei quali correrà solo la mezza maratona.

Uno sparo e si parte.

Giù da Ferentillo verso Terni, attraverso la Val Nerina molto suggestiva, attraversando qualche bel paesino in verità piuttosto freddo come tifo, poi il passaggio fantastico sotto la Cascata delle Marmore, davvero bello. Segue una discesona fino alle porte di Terni, portandoci a passare davanti alle acciaierie e in fondo appare la fontanona di piazza Tacito.

So che Giada mi aspetta lì per fare il tifo e con lo sguardo la cerco, non la trovo, la cerco ancora, non c’è, eccola! La saluto, ancora bello pimpante visto che mancano la maggior parte dei chilometri da percorrere. Fin qui tutto bene, mi dico.

Manco a tirarmela addosso qualche chilometro dopo sento una fiacca al piede sinistro che inizia ad essere fastidiosa, ma niente di che. Procedo bene, in gruppo sgranato e con un bel ritmo, mentre il percorso ci fa affrontare anche qualche infido saliscendi, in direzione Narni.

Al ventiquattresimo chilometro trovo un simpatico trenino che spinge il giusto e ne approfitto, da infaticabile ciarliero quale sono, per fare due chiacchiere. Capisco che si tratta di gente fortina, decisamente più di me, che ha in mente di allungare negli ultimi chilometri. Per adesso non mi faccio domande, semplicemente tengo il passo, deciso a lasciarli andare quando cambieranno ritmo. Passo al trentesimo, decisamente sotto il mio riferimento e la cosa mi galvanizza assai, ormai ho il mio personale nel mirino, penso.

Me la tiro addosso per la seconda volta di fila e al trentaduesimo chilometro il quadricipite destro comincia a dare fastidio e poi, subito dopo, a fare male. Un maratoneta sa soffrire, è normale, parte del gioco; cerco di spiegare tutto al mio quadricipite che però non mi ascolta e anzi, continua a fare sempre più male.

Pensieri cupi si affollano nella mia mente, mentre perdo il trenino trovato in precedenza e osservo il mio personale allontanarsi dalle mie possibilità odierne e i dieci chilometri mancanti come una distanza lunghissima da non potercela fare. Decido di arrivare fino al trentacinquesimo, dove trovo i rifornimenti e bevo. Provo a ricominciare a correre: niente, troppo male. Mi tocca camminare.

Runner che mi superano, runner che mi incitano, runner quanto mi piacete! Runner vi adoro! Ma perché cavolo non incitate la mia zampetta birbante anziché me? Decido di proseguire, a tratti camminando e a tratti correndo e decido, soprattutto, di non guardare più l’orologio fino a che non avrò tagliato quel benedetto di traguardo in piazza! Così, chilometro dopo chilometro, arrivo al quarantesimo dove trovo Giada ad incitarmi. Stavolta non la saluto baldanzoso bensì abbastanza demoralizzato e stanco ma ormai ho deciso di chiuderla e so che non ci sarà nulla e nessuno a farmi mollare.

Ultimi due chilometri, che decido di provare a corricchiare nonostante il dolore alla gamba, poi finalmente taglio il traguardo e mi sorprendo anche del tempo finale. Oggi sarei potuto andare bene, avrei potuto… no, che dico, oggi ce l’ho fatta! Finalmente al mio collo pende la medaglia di finisher (o sfinisher?) della gara e non mi interessa del tempo. Strette di mano con i runner incontrati sul percorso, baci a Giada e bambinaccio che erano all’arrivo ad aspettarmi e baci anche alla medaglia tanto sudata.

 

Dopo la gara decidiamo di parcheggiare le nostre stanche membra davanti ad un bel bicchiere di vino rosso, in un bel posticino a Sangemini, dopo aver visitato il bellissimo borgo a passo di tartaruga.

Anche qui ci sentiamo fuori dal tempo, immersi in un dedalo di viuzze antiche, edifici storici e ben tenuti, con una serata fresca e serena.

 

Lunedì: siamo sulla strada di rientro ma invece di andare diretti a casa decidiamo di fare tappa a Civita di Bagnoregio detto anche il paese che muore.

Appena intravediamo il paese ce ne innamoriamo perdutamente. Un lungo ponte pedonale che porta ad una piccola collina di tufo e sopra il piccolo paesino.

Passato il ponte ci ritroviamo proiettati indietro nel tempo: piccole vie, case in sasso e tanto silenzio. Le case sono tenute benissimo, qua è là qualche bar, trattoria e affittacamere. Ogni tanto qualche gattino viene sornione in cerca di coccole e noi, come al solito, ci sciogliamo come candele…

Il paese fu costruito su arenaria e tufo. Purtroppo l’arenaria con il tempo tende a sfaldare il tufo e negli anni crollò anche l’ultimo ponte che permetteva l’accesso alla città. Da allora tutta la popolazione fu sfollata nella città nuova.

Negli anni cinquanta fu costruito un nuovo ponte e da allora il piccolo borgo ha iniziato lentamente a ripopolarsi.  La popolazione auspica altri interventi costruttivi per evitare che l’arenaria faccia crollare pian piano il tutto.

 

Inutile dire che è veramente suggestivo e assolutamente va vedere!!!

 

I vacanzieri: Vic, Giada e Bambinaccio.

 

                                                                                                                                                           Indice Vacanze