La bestia umana, Emile Zolà

 

È un libro in cui la narrazione è sempre serratissima e molto intensa. Romanzo in cui si fondono il desiderio, il delitto, il destino dei protagonisti. Zolà dedica questo romanzo alla ferrovia, avvenimento economico e sociale del tempo, ed alla locomotiva, bestia sorda e cieca che l’uomo ha creato nel nome del progresso. Tuttavia la bestia umana non è la Lison, la locomotiva che per tutto il viaggio assiste agli intrecci e alle avventure dei protagonisti, ma la graziosa Severine, alla quale è impossibile non affezionarsi fin dalle prime righe.

Il marito di Severine, un ex manovale rozzo e crudo, scopre per caso che la moglie ebbe una relazione con il suo tutore, la quale la obbligava ad avere con lui rapporti sessuali fin da giovanissima. Deciderà di uccidere l’avversario innescando un turbine di morte e distruzione in cui ogni persona si scoprirà essere diversa che ciò che pensava.

 

Senza dubbio uno dei capolavori di Zola, in cui i le vite dei personaggi si intrecciano nella comune sventura, eppure lottano singolarmente ed ottusamente, ognuno con le proprie convinzioni e i propri motivi. Forse la bestia umana non è Severine, ma l’umanità intera.

 

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