Sonam Sherpa, Jean-Michel Asselin 

 Storia di un uomo che accompagna in vetta i più grandi alpinisti della terra


A leggere il titolo mi viene in mente Tenzing Norgay, l'uomo che con Edmund Hillary scalò per la prima volta in assoluto l'Everest (o il Sagaramāthā per dirla al modo sherpa). In realtà Sonam Sherpa e Tenzing Norgay non hanno molto in comune se non il fatto di essere Sherpa, così come il romanzo non ha molto in comune con quello che mi aspettavo che fosse.
Se come me stavate pensando alle storie delle guide/portatori che si danno da fare per montare i campi base, le tende, portare gli zaini ecc. vi sbagliate. Sonam Sherpa è il proprietario e sommo capo della più grande agenzia di trekking nepalese: la Thamserku trekking.
L'autore, suo grande amico, ha raccolto il materiale intervistando Sonam per una settimanella scarsa, durante la quale egli gli ha parlato degli Sherpa, del Nepal, delle spedizioni e dei trekking, della sua vita e della sua eroica moglie Pasang Lhamu (prima donna nepalese a scalare l'Everest) ma soprattutto della sua agenzia e di come fa ad accontentare i clienti ed organizzare trekking e spedizioni.

Ne derivano spunti di riflessione interessanti, sul popolo Sherpa, sul turismo e sulle origini dei nepalesi, su come sta cambiando il paese e sul diritto che i nepalesi hanno di cambiare, per alzare anch'essi il loro tenore di vita.
Soprattutto però, ne deriva l'immagine di una agenzia turistica perfetta, ovvero quella che il direttore tende a dare e trasmettere all'esterno, tanto che a tratti sembra di leggere ad una presentazione di carattere commerciale piuttosto che ad un romanzo sul popolo Sherpa.
Peccato perché questo romanzo non riesce a mio avviso a far risaltare e sviluppare gli spunti positivi che lo costellano. Forse, in questo caso, l'autore è troppo coinvolto e non riesce a dare alla sua opera il taglio reportagistico che avrebbe meritato.

 

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