Madrid

26-30 Dicembre 2017

 

Album fotografico:

Nessuna città riesce a concentrare così tanta gente che pensa solo a divertirsi ed a godersi la vita come Madrid, capitale del divertimento, del cibo a tutte le ore ma anche città di storia, arte e stile.

Una capitale che ci ha piacevolmente sorpreso ed affascinato con il suo fascino, la sua confusione e le sue attrazioni.

Per una volta riscrivo quasi passo passo i miei appunti di viaggio, per rivivere il viaggio il ogni suo momento, ora che siamo tornati a casa ed alla vita di tutti i giorni (si fa per dire)…

 

26 Dicembre – aeroporto di Milano Malpensa – ore 13 circa

Eccoci pronti a partire, sull’aereo che sta imbarcando e che presto prenderà il volo. Madrid ci aspetta, il breve viaggio è iniziato e Greta è carica come una molla; come al solito ogni volta che si parte per ogni dove. Nei sui occhi la stessa voglia di girare il mondo, di esplorare e di sentire posti nuovi che abbiamo io e Giada.

Ci alziamo in volo e dopo aver preso quota sorvoliamo le Alpi, sempre belle da vedere da ogni punto di vista: dal basso, dall’alto, da dentro, questa catena montuosa che chiamiamo casa ci emoziona sempre!

Greta disegna e canticchia una canzone, entrando in uno dei suoi loop sonori che possono durare ore, Giada legge e io scrivo qualcosa. Mi chiedo se Greta ricorderà qualcosa dei suoi viaggi da piccola, quando sarà cresciuta e se avrà voglia di tornare negli stessi luoghi portandoci amiche o fidanzato con mio grande disappunto. Ma per ora, c’è ancora tempo per abituarmi all’idea.

 

26 Dicembre – Hotel Agumar, Madrid – ore 17 circa

La prima cosa che notiamo è la luce, che qui è molta di più che a casa nostra. Effettivamente dovrebbero essere indietro di un’ora ma per volere di Franco hanno l’orario dell’asse Roma Berlino e la differenza si vede. Diciamo che loro la prendono come parziale scusante per pranzare dalle quattordici e trenta in poi e per cenare dopo le ventidue ma niente panico, a Madrid si trova da gozzovigliare a qualunque ora del giorno e della notte, anzi forse per dei crucchi come noi sarà meglio per trovare meno folla nei ristoranti o almeno così speriamo.

Comunque dopo qualche peripezia arriviamo all’albergo; la camera è bella e gradevole e ci spariamo subito un bel bagno caldo per toglierci la stanchezza del viaggio di dosso. Ora ci prepariamo per andare alla scoperta. Gruppo vacanze pronti, partenza, via!!!

Partiamo, come ovvio che sia, dal centro geografico della città: la Puerta del Sol. Un enorme albero di Natale illuminato ed una fiumana impressionante di gente che va in ogni direzione sono le prime cose che notiamo uscendo dalla metro. Mai visto così tanta gente in giro! Poi girovaghiamo anche noi, in stile madrileno, senza una meta precisa e con il solo scopo di annusare ed esplorare. Finiamo in un bel posticino dove troviamo un’ottima paella con un buon vino bianco e poi girucchiamo per Plaza Mayor e i suoi mercatini natalizi. Plaza Maior è bella, molto bella davvero caratteristica, è facile innamorarsi di Madrid e di questa piazza dalla quale transiteremo mille volte.

 

27 Dicembre – Alla scoperta della Madrid Imperiale

Greta al palazzo Reale

 

Un vento patagonico ci accompagna per tutta la mattina, dalla Puerta del Sol fino al Palacio Real, attraverso la Madrid imperiale grandiosa ed imponente. Per fortuna siamo arrivati abbastanza presto all’ingresso del Palacio Real, altrimenti avremmo fatto ore in coda per entrare, che con questo ventaccio non sarebbe stata impresa facile!

Il Palacio Real molto bello e ricco, ben curato e … ancora in uso! Già che ci siamo facciamo una visita alla vicina Cattedrale che, malgrado sia bella, non riteniamo si possa paragonare alla nostra San Pietro o a Notre Dame ma effettivamente non sono molte le chiese nel mondo che reggono questo confronto. Invece la cripta è molto suggestiva e particolare. Ora una bella passeggiata tra calle, plaze e ovviamente Plaza Mayor, dove pranziamo verso le tre del pomeriggio (ci stiamo adattando troppo bene a questo stile di vita godereccio) e ci prenotiamo un Flamenco Show per la sera.

