Nelle terre estreme, Jon Krakauer

Commento 1

 

Ci sono casi in cui l’uomo vuole entrare in intimo contatto con la natura allontanandosi dalla civiltà, dalle responsabilità e da ogni tipo di legame. È così per Chris McCandless. Una solitudine ricercata e coraggiosa che lo porta a vagare negli immensi spazi selvaggi dell’ Alaska.  Non adeguatamente equipaggiato e non informato sulle condizioni estreme al quale sarebbe andato incontro partì nel 1992. Il suo viaggio nelle terre estreme gli fu fatale…proprio quando si era saziato della natura e la civiltà l’aveva richiamato a sé, un errore fatale lo portò alla morte.

Accanto al suo cadavere su rinvenuto il suo diario con il quale l’autore, grazie anche a testimonianze, è riuscito a ricostruire il lungo vagabondaggio.

 

Non è un romanzo ma è un libro atto a documentare la scelta  di questo ragazzo e di tanti altri come lui. A cercare risposte a simili scelte di vita.  Nonostante abbia trovato il libro molto interessante, in realtà non ho avuto modo di appassionarmi né alla storia né al suo protagonista poiché il tutto è scritto in modo abbastanza distaccato e discontinuo. Insomma l’avrei preferito più romanzato e meno documentato così nel dettaglio.

 

 

Commento 2

 

Un libro strano, un documentario che analizza le vicende che hanno portato Chris Mc Candlessn ad una morte solitaria nelle terre estreme. In realtà l'autore si propone con il romanzo di svelare un mistero ben più ampio, ovvero le motivazioni che hanno indotto Chris a fare quel tipo di scelta; ad abbandonare la vita civile che si prospettava per lui ricca di successo per abbracciare una vita itinerante "on the road" a zonzo per l'America, quella vera, quella dei grandi spazi e della natura selvaggia, fino a decidere di partire per un'avventura che andava al di là delle proprie forze: vivere da solo e con mezzi propri in quel territorio sconfinato e mitico che è l'Alaska.

Per raggiungere il proprio scopo analizza il rapporto del protagonista con i genitori, tracciando interessanti paralleli con la propria vita. Krakauer è un alpinista, di quelli seri e non come me che mi reputo alpinista della domenica di scarse velleità; tuttavia non posso fare a meno, leggendo il libro, di tracciare dei paralleli tra il pensiero di Chris, così visceralmente attaccato alla natura da sentirsene una piccola ed infinitesima parte, quello dell'autore e il mio, modesto pensiero di amante della natura.

 

Su Mc Candless ne sono state dette tante ed è stato definito da molte persone un arrogante superbo, sprezzante del pericolo e ingenuamente impreparato ad affrontare una simile sfida. Qualcuno lo ha definito un esteta innamorato di ideali anacronistici, un pensatore acuto che ha mandato a quel paese una vita banale per viverne una sua, più vera.

L'autore vuole fare in modo che sia il lettore a costruirsi un proprio punto di vista sulla faccenda, senza forzare il suo giudizio e a mio avviso ci riesce molto bene. Impossibile non affezionarsi a Chris, invidiandolo anche un poco per la estrema libertà in cui ha scelto di vivere.

Se dovessi definire con una sola parola questo libro sceglierei "estremo". Un titolo quindi, più che mai azzeccato.

 

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