Norvegia - Parchi Nazionali Rondane e Dovre

 

 

21/06/2012 - 01/07/2012

 

 

Album fotografico:

 

 

 

Tracce GPS: fare clic con il tasto destro e "Salva destinazione con nome

..\Tracks\tracce norway\01 - Otta - Rondavssbu.rar

..\Tracks\tracce norway\02 - Rondvassbu - Bjornhollia.rar

..\Tracks\tracce norway\03 - Bjornhollia - Atnbrua.rar

..\Tracks\tracce norway\04 - Stodsbuoye - Doralseter.rar

..\Tracks\tracce norway\05 - Doralseter - Grimsdalshytta.rar

..\Tracks\tracce norway\06 - Grimsadalshytta - Hageseter.rar

..\Tracks\tracce norway\07 - Hageseter - Hjerkinn.rar

 

21/06/2012

 

Siamo a Oslo. 

La città è piena di gente e di negozi . L’albergo in cui staremo per una notte stupendo e pieno di comodità.

Domani lasceremo tutto questo concentrato di civiltà per partire alla scoperta del Rondane., il parco naturale più antico della Norvegia.

Siamo parecchio agitati... riusciremo a chiudere il trekking con successo?

 

22/06/2012

 

Eccoci in treno che da Oslo  ci porterà a Otta  in cinque ore. Per fortuna la noia del viaggio viene spezzata da una fermata intermedia di quattro ore a Lillehammer. Il paesino è stupendo. La via principale è incorniciata da deliziosi negozietti  e senza esitare ci fermiamo a bere caffè e mangiare il vaffles in un baretto stile “peace and love” molto hippy.

Il morale è alto e l’impazienza di partire per il trekking  è tanta.

Verso le sei di sera arriviamo al campeggio di Otta e con una spesa irrisoria piantiamo per la prima volta la nostra nuova tenda.

Il fornellino gentilmente concesso da Marco e Ornella ci regala il nostro primo risotto  “fatto in casa” ai funghi. Che soddisfazione!!!Tutto è perfetto, la nostra cena, il rumore del ruscello, il sole...e la compagnia di una persona eccezionale.

In questi momenti di perfezione è facile pensare che con la forza del sorriso si possa superarare qualsiasi  ostacolo.

 

23/06/2012

 

Con oggi inizia ufficialmente il trekking e Vittorino diventata un pò più grande: 29 anni!

Con un invitante passaggio in macchina (dopo aver fatto dito sulla strada verso Misusaeter visto che  quel giorno non sarebbe passato nessun pullman) arriviamo  nel parco del Rondane. Dopo due ore di cammino raggiungiamo il primo rifugio: Rondvassbu.

Il tempo è inclemente: tanto freddo  (5 °C) e tanto vento.  Le mie preoccupazioni  prendono il sopravvento: riuscirò a non congelare in tenda?

Rischiamo fino ad un certo punto. Vista la pioggia e il freddo decidiamo di campeggiare a fianco del rifugio in modo da poter usufruire dei bagni, della living room e della  sala di asciugatura.  E’ una bella alternativa per chi sta in giro dei giorni, ti permette di stare un pò al caldo e di asciugare la tenda l’indomani mattina. E’ una bella alternativa se  come me... non hai proprio un sacco a pelo adatto...

 

Il posto è notevole. Molto brullo e con una vegetazione particolarissima. Il rifugio è in riva al lago ed è spettacolare. Sembra di essere entrati in un’altra dimensione fatta di grandi spazi.

 

24/06/2012

Dopo una notte tranquilla in tenda, fra pioggia battente e piedi letteralmente congelati, alle nove decidiamo di alzarci. Riusciamo a farci il the all’acqua piovana con il magico fornellino e ci mettiamo tranquilli a fare colazione. Il piano per oggi sarebbe stato salire una cima: il Rondeslottet, ma il tempo ci porta  per la diretta al piano B: andare verso Bjornhollia.