Dopo poco più di ventiquattro ore Madrid ci ha rapito stregandoci con la sua vita e la sua lussuria! Gretona è più che mai contenta: mangia a tutte le ore, si diverte un mondo e alla sera fa i salti nel letto dopo averne uniti tre insieme per avere lo spazio necessario alle sue acrobazie!

Dopo il riposino siesta pomeridiana optiamo per una apericena al Mercato di San Miguel, regno delle Tapas e ci trasferiamo allo spettacolo di Flamenco dove incontriamo le emozione della musica e della danza dal vivo. Greta si guarda Tom & Jerry sul telefono e sembra non essere interessata minimante alla cosa.

Noi, a dire il vero soprattutto Giada, veniamo rapiti dall’energia, la passione e la rabbia dello spettacolo. Non me ne intendo ma mi è piaciuto, in una parola, è stato bello.

E’ ancora presto e ci facciamo una sgambettata sulla Gran Via, versione spagnola degli Champs Elysee, dove Greta riesce a farsi comprare un vestito da Flamenco. Ma non aveva guardato i cartoni tutto il tempo? Niente da fare, il vestito lo vuole assolutamente e decide nel giro di tre minuti scarsi che vorrà fare la ballerina di Flamenco mentre prova a sbattacchiare i piedi per terra muovendo le mani.

Flamenco

 

28 Dicembre – Prado e scarpe

Alla mattina ci dedichiamo alla visita del Prado. Muniti di biglietti online saltiamo a piedi pari tutta la coda ed entriamo. Dopo due minuti ci rendiamo conto che, come tutte le pinacoteche del mondo, andrebbe visitato senza Greta.

A parte questo che dire del Prado? Bellissimo, pieno di capolavori che la mia formazione scientifica non riuscirà mai a farmi apprezzare a pieno.

Le emozioni più intense? Beh, la coppia di Maja di Goya, soprattutto la Maja Desnuda è stupenda, intrigante, speciale ed ammaliante che staresti a guardarla per un’ora senza staccarle gli occhi di dosso. A mio avviso fa parte di quei capolavori che hanno la capacità di rapire l’osservatore, li definirei, vivi.

Notevole anche la copia della Monna Lisa, dipinta contemporaneamente all’originale di Da Vinci, probabilmente da qualcuno che lavorava di fianco a lui, solo un metro o due più in là. Malgrado sia identica non riesce tuttavia a parlarmi come l’originale ma è molto bella anche se le manca la parola.

Bellissimi anche il trionfo di Bacci ed il principe a cavallo di Velasquez che sembra uscire dalla tela per travolgerti.

Al pomeriggio facciamo qualcosa per la Gretona che ha dovuto sciropparsi la mattina al Prado e così andiamo al Parque El Retiro. Una vera oasi di pace, serenità e verde nel cuore di Madrid.

Appena mettiamo piede nel parco una coppia di pusher mi offre gentilmente qualunque sostanza psicotropa ma a parte questo episodio il parco è davvero un luogo per famiglie e per rilassarsi ed è davvero grande, chi se lo sarebbe aspettato che a pochi passi del centro del caos ci fosse un parco di chilometri quadrati con giochi, stagni, paperelle e vialetti con le fontane?

Parque El Retiro

 

Peccato che il grigio del cielo mi rovinerà immancabilmente tutte le foto!

Per la cena optiamo per un tapas bar nel quartiere latino. E’ talmente scalcagnato che la cameriera deve passare continuamente sotto un piano di marmo per andare e venire dalla cucina, poveretta!!!

Buone le tapas, ma la serata ce la ricorderemo per altri motivi. Greta, in giro da tutto il giorno, si lamenta che ha male ad un piede. Pensiamo sempre la solita storia, sono effettivamente due settimane che si lamenta di questo piede ma stasera più del solito.

Cominciamo a pensare che non si tratti di una scusa per non camminare e a sospettare che zoppichi davvero e non per farsi prendere in spalla. Notiamo che la suoletta interna della scarpa è consumata e partiamo con mille ipotesi e congetture sulle scarpe arrivando alla ovvia conclusione che dobbiamo comprarne un paio nuove.

