Cinque Terre

 

01/11/2012 – 03/11/2012

 

Album fotografico:

 

1° GIORNO

Finalmente ecco il tanto aspettato ponte: ci avventureremo alla scoperta delle cinque terre pieni di aspettative e con le macchine fotografiche impazienti.

 

Arriviamo affamati di focaccia ligure unta e stra-unta in Riomaggiore. Una portentosa fortuna ci aiuta a trovare parcheggio in uno dei 10 parcheggi liberi prima dell'entrata in paese, togliendoci dall'impiccio di un possibile parcheggio a pagamento a peso d'oro.

Dal parcheggio vediamo il paesino sotto di noi con le facciate delle case tutte colorate e al di là, la frastagliata costa accarezzata dal mare di un azzurro intenso. Non c'è da stupirsi che questa meraviglia sia patrimonio dell'Unesco.

Arriviamo al monolocale e scopriamo con sorpresa che è sul mare. Aprendo la finestrella con le tendine rosse sentiamo il vociare forte delle onde e un lievissimo profumo acre e salmastro. L'emozione è tanta...

Giriamo subito il paesello fra pochi negozietti, qualche ristorantino e centinaia di scale che ti guidano fra vicoli stretti e scorci su un mare incredibilmente agitato. Il tutto accompagnato da un surreale silenzio, rotto qua e là dal vociare dei turisti. Il fascino di questo paese oltre che nella bellezza oggettiva, è soprattutto nel suo aver mantenuto quella tranquillità e quel silenzio tipici di un paesino di pescatori. Sicuramente la fine della stagione e i pochi turisti hanno contribuito a tutto questo!

Il pomeriggio prendiamo il treno alla scoperta di Monterosso.

Questo paese è decisamente più curato e più turistico e anche qui gli scorci verso la costa sono incredibilmente belli. Tantissime vinerie, negozi e una piccola spiaggetta dove un pò di turisti, tornati bambini, si sono messi a giocare con la spuma bianca delle onde .

 

 

2°giorno

Svegliati dal ruggito del mare constatiamo che, nonostante le onde altissime, il sole sta facendo capolino. La  stanchezza del giorno prima si fa sentire ma ci buttiamo lo stesso tutti e tre a capofitto alla scoperta degli altri paesi: Manarola, Corniglia e Vernazza,

Scontato dire che sono tutte e tre stupende?

Manarola mi ha colpito per la sua intimità. Molto piccola e molto pittoresca. Corniglia per la posizione in cui è stata costruita. Fra tutti i paesi citati è l'unica costruita a picco sul mare e non a livello del mare. Dalla stazione per salire al paese c'è una bellissima lunga scalinata (da fiatone) e così anche per scendere alla marina. Anche qui le viuzze sono veramente affascinanti e piene di negozi, baretti e ristorantini. L'ultimo paese visitato, quello che è rimasto nei nostri cuori, è Vernazza.

Arrivati dalla stazione leggiamo subito un cartellone informativo sull'alluvione del 2011 e le immagini ci lasciamo abbastanza a bocca asciutta. Per fortuna il paese ha ripreso del tutto la sua bellezza originaria riuscendo a superare i disagi subiti.

La via principale è solo una, che ci porta dritti alla piazzetta che da sul mare. Da li, fra barche, bar e tantissimi turisti seguiamo le indicazioni che ci porteranno alla scoperta del castello e del punto panoramico da cui goderci il tramonto.

Vernazza ci ha regalato delle bellissime emozioni, è un gioiello di cui è impossibile non innamorarsi!

 

Salutato il sole all'orizzonte, torniamo a Riomaggiore pronti per una cenetta e una seratina in fissa a guardare il mare arrabbiato.

 

 

3°giorno

Pronto il borsone, salutiamo la finestrella sul mare e la sua tendina rossa anche se ci dobbiamo tornare quando finalmente riapriranno il sentiero dell'amore.

Per strada, quando pensavamo alla nostra vacanzina finita, decidiamo in ultimis di fermarci a Porto Venere. Non avevo mai sentito parlare di questa località e anzi ero parecchio scettica di trovarci qualcosa di bello. Parcheggiata la macchina (stavolta a pagamento) scendiamo in paese sotto una leggera pioggerellina. Ed ecco l'ultima sorpresa: e chi cavolo sapeva che questo non è un paesello qualunque??? Un golfo stupendo in cui sono riusciti ad incastonare un paese davvero incantevole e anche molto turistico! Assolutamente da vedere.

 

Un grazie a chi ha inventato tutti quegli scalini...

 

 

I turisti: Vittorio, Giada e La Papaya.

 

 

 

 

 

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