Lo Hobbit, John Ronald Reuel Tolkien

 

Antefatto de Il signore degli anelli, l'opera più famosa di Tolkien. Rispetto ad esso Lo hobbit risulta un romanzo molto più breve e scorrevole, ma non per questo meno intenso. Nelle prime pagine lo hobbit Bilbo Baggins si appresta a bere il suo amato te quando gli piomba in casa (o piuttosto nella caverna) lo stregone Gandalf, personaggio arcinoto a tutti gli amanti delle trilogia Tolkeniana. La vita tranquilla del piccolo hobbit verrà definitivamente stravolta in giorno seguente quanto una combricola di nani guidati da Thurin si presenta in casa sua.

Per lui che aveva sempre, fino a quel momento, vissuto una vita da hobbit, e quindi tranquilla e pacifica, sono in serbo grandi avventure che lo porteranno a dorso di aquile gigantesche, nei cunicoli segreti degli orchi, nelle dimore degli Elfi fino a battersi con un terribile drago, e tutto questo tra foreste incantate, montagne nebbiose, lupi mannari e uomini-orso.

Questo romanzo deve la sua fama ad alcune scene del film Il Signore degli Anelli, da cui è tratta la storia del ritrovamento dell'anello; ma c'è ben altro e l'incontro tra Bilbo e Gollum costituisce solo un capitolo di questo avvincente romanzo che ci cala direttamente nel mondo fatato di Tolkien.

 

A dispetto del titolo i protagonisti sono senz'altro i nani, esseri piccoli e dall'umore ballerino. La caratterizzazione dei personaggi è fatta con grande maestria ed essi risultano, a mio parere, più sfaccettati e profondi di quanto non siano ne Il Signore degli Anelli.

Mirabile anche la descrizione degli scenari, che Tolkien rende vividi e fantastici, con una precisione che non risulta mai noiosa ed una fantasia a dir poco fervida.

 

 

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