Tappe della disfatta, Fritz Weber

 

Racconto intenso della prima guerra mondiale proveniente dalla memoria di un tenente d'artiglieria austriaco. La Grande Guerra è vista con gli occhi di uno di coloro che per noi sono stati nemici. Fritz Weber ha preso parte, durante il conflitto, a tutte le principali vicende che hanno caratterizzato il fronte italo-austriaco; perchè se la guerra ha coinvolto molti paesi d'Europa e qualcuno d'oltre mare per noi italiani essa è stata la guerra contro gli austriaci.

Forse un po' sommariamente penso che i racconti di guerra si dividano in due categorie: quelli che citano i movimenti delle truppe, parlano della strategia e dei grandi numeri, ovvero racconti storici, e quelli che invece raccontano la guerra di chi l'ha vissuta; la guerra fatta da uomini con le loro vite e le loro paure e quasi sempre le loro tragiche fini.

Questo romanzo si colloca in mezzo tra le due tipologie di racconto. Infatti il militaresco modo di vedere le cose e quindi di raccontarle del tenente Weber ci porta a comprendere le assurde logiche di quell'immondo massacro di cui non si conosceva ancora pari, perchè le logiche ci sono dietro. Dietro il massacro, il macello, le morti, il sangue, il sudore, dietro tutto ciò c'era una logica, fredda e spietata. D'altro canto il tenente Weber è un uomo, e come tale sensibile alla sciagura alla quale prende parte. L'uomo Weber farcisce il racconto di storie personali, individuali, di uomini fatti di paura, eroismo, indifferenza, coraggio, uomini che sono stati catapultati in una dimensione nuova e totalmente assurda, totalmente diversa da quella che immaginavano; questa componente del racconto dà valore al romanzo e lo distingue da un saggio storico.

 

Il lettore ripercorre attraverso storie d'uomini e la memoria del loro tenente le principali offensive e controffensive della Grande Guerra: il Trentino, il Pasubio, Caporetto e il Piave ed il fatto di sentirle raccontate dall'altra parte lo fa riflettere sull'assurdità della guerra e soprattutto della parola nemico.

Purtroppo per i protagonisti neanche la pace appagherà le loro aspettative. E' una storia di guerra vera e i lieti fini non esistono.

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