Dopo aver asciugato tenda e company, imbacuccati come pochi, inziamo a camminare.  Dopo neanche mezz’ora però riusciamo a perdere il sentiero e ci ritroviamo circondati da acqua. Inizialmente la prendiamo come una vacanza relax su un’isola deserta ma dopo un pò, consci che la soluzione sarebbe stata solo una, iniziamo a togliere gli scarponi.

L’impatto con l’acqua fredda non è banale, ma in fretta passiamo il torrente. Finalmente eccoci subito sul sentiero. Quello giusto! La camminata diventa più semplice ma il sentiero è ancora lungo: ci separano ancora 13 km.

La vallata è stupenda. Ricca di laghi, piccole cascatelle e con spazi molto ampi. Verso la fine  della gita intravediamo la valle sottostante nonchè la nostra meta. Il paesaggio cambia completamente. Il pianoro lascia spazio alla dolcezza del bosco. I prati  brillano illuminati da un pallido sole.  Ed eccola: Bjornhollia. Un piccolo gioiello. Un rifugio stupendo circondato da piccole mura in sasso. Tutto sembra perfetto come in uno dei più  bei quadri d’autore che riescono a infonderti una calma e una tenerezza tale da riempirti il cuore.

Se esiste il paradiso... io lo immagino esattamente così.

Dopo il solito caffè con vaffles (ormai rito di ogni giorno) ci mettiamo nell’area camping e iniziamo felici la nostra seconda notte nella casa - tenda, con tre paia di calze per non congelarmi stavolta!

 

25/06/2012

Oggi è il nostro secondo anniversario di matrimonio. E così  optiamo per un’altro cambio di programma: da Bjornhollia ad Atnbrua. Il sentiero  è stupendo grazie a tanti cambi di paesaggio: da  grandi spazi  con alberi radi piegati dal vento e piante spugnose verdissime a boschi fatati. Lo sguardo si perde in un bellissimo scorcio del parco sotto di noi.  Purtroppo però la giornata ci riserva non poche peripezie: nevai, guadi impegnativi (senza traccia di ponti...) e l’ultima parte del sentiero completamente acquitrinosa. Il fango ormai entrato nelle ossa ha dato l’ultimo colpo di grazia a Vittorio finito dentro fino ai polpacci.

Siamo arrivati al campeggio completamente sfiniti e vinti dal fango. Nonostante i solo 800 m di quota, anche qui il freddo non molla... Il campeggio è stupendo e con una bella camminata di due Km riusciamo a raggiungere un supermecatino li vicino ( perchè a differenza di quanto immaginavamo dalla cartina ad Atnbrua non c’è un beato nulla...) e a prendere viveri per la cenetta dell’anniversario.

 

Sono pochi giorni che siamo in giro a zonzo ma già qualcosa sta cambiando. La realtà quotidiana sbiadisce e il tumulto interiore zittisce. Siamo solo noi eppure non siamo soli.

 

26/06/2012

Risveglio tranquillo con un bel sole caldo. Ci aspetta una mattinata un pò noiosa in attesa del bus che ci porterà all’attacco del sentiero verso Doralseter.  L’attesa ci ha un pò sfinito e l’umore non era molto alto. Appena arrivati all’attacco del sentiero ho iniziato a soffrire fin da subito lo zaino fino a non sentire più il braccio sinistro. Atterrita dalla mano insensibile mi sono fermata indecisa sul da farsi. Il sentiero nel boschetto ci avrebbe portato in poco più di un’ora verso una strada carrabile (simile alla strada per il Maria Luisa) quindi, con lo zaino più leggero grazie al maritino e con la pancia piena, ripartiamo.  Arriviamo in poco tempo sulla strada ed effettivamente camminare diventa molto più agevole. Il tutto diventa ancora più fantastico quando un tizio con il furgone si rende disponibile a caricarci gli zaini e a portarli al rifugio! Accettiamo e finalmente ci liberiamo della zavorra. Dopo cinque minuti (sarà la punizione divina per aver parassitato sul furgune senza ritegno...) ecco il diluvio. Acqua a catinelle fino al rifugio e senza riscuire a montare la tenda, completamente bagnati, ci arrendiamo a dormire al chiuso.

