I fratelli Karamazov, Fedor Dostoevskij

 

Ammetto che, pur essendo un grande fan di Dostoevskij, nel momento in cui ho aperto la prima delle 1171 pagine di questo lungo romanzo ho provato un minimo di scoramento. Mi chiedevo che l'autore avesse saputo far scorrere la storia attraverso così tanti caratteri e se infine non sarebbe risultato un po' pesante data la sua corposità.

Ovviamente dopo 50 pagine ogni timore era scomparso e ben presto mi resi conto che, nel caso di Dostoevskij, più lunga è l'opera e più cose ha da dire, da raccontare e soprattutto più si rivela avvincente, sorprendente e profonda.

I fratelli Karamazov è considerata la sua opera più compiuta e ricca, quella in cui lo scrittore esprime quella parte di se stesso legata ai dubbi sulla fede, sulla religione e sulla vita oltre la morte ma anche quella in cui i suoi temi principali quali il delitto, il peccato e la misericordia vengono sviluppati nel modo più approfondito e sfaccettato. Non a caso si tratta del suo ultimo romanzo ed è considerato il vertice della sua produzione letteraria.

Quella di Dostoevskij sul delitto può essere considerata una vera ossessione; basta pensare a Delitto e Castigo o a I Demoni per farcene una idea. Mi chiedo quante volte lo scrittore si sia interrogato sulla possibilità e sulle conseguenze di un delitto!

L'opera è semplicemente fantastica e di una profondità davvero notevole, senza mai cadere nella banalità o nella scontatezza. Alcuni passi sono da considerarsi tra i più valenti dell'intera letteratura di tutti i tempi. Per esempio nel capitolo sul grande inquisitore (non anticipo nulla) lo scrittore palesa il suo sentimento e la idea nei confronti della chiesa e delle religioni in generale e lo fa riservandosi un cantuccio estemporaneo creato ad hoc che risulta essere semplicemente geniale.

 

Molti passi rivelano una profonda conoscenza dell'uomo e dei propri sentimenti più reconditi nonché dei possibili modi di essere ed esistere.

I fratelli Karamazov non rappresentano una famiglia bensì il mondo nella sua varietà, sul cui palcoscenico si muovono personaggi egregiamente caratterizzati e sfaccettati, mentre tra loro passa e aleggia l'angelico e puro Aleksej, ultimo raggio di sole e speranza in un mondo che sembra essere corrotto ma al quale l'autore dona una speranza di rinascita con un grandissimo finale.

 

                                                                                            Indice Recensioni