Un giorno perfetto, Melania G. Mazzucco

 

Commento 1:

 

Antonio Buonocuore. Poliziotto scelto. Si occupa di proteggere e scortare l’onorevole in declino, Elio.

Nel suo lavoro la dedizione è totale. Agli occhi di tutti è sempre serio, taciturno e irreprensibile. Eppure  dentro di lui emozioni tumultuose non lo fanno più dormire né vivere.

La moglie Emma, dopo anni insieme, ha abbandonato il tetto coniugale con i due figli e lui si ritrova solo in quell’appartamento vuoto a fare i conti con un silenzio ingombrante. Nella solitudine prende piede la pazzia, la rabbia e nasce così un piano che possa riscattarlo di tutta la sofferenza.

 

Emma tenta di iniziare una nuova vita e lasciarsi alle spalle il passato. Ma lui è li e la segue ovunque, ossessionato dalla fine del loro amore.

La paura è tanta ma spera sempre che ci possa essere un futuro migliore.

 

Maya è la bellissima moglie dell’onorevole Elio. Brava nei sorrisi di circostanza, nella sua ostentata perfezione. Impeccabile. Ma dentro di lei il vento arido dell’insoddisfazione inizia a soffiare e la voglia di sentirsi viva la pervade. Fino a quando potrà fingere?

 

Sasha aspetta da dieci anni che il suo amante si decida a lasciare la moglie e a dichiarare al mondo il loro amore e la loro omosessualità. Quanti Natali dovrà ancora passare da solo?

 

Non sono solo loro i protagonisti del libro ma tanti altri personaggi che nella loro caratterizzazione sembrano persino reali.

Il filone comune è sempre la famiglia…a volte salva ma a volte uccide e compie danni irreparabili.

 

Commento 2:

 

Roma. Anni novanta.

L’Italia é in declino e con essa tutti i personaggi di questo bel romanzo corale della Mazzucco.

Il filo conduttore, quello vero, é Roma. Roma vista da più punti di vista e da occhi diversi; Roma donna bellissima e volubile, Roma tra antico e moderno, Roma fatta di persone, di gente che la vive e che la abita e tra questa folla ci sono loro: i protagonisti.

Emma che ha lasciato il marito e tira a campare con due figli, districandosi nel fantastico mondo del precariato e della nuova, legale schiavitù; Valentina primogenita di Emma che ascolta Marilyn Manson e si sente diversa dei suoi coetanei sognando una famiglia normale e perché no, una madre normale, un fratello normale, un ragazzo e soprattutto un padre che la abbracci tutte le sere e che le faccia il tifo alla partita di pallavolo.

C’é Kevin, secondogenito di Emma che si sente scartato dal padre, dalla scuola e deriso dai compagni di classe per via di un occhio strabico.

Kevin, brutto e grassoccio alla quale solo Camilla vuole bene. Lei, figlia dell’onorevole Fioravanti. Uomo di successo fino a quel momento e oggi politico in declino che il partito ha deciso di sacrificare; vittima di un sistema del quale ha fatto parte per tutta la sua vita.

Ricco ed egocentrico, é sposato con la bellissima e giovane Maja che passsati i trent’anni si ritrova alle porte di una crisi di identità perché non regge più i sorrisi di circostanza e la vita al fianco di Elio.

Il suo unico amico é il figlio rinnegato di Elio, Aris o meglio Zero, come si fa chiamare dai suoi amici graffittari e sfaccendati.

Aggiungete poi che il capo scorta dell’onorevole é l’ex marito di Emma, che un insegnante di Valentina attraversa una fase difficile della sua storia d’amore e il mix é completo, o quasi.

Denominatore comune di tutto e tutti é la città che viene vista e vissuta sotto molti aspetti: la città buia, degradata e sotterranea di Zero si fonde con quella affollata e caotica, periferica e folle di Emma e di nuovo con quella raffinata ed elegante, falsa e ipocrita di Elio e Maja.

 

Ne nasce un graffito, che sarebbe piaciuto molto a Zero, di quelli che raccontano una storia e la storia in esso contenuta é follia pura, derivante dallo stilliccidio giornaliero e dall’ossessione in cui Antonio vive ogni giorno da quando accanto a lui non c’é la sua Emma.

E’ una storia che rapisce il lettore e poi colpisce come un pugno nello stomaco strappando un grido di disgusto e di dolore. Un colpo duro, derivante da uno dei tanti drammi quotidiani che brulicano dietro le finestre illuminate dei condomini di una città che appare in tutto il suo decadente fascino.

 

Il romanzo é stato portato sul grande schermo nel 2008 da Ferzan Özpetek con il titolo “un giorno perfetto”, a mio modesto parere con buoni risultati.

 

 

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