Berlino

07-11 Maggio 2015-09-01

 

Album fotografico:

 

Partenza da Milano Malpensa con tre bagagli a mano, passeggino e soprattutto poppa munita di febbricciatola. Dita incrociate si vola....

Dopo neanche tre ore fra volo e metropolitana entriamo nella città. Potrei elencare tutto quello che abbiamo visto o descrivere giornata per giornata, potrei, ma in realtà Berlino mi ha completamente lasciato senza parole e  mi ha riempito di sensazioni. Sono tornata a casa e mi sono resa conto che ero letteralmente piena di emozioni .

 

Berlino è moderna, una metropoli multietnica. Mezzi di trasporto (sempre in orario), negozi, fast food e, come ogni città che si rispetti, dal banchiere  al drogato sono tutti presenti!. Allo stesso tempo però le ferite della seconda guerra mondiale e della sua divisione sono ancora aperte. Ci siamo imbattuti in una parata che simulava la liberazione da parte dei Russi  con tanto di manifesti contro il nazismo. Io e Vittorio ci siamo guardati stupiti. Hitler? Nazismo? Ma quanti anni sono passati? Qui sembra ieri...

 

 

La porta di Brandeburgo

 

Fra tutti questi palazzi ecco la porta di Brandeburgo in tutta la sua immensità e poco più avanti il memoriale degli Ebrei. La porta in tutta la sua antichità e immensità si sposa e allo stesso tempo fa a pugni con il memoriale. Quando l'ho visto da lontano mi sono chiesta: ma cos'è questa roba? Una serie di pilastri di cemento anonimi e regolari, ma come può essere un memoriale?  Camminando fra i pilastri il senso di oppressione si è impossessato. Bingo! L'architetto è riuscito ad ottenere quello che forse, un opera più tradizionale non avrebbe potuto sprigionare. L'oppressione.  Non c'è spazio per parole o pensieri. Non avrebbero senso foto o frasi sdolcinate.

 

Dopo una passeggiata nelle vie più tipiche abbiamo deciso di visitare l'isola dei musei vicino al duomo ovvero Neues museum, la vecchia galleria nazionale, il pergamon museum e il Bode museum. Sicuramente tutti belli e molto interessanti  ma il più divertente e particolare  è stato il museo della DDR. Greta si è scatenata! Ci ha permesso di rivivere le abitudini e tutto ciò che ha circondato la vita nella repubblica democratica tedesca.  Quasi nostalgico, è stato pensato in modo da essere completamente interattivo. Macchine d'epoca in cui sperimentarsi in guide spericolate, ricostruzioni di case....geniale! Un'altro posto tipico di Berlino è il checkpoint Charlie. Nei tempi della guerra fredda era uno dei punti di passaggio e rievoca spettacolari fughe dalla DDR verso il settore Americano. Purtroppo non è rimasto nulla di originale e non mi ha dato particolari emozioni.

 

 

La East side gallery

 

Insieme a questo è stato sorprendente anche il museo degli Ebrei. Nulla di convenzionale, nemmeno la forma dell'edificio.  Un museo molto sensoriale e veramente molto particolare. Mi sono commossa quando sono entrata  in una stanza piena di dischi di ferro. Dovevi semplicemente camminarci sopra. All'inizio l'ho preso come un gioco. Quando ho iniziato a camminare ho scoperto che i dischi di ferro avevano le sembianze di volti umani. Non si poteva non pestarli anche si stava attenti e non si poteva non fare rumore. Quel suono me lo ricorderò per tutta la vita. Quella semplice stanza mi ha aperto una moltitudine di riflessioni. Non si può trovare una ragione logica a ciò che è successo. Non si può arrivare a capire come si possa infliggere tale sofferenza. Soprattutto ora che c'è Greta nella mia vita,  non posso veramente immaginare come si debba sentire un  genitore nell'impotenza di non poter salvare il proprio figlio da tale orrore. La cosa che però mi ha più lasciato l'amaro in bocca è che in qualche modo, come umanità, abbiamo

dimenticato. Basti pensare a Boko Haram...

 

La storia però ha trovato in qualche modo  il suo lieto fine.  Un'altra emozione fortissima è stato passeggiare a fianco del muro. La speranza la fa da padrona.

 

Voglio lasciare Berlino così, con questo senso di speranza e con il pensiero che forse tutto si può sistemare.

 

Scorcio lungo la Sprea

 

Vorrei dare questo a Greta: un futuro pieno di speranza.

 

“Ho dipinto il muro della vergogna affinché la libertà non sia più vergogna. Questo popolo ha scelto la pace dopo anni di Inferno dantesco: tieni, Berlino, i miei colori e la mia fede di uomo libero" Fulvio Pinna.

 

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