La tenda ci manca... ma forse stanotte riuscirò a dormire per più di quattro ore!!!

 

27/06/2012

Oggi  sveglia presto: ci aspettano sei ore di cammino verso la Grimsdalshytta.

La salita picchia subito. Arrivati ad un passo a 1400 m ci ritroviamo a camminare in una stretta bocchetta fatta di sassaiole e nevai. Il sole li non arriva e le pareti rocciose a fianco incanalano l’aria fredda. Ogni nostro passo fa da eco. Siamo solo noi; è stupendo. Dopo la salita ecco che arriva la discesa e con essa anche il sole. Abbiamo ancora un pò di traversi innevati un pò ostici da attraversare ma almeno la prima salita è fatta.

Scendiamo nella valle e passato un ponticello ci tocca risalire di nuovo, per raggiungere un bellissimo pianoro e vedere, in fondo, lontanissima, la Grimsdalshytta.

Dopo sei ore eccoci in un’altra porzione di paradiso.

 

Oggi sono felice ma allo steso tempo pensare che il prossimo sarà l’ultimo giorno di trekking mi rende malinconica. Mi mancherà il Rondane a cui ho lasciato un pezzetto di cuore. Mi macherà questo modo di vivere, questi giorni di pura libertà e spensieratezza. Sento di star vivendo un’esperienza importante ma non sono ancora riuscita a tirare fuori la chiave di lettura. MI sono avvicinata a qualcosa... La vita certo è come un lungo trekking:la positività ti permette di macinare Km e non sentire la fatica godendo di ciò che si ha intorno, lo zaino è la zavorra di responsablità e pensieri che bisogna togliere di tanto in tanto lungo il cammino per sciogliere i muscoli  e il nostro fornelletto ad alcool è come se fosse il passato. Lui brucia e scompare così da vivere appieno il presente.

 

28/06/2012

Fine del trekking  dopo quattro ore di cammino. Eccoci  ad Hageseter dopo attraversat il parco del Dovre.

La principale soddisfazione è di avercela fatta insieme. Siamo stati un bel gruppo sostenendoci l’uno con l’altro nonstante le difficoltà e i disagi. Senza questo aiutarsi non saremmo andati molto lontani.

 

Il campeggio è bellissimo e abbiamo anche la possibilità insieme a due amici norvegesi conosciuti il giorno prima, di guardare la partita dell’Italia contro la Germania. Tra birre, gol e racconti capisco che abbiamo conosciuto due persone veramente speciali che stanno facendo un trekking da ben venti giorni!!!Altro che noi fighette!

 

29/06/12 - 01/06/12

Ancora un ora di cammino ed eccoci alla stazione. Ovviamente gli ultimi cinque minuti riesco a cadere nel fango e a conciarmi di un discutibile colorino marrone...

Sono giorni di viaggio... Prima verso Otta con nottata nel primo campeggio (e shopping sfrenato) e poi verso Oslo in albergo.

 

Dalla nostra stanza al 15esimo piano osservo Olso. Il cielo è sempre lo stesso qui come nel Rondane e come in qualsiasi altro luogo.

Ma qui a Oslo come in molte città.. .qui nella confusione e nello stress della vita ci si dimentica di alzare gli occhi al cielo e di assaporare la belezza e la pace di un attimo. Ci si dimentica di quelle piccole cose che possono trasformare un istante in un istante magico.

 

 

Grazie grande compagno di vita e di avventura.  Grazie di essermi accanto nei momenti felici e in quelli neri dove un tuo sorriso riesce a far spuntare un raggio di sole

 

 

I trekker: Giada e Vittorio

 

                                                                                                                                        Indice Vacanze