Dopo novemila chilometri con Greta in spalla, alle nove di sera arriviamo ad un centro commerciale aperto sulla Gran Via, entriamo e dopo aver provato cinquemila paia di scarpe Greta ne sceglie un paio.

Zoppica ancora un po’ ma va molto meglio, a questo punto è confermato che la colpa fosse delle scarpe vecchie, quindi albergo e mentre siamo sul lettone a giocare Greta mi dice: “vedi papà, ecco perché ho male, c’è un puntino che non si toglie!” Ma porca miseria era solo una spina! Poverona, si lamenta da quindici giorni…

 

29 Dicembre – Guernica e movida

La mattina la dedichiamo, per la grandissima gioia di Greta, alla visita del museo Reina Sofia.

Picasso, Dalì e Mirò la fanno da padroni con le loro opere d’arte che non capirò mai ma che forse è giusto e normale che sia così. Quindi mentre Giada va in sindrome di Stendhal io mi prendo una audioguida per cercare di capirci qualcosa, prendendo spunto da qualche chiave di lettura delle opere che mi sfilano davanti.

Nelle prime sale ecco Un mundo di Santos che davvero grande e maestoso non può che colpire anche un ignorante come me ma il pezzo forte del museo è senz’altro rappresentato dalla Guernica di Picasso.

Voglio proprio cercare di sforzarmi e di godermi il quadro che, prima di tutto, è enorme! Dopo averlo guardato per cinque minuti buoni decido che mi piace e che mi comunica qualcosa, non saprei dire cosa ma con l’aiuto della audioguida riesco più o meno ad apprezzarlo. Storia diversa per Dalì, per me più facile da apprezzare e da comprendere rispetto al Pablo nazionale.

Mirò invece continua ad essere oscuro e anche con l’audioguida e qualche dritta sulle interpretazioni non riesco a togliermi l’espressione da ebete davanti ai suoi quadri. Boh…

Per pranzo decidiamo di andare a El Rastro, dove la domenica mattina c’è un enorme mercatino delle pulci a cielo aperto. Peccato che nel nostro soggiorno non c’è neanche una domenica e quindi… ci andiamo lo stesso, ritrovandoci tra negozi di antiquariato, robivendoli, articoli usati, robacce e pezzi di valore, tutti mischiati come in un pentolone.

Infine decidiamo di rilassarci a El Retiro. Solita scena dei pusher che all’ingresso mi offrono ogni genere di sostanza psicotropa e fanno spallucce quando, per scherzare sorridendo, gli indico Greta.

Il parco è davvero bello e come il giorno precedente lo apprezziamo molto ma, questa volta siamo muniti di pane per i pesci!

Per la cena scegliamo di andare nel quartiere Malasaṅa, ovvero il quartiere della movida per eccellenza. Dopo aver vagliato brevemente tra quindicimila locali disponibili ci rendiamo conto che abbiamo fame e ne scegliamo uno.

Sono le 20 circa e se noi avremmo normalmente già finito di cenare il cameriere ci guarda come degli alieni sbarcati dalla Germania quando gli diciamo che siamo lì per mangiare.

Ci guardiamo attorno e capiamo che per loro è l’ora dell’aperitivo, come sempre del resto, quindi ci ritroviamo in una saletta occupata solo da noi e da una coppia di turisti nordeuropei e ci sentiamo dire che la cucina aprirà verso le venti e trenta. Vabbé, santa pazienza e ordiniamoci una bottiglia di rosso con qualche patatina. Però alla fine ne vale la pena e finalmente riesco a provare il polpo alla gallega.

 

30 Dicembre – Tempio al volo e poi si vola

Gruppo vacanze alias famiglia Aristarco

 

Si torna a casa. Ecco che tra poco l’aereo accenderà i motori e prenderà il decollo per riportarci al di là dei Pirenei e delle Alpi.

Madrid però ci ha regalato le ultime emozioni con il tempio di Debod e la Plaza de Espana.

Il tempio è molto scenico, peccato fosse chiuso ma comunque ne è valsa la visita.

Ora, in aereo, mentre Greta si scofana una ciotola di noodles e sorvoliamo le montagne, io e Giada ci ritroviamo a sfogliare la rivista di bordo e ovviamente ci soffermiamo sulla mappa delle tratte aerea coperte dalla compagnia. Stiamo già pensando al prossimo giretto?  

 

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