München

26-30 Dezember 2016

Album fotografico:

 

 

Cosa c’è di meglio, dopo i bagordi e l’abbuffata natalizia, che svegliarsi nel cuore della notte per prendere un aereo, ripagati dalla vista del cielo stellato?

Destinazione Monaco di Baviera, ci mettiamo sul primo aereo ancora mezzi addormentati e mezzi eccitati, soprattutto Greta non sta nella pelle per prendere l’aereo e si installa vicino al finestrino per godersi lo spettacolo delle alpi ancora senza neve.

Neanche il tempo di salire e il breve, brevissimo volo finisce ed in men che non si dica recuperiamo il passeggino (efficienza tedesca) e saliamo sul treno che ci porta in centro città.

L’albergo è proprio a due passi dalla stazione centrale e si rivelerà davvero comodo anche per tutti gli spostamenti, peccato che è chiuso fino alle 13 e… sono soltanto le 10! Bene, siamo in centro a Monaco, fa piuttosto fresco e siamo in giro con passeggino, trolley e borse… che fare?

L’albergatore risponde al telefono e ci dice che passerà di là tra un‘oretta, per cui caffè e muffin nel frattempo e poi, come un orologio svizzero, compare l’omino che ci apre e ci dà la camera. La nostra visita della città può cominciare… o quasi, visto che Giada si addormenta come una pera cotta nel letto mentre Greta, ipervispa, salta sul letto e guarda i cartoni in tedesco.

Dopo il riposino usciamo allo scoperto, lungo la sonnecchiante Kaufinger Strasse, sonnecchiante perché essendo un giorno di festa è tutto chiuso, fino ad arrivare a Marienplatz, nella quale si ergono ancora tutte le bancherelle del mercatino di Natale, ovviamente chiuso anch’esso.

 

 

Marienplatz

 

Il nuovo municipio è davvero spettacolare e la piazza bellissima, poi scopriamo il Viktualienmarkt ancora addormentato ed infine ci rinchiudiamo in un bellissimo pub ristorante sulla Kaufinger Strasse, a due passi da Marienplatz, in cui cominciamo a scoprire qualcosa delle usanze culinarie bavaresi: birra a fiumi, chiasso, clima goliardico e socievole e buon cibo.

Basta pensare che qui è normale aggregarsi al tavolo con altra gente per capire le usanze davvero friendly ed easy del luogo.

Pancini pieni e via per un secondo giro di esplorazione della città, in una calma surreale come solo in Germania nei giorni di festa ci può essere.

Seratona al pub più grande e bello di Monaco, lo storico ed enorme Hofbräuhaus München. Di nuovo clima chiassoso bavarese e birra che scorre a fiumi, mentre le cameriere in costume bavarese girano tra i tavoli con i bretzel giganti.

Il giorno seguente, molto più riposati e senza la levataccia sulle spalle, decidiamo di andare a Nymphenburg, bellissima residente reale appena fuori dal centro, in cui, nella totale bufera di vento, visitiamo i bellissimi giardini purtroppo in livrea invernale e i sontuosi interni del castello e le scuderie. Greta, ovviamente, è al settimo cielo per la visita al palazzo delle principesse e io in pieno divertimento con la macchina fotografica. Ma la chicca della giornata, per me, sono i giardini botanici all’interno dei quali è stata allestita una mostra di farfalle tropicali, ovviamente vive ed in giro per la serra in mezzo ai visitatori.

Come temevo lo shock termico subito dalla macchina fotografica è notevole e solo dopo notevoli sbattimenti riesco a scattare qualche macro sugli insetti. Ovviamente sono in emozione pura tra le farfalle che ci circondano, si appoggiano di fianco e volteggiano libere attorno a noi.

 

 

Vetrine natalizie

 

La sera passeggiata per il centro, più vivo ed affollato e poi alla scoperta della parte nord della Altstadt.

Con l’albergo in centro era inevitabile dedicare una mezza giornata allo shopping, per cui Giada ne approfitta per comprare un paio di scarpe pelose per tenere i piedi al calduccio, viste le rigide temperature del luogo e sul bel mezzo del divertimento ecco che… il timone del passeggino fa crack e il mezzo diventa inservibile!

Ci gustiamo lo spettacolo del carosello dell’orologio della torre del municipio nuovo e poi, ahimé, via in cerca di un nuovo passeggino! Ne troviamo uno piccolo ma carino, assolutamente essenziale e senza troppi fronzoli per contenere i costi; ora non  ci resta che affrontare il problema dello smaltimento di quello vecchio, che sarà la vera sfida del viaggio…

 

 

Nymphenburg

 

Il primo suggerimento poco tedesco e molto italiano ci arriva direttamente dalla portinaia dell’albergo la quale ci esorta a farlo sparire abbandonandolo alla stazione visto che loro non hanno voglia di andare in discarica. Perplessi decidiamo di rimandare la decisione e ci mettiamo sul treno per Dachau.

Descrivere e raccontare Dachau sarebbe impresa troppo ardua, ne verrebbero fuori commenti scontati o superflui, per cui preferisco citare soltanto le cose che personalmente mi hanno impressionato di più; la camera a gas, dal soffitto bassissimo e con i finti bocchettoni delle docce che avevamo visto solo nei film è davvero opprimente, così come i forni crematori con le slitte in materiale incombustibile a forma di barella, pronte per accompagnare i poveri disgraziati attraverso il camino in muratura.

Anche le baracche, fedele ricostruzione, sono molto toccanti. La desolazione entra dal cancelletto in ferro recante la scritta Arbeit Macht Frei e si diffonde come la nebbia all’interno del cortile, penetrando attraverso i freddi muri, le porte piene di spifferi e i bui corridoi. Una esperienza straziante che ci lascerà addosso un senso di impotenza e di tristezza che ci accompagnerà per il resto della giornata.

Fortuna che Greta, botta di culo ogni tanto, si è addormentata scendendo dal pullman e si è svegliata soltanto dopo che abbiamo visitato le prigioni e il museo, per cui non si è accorta di nulla di diverso da un grigio campo di ghiaia ospitante le fondamenta delle baracche.

A giornata seguente, in gelo antartico, cambiamo registro per una giornata ludica allo zoo. Così tra giraffe, leoni, elefantini e tigri passiamo una bellissima giornata. Greta si innamora del rinocerontino Puri e delle scimmiette, mentre io sarei stato ore a guardare l’orso polare, sicuramente uno degli animali più a proprio agio con queste temperature… molto bello anche lo spettacolo dei leoni marini che saltano e giocano malgrado i loro quintali di grasso e quello degli elefanti che sciacquano le mele prima di mangiarsele.

Serata ludos a birra e salsicce (birra e patate per me che sono vegetariano) e via a nannetta, ovviamente dopo aver smaltito il passeggino, il quale, dopo tanti tira e molla con l’albergo, optiamo per abbandonarlo davanti ai cassonetti della spazzatura… Ciao passeggino!

 

L’ultimo giorno a Monaco comincia con temperature molto basse, per cui mezzi surgelati visitiamo il Bavaria Park, luogo in cui si svolge l’Oktober Fest ed ospita la gigantesca statua della Baviera, poi la parte di Altstadt che ancora ci manca, con puntata alla Alte Pinakothek e visita all’Hofgarten con il tempio dedicato a Diana.

Pensiamo sia finita qui e ci dirigiamo verso l’aeroporto, dove trascorreremo diverse ore a causa di un ritardo del volo.

Ciao Monaco, Auf wiedersen München!

 

Vacanzieri: Vittorio, Giada e Greta

